Pd, dem sempre più spaccati: verso il congresso su idee e leadership

Pd, dem sempre più spaccati: verso il congresso su idee e leadership
Pd, dem sempre più spaccati: verso il congresso su idee e leadership
di Francesco Malfetano
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Giovedì 25 Febbraio 2021, 10:39 - Ultimo aggiornamento: 10:55

La solita resa dei conti. Anche la partita giocata per i sottosegretari nel Pd si è trasformata in una spartizione tra le diverse correnti del partito, confermando il lento logorio a cui sta andando incontro la squadra dem. Un dissenso che, a governo formato, ormai non si tiene neppure più nascosto. Al punto che anche il segretario Nicola Zingaretti, sempre favorevole ma che fino a qualche tempo fa ne parlava come una cosa da «marziani», ha aperto ad un congresso che abbia come obiettivo quello di «rafforzare il Partito Democratico». 

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È ormai impossibile ignorare la costante frizione interna che, ad esempio, si è tradotta nel sottogoverno nel ridimensiomento della corrente di Orlando (già premiato con la poltrona del ministero Lavoro) che non vede confermati Misiani e Martella o nella necessità di Zingaretti di marcare il suo territorio per pretendere che al Mef finisse Alessandra Sartore, già assessore al Bilancio nel Lazio, e che ci fossero 5 sottosegretarie donne su 6 dopo le polemiche seguite ala formazione dell'esecutivo.

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Non solo, come se non bastasse, da giorni è anche partita l'offensiva di sindaci e amministratori locali con Decaro, Nardella, Gori e Bonaccini. Quest'ultimo in particolare, dopo aver aperto a Salvini «su cose che hanno senso» come i ristoranti aperti a cena, studia le mosse perché considerato in questo momento l'alternativa più solida a Zingaretti, anche in virtù dell'appoggio della corposa minoranza di Base Riformista.
Un congresso appare quindi inevitabile. Lo ha ammesso anche Goffredo Bettini. Ma prima che possa arrivare il via libera definitivo bisognerà passare per l'assemblea. Sarà infatti questa a decidere sull'opportunità di ridiscutere solo "le idee" (con al centro della discussione l'alleanza strutturale con il M5s e LeU) o anche la leadership dello stesso Zingaretti. Una decisione importante che potrebbe arrivare nella riunione già programmata per il 13 e il 14 marzo. 

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