Nuovo Dpcm, testo integrale. Seconde case, ristoranti e scuole: tutte le misure (e il nodo spostamenti)

Nuovo Dpcm, testo integrale. Seconde case, ristoranti e scuole: tutte le misure (e il nodo spostamenti)
​Nuovo Dpcm, testo integrale. Seconde case, ristoranti e scuole: tutte le misure (e il nodo spostamenti)
di Francesco Malfetano
7 Minuti di Lettura
Mercoledì 3 Marzo 2021, 10:41 - Ultimo aggiornamento: 4 Marzo, 17:53

L'Italia ha un nuovo Dpcm con misure per contrastare la diffusione del contagio da coronavirus. Il testo, firmato ieri dal premier Draghi e presentato in conferenza stampa dai ministri Speranza e Gelmini, vale dal 6 marzo al 6 aprile e prevede tra le altre cose la chiusura di tutte le scuole nelle zone rosse, compresi gli asili nido.

Lombardia, Emilia Romagna, Campania e Toscana a rischio zona rossa

REGOLE GENERALI

Nonostante i ministri abbiano parlato di una sostanziale discontinuità con il governo precedente, tanto lo strumento (la formula del Dpcm) quanto moltissime delle norme, sono rimaste invariate. Ad esempio il decreto conferma la divisione del paese in fasce di rischio epidemiologico, a ciascuna delle quali è associato un colore (dalla bianca, la più bassa, alla rossa, quella più a rischio), ma il cambio da questo momento in poi avverrà il lunedì e non più nel fine settimana. Resta inoltre confermato il coprifuoco dalle ore 22 alle 5 di mattina, così come l’obbligo di usare la mascherina anche all’aperto. Allo stesso modo, come prima, è possibile fare visita a una sola casa di amici o parenti (anche se si raccomanda di non farlo se non per esigenze specifiche), una volta al giorno, dalle 5 alle 22, all’interno dello stesso comune (in area gialla all’interno della regione) eccetto che in zona rossa, dove tutto ciò è completamente vietato.

IL TESTO DEL DPCM

Il testo inoltre, appellandosi al decreto-legge firmato il 23 febbraio scorso proprio da Draghi, ribadisce il divieto di spostamenti tra le regioni, indipendentemente dal colore assegnato, almeno fino al 27 marzo. Questa data - che peraltro coincide con quella di riapertura di cinema e teatri in zona gialla - non deve però ingannare. Non è affatto detto che durante le festività di Pasqua (coperte dalle misure del Dpcm ma, in questo momento, non dal decreto che blocca gli spostamenti) ci si potrà spostare da una Regione all'altra. Come già avvenuto fino a questo momento infatti, il governo può rinnovare indipendentemente il testo dal 27 marzo, prolungado la durata della misura. Da ricordare come siano comunque sempre consentiti gli spostamenti tra regioni per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità.  

SPOSTAMENTI E SECONDE CASE

Per quanto riguarda la mobilità nella Penisola, il faro restano le divisioni a "colori". Per cui in zona rossa non si può uscire di casa senza valide motivazioni (come il rientro presso la residenza) mentre in arancione non si può uscire dal comune e in giallo e bianco dalla regione. Accanto alla conferma del divieto di varcare i confini regionali sono però sistematizzate alcune delle precisazioni già arrivate nelle scorse settimane riguardo alle seconde case. In queste ci si può andare soltanto se in zona bianca, gialla o arancione, se a spostarsi è un solo nucleo familiare e se la casa di destinazione non è abitata da altri. Bisogna inoltre poter dimostrare di essere proprietari o affittuari dell'immobile da prima del 14 gennaio 2021, al fine di evitare affitti-brevi e mini vacanze. Gli spostamenti a fini turistici peraltro, sono vietati. Ovviamente, date le restrizioni in vigore, da zone rosse o arancione scuro (per ordinanza regionale) non si possono raggiungere case in zone di altro colore. Sul tema degli spostamenti il testo precisa inoltre come a bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale, con esclusione del trasporto scolastico dedicato, è consentito un coefficiente di riempimento non superiore al 50 per cento.

 

ATTIVITÀ COMMERCIALI E CHIUSURE

"Sventata" alla fine la possibilità per bar e ristoranti di riaprire a cena, il governo nel Dpcm ha sostanzialmente confermato le norme in vigore. Per cui attività di ristorazione aperte solo fino alle 18 con possibilità di asporto (fino alle 22) e consegne a domicilio in zona gialla e bianca. Solo asporto e consegne invece in zona rossa. A cambiare inoltre c'è il divieto sulla somministrazione di bevande dopo le 18. Fino a questo momento era vietato a bar, pub, enoteche e market specializzati vendere bevande (anche alcolici ovviamente) da asporto. Bene, l'esecutivo ha deciso di escludere ora dal divieto enoteche e mini-market, scatenando peraltro l'ira degli amministratori locali. Antonio Decaro infatti, sindaco di Bari e presidente dell'Associazione comuni, ha attaccato sostenendo che la misura favorisce la movida mentre si chiudono le scuole. Il ministero della Salute fa però notare che la misura non autorizza assolutamente al consumo in loco, anzi ne pone il divieto.  Il testo inoltre contiene diverse disposizioni di chiusura: non solo restano chiusi palestre e piscine, stadi, sale giochi, discoteche e locali per feste privatecentri commerciali e mercati nel weekend ma, in zona rossa, anche parrucchieri e attività di cura della persona.

 

SCUOLE

Uno degli interventi più corposi da parte del governo ha riguardato le scuole. Non solo si è stabilita la chiusura di tutti gli istituti posti in zona rossa (per le classi di ogni ordine e grado, con obbligo di didattica a distanza) ma si bloccano le attività scolastiche anche in quelle aree in cui si registrano più di 250 casi settimanali ogni 100mila abitanti, quelle in cui i governatori hanno assunto misure per il contenimento delle varianti o in cui si ritiene la situazione sia particolarmente pericolosa in termini di contagi. 

RIAPERTURE


La sola buona notizia in tal senso arriva per il mondo della cultura. Il Dpcm firmato dal premier Draghi non solo ha confermato infatti come, esclusivamente nelle zone gialle, i musei potranno aprire nei giorni infrasettimanali, garantendo un afflusso controllato quanto, dal 27 marzo, sempre nelle zone gialle, potranno aprire anche il sabato e nei giorni festivi. Soprattutto però - e la data di riferimento è sempre il 27 marzo - nelle zone gialle potranno riaprire teatri e cinema, con posti preassegnati e nel rispetto delle norme di distanziamento (la capienza non può superare il 25% e gli spettatori dovranno essere al massimo 400 all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala). Niente da fare per palestre, piscine e impianti sciistici, che restano chiusi. 

FASCIA BIANCA


Per quanto riguarda la fascia con minor rischio assoluto (vi rientrano «le regioni che si collocano in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio basso, ove nel relativo territorio si manifesti una incidenza settimanale dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti, all’interno delle quali cessano di applicarsi le misure relative alla sospensione o al divieto di esercizio delle attività») il governo precisa l'obbligo di distanziamento e di indossare la mascherina. Inoltre restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto, comprese le manifestazioni fieristiche e i congressi nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, compresa la partecipazione di pubblico agli eventi e alle competizioni sportive.

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