Rousseau, cos'è la piattaforma M5s (e perché il voto su Draghi è determinante)

Rousseau, cos'è la piattaforma M5s (e perché il voto su Draghi è determinante)
Rousseau, cos'è la piattaforma M5s (e perché il voto su Draghi è determinante)
di Francesco Malfetano
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Giovedì 11 Febbraio 2021, 11:25 - Ultimo aggiornamento: 19:20

Il governo Draghi ora passa per Rousseau. A decidere una parte, forse minima, del destino del prossimo esecutivo guidato dall'ex presidente della Bce sarà infatti la piattaforma online del Movimento 5 stelle. Vale a dire il sito internet attraverso cui gli "iscritti certificati" 5s oggi, 11 febbraio, dalle 10 alle 18 potranno esprimersi sull'ipotesi di sostenere o meno il governo venturo. L'appoggio grillino è determinante perché permetterebbe a Mario Draghi di avere una maggioranza ampia e variegata su cui contare per far ripartire il Paese.

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In realtà però la vicenda è molto più complessa di quanto possa sembrare. Le contrapposizioni interne al movimento hanno infatti trascinato i grillini in un pantano. Al punto che ieri la votazione era stata rimandata a data da destinarsi. Un posticipo scampato pare solo grazie ad una telefonata dello stesso premier incaricato a Beppe Grillo in cui Draghi avrebbe garantito ai grillini di preservare alcune loro riforme (come il reddito di cittadinanza) e andargli incontro sulla richiesta della creazione di un super ministero della Transizione Ecologica. In realtà però, le sabbie mobili dei 5s sono tutt'altro che superate, con il partito spaccato tra chi vorrebbe sostenere l'esecutivo a priori (in contrapposizione con una grandissima porzione della storia 5s), chi vorrebbe farlo ma preferirebbe non ci fossero la Lega o Berlusconi, e chi invece è per un no netto (la corrente guidata da Alessandro Di Battista).

In pratica, il ricorso al voto su Rousseau incarna la ricerca di una legittimazione governista da parte della propria base  - in realtà di una parte molto risicata - che metta i parlamentari cinquestelle favorevoli, ora maggioritari nel gruppo, al riparo dalle recriminazioni e dalle accuse di post-ideologia con cui i sostenitori del "no" potrebbero spaccare definitivamente il Movimento. Il vero nodo cruciale però è che la "base" a cui è appeso l'intero Paese in questo momento è composta 188.383 iscritti certificati. Un po' pochi per parlare di volontà del Movimento, considerati i circa 10 milioni di voti raccolti per Camera e Senato nel 2018 dai grillini. 

Un dibattito dunque già molto accesso che si è inasprito, allargandosi a tutti gli altri cittadini italiani, quando è stato pubblicato il quesito a cui al momento è appeso l'immediato futuro del governo Draghi. «Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?». Questo il testo sottoposto ai grillini che, secondo moltissimi degli osservatori e l'opposizione interna ai 5s, si ritrovano tra le mani un quesito tendenzioso che cerca di orientarli verso le idee di governo al cui fianco si è schierato anche il garante Beppe Grillo (ma pure praticamente tutti i "big" del partito e l'ex premier Giuseppe Conte). 

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COS'È ROUSSEAU
Si tratta della piattaforma digitale di democrazia partecipata che consente agli iscritti di esprimere il proprio parere sulle scelte del M5S. Vale a dire l'evoluzione della prima funzione di voto attivata sul blog di Beppe Grillo già nel 2012. In quell'occasione infatti si concesse agli iscritti di selezionare i candidati da presentare alle elezioni politiche del Febbraio 2013 (nello stesso anno votarono anche il nome che i 5s avrebbero dovuto sostenere per il Quirinale). Il sistema Rousseau vero e proprio però è nato nel 2015 con l'adozione di un Sistema Operativo. Una prima versione "reale" di quello che è oggi Rousseau. Elemento fondamentale della vicenda è però il fatto che la piattaforma non appartiene al Movimento ma ad una associazione privata (l'Associazione Rousseau appunto) fondata nel 2016 dall'ideologo dei 5s Gianroberto Casaleggio e poi lasciata in eredità al figlio Davide. E proprio lui sta ora portando avanti il progetto migliorandolo sotto il profilo della sicurezza. O almeno queste sono le intezioni dichiarate. Nonostante il codice della piattaforma sia infatti stato riscritto completamente nel 2019, è stata oggetto di attacchi hacker volti a dimostrare la possibilità per un utente di votare più volte (inficiando di fatto la validità del responso) oppure delle recriminazioni dell'autorità Garante per la privacy. Non solo, Rousseau è considerata dai suoi molti detrattori, interni ed esterni al Movimento, lo strumento con cui Casaleggio mantiene la sua influenza nei 5s e legittima il suo "non ruolo" nel partito (formalmente ne è socio fondatore, ma la sua presenza e la sua vicinanza agli ortodossi guidati da Di Battista pare molto mal digerita).

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