Smart working, c'è l'accordo governo-sindacati: le novità per il privato, dal riposo agli straordinari

Le nuove linee guida per la contrattazione collettiva sul lavoro agile

Smart working, c'è l'accordo governo-sindacati: il nuovo protocollo per il privato
Smart working, c'è l'accordo governo-sindacati: il nuovo protocollo per il privato
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Martedì 7 Dicembre 2021, 16:20 - Ultimo aggiornamento: 17:57

Il governo e i sindacati hanno raggiunto un accordo sullo smart working nel settore privato. Arrivano quindi le nuove linee guida dopo l'incontro al Ministero del Lavoro con le parti sociali sul Protocollo nazionale con le linee di indirizzo per la contrattazione collettiva sul lavoro agile nel settore privato, proposto dal ministro Orlando, dopo che la nuova modalità di lavoro si è imposta con la pandemia. «Oggi concludiamo un percorso per il quale confronto e dialogo sono stati fondamentali», ha detto in apertura il Ministro Andrea Orlando. Soddisfatti i sindacati e le imprese, dunque, che hanno apprezzato il metodo di confronto e il dialogo sociale adottato dal ministero per la definizione di uno dei primi provvedimenti in Europa di disciplina del lavoro agile. Hanno dato l'adesione al protocollo insieme al Ministero del Lavoro, la Cgil, la Cisl, la Uil, l'Ugl, la Confsal, la Cisal, l'Usb, tra i sindacati dei lavoratori. Per le parti datoriali hanno aderito Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Alleanza delle cooperative, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Copagri, Abi (che potrà sottoscrivere a seguito della delibera del Comitato esecutivo), Ania, Confprofessioni, Confservizi, Federdistribuzione, Confimi e Confetra. 

Le nuove regole post Covid

Il protocollo fissa il quadro di riferimento, le linee di indirizzo, anche per la contrattazione collettiva nazionale, aziendale e/o territoriale stabilendo diritti e doveri dei lavoratori, dall'adesione volontaria allo smart working , dall'assenza di un orario preciso alla possibilità di prevedere però fasce orarie di attività, dai permessi alla libertà di individuare il luogo ove svolgerà la prestazione. Si parte con l’adesione al lavoro agile su base volontaria, subordinata alla sottoscrizione di un accordo individuale ma fermo restando il diritto di recesso. L’eventuale rifiuto di aderire o svolgere la propria prestazione lavorativa in modalità agile non integra infatti, si legge nella bozza del provvedimento, gli estremi del licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, né rileva sul piano disciplinare.

 

 

Gli orari di lavoro e gli straordinari

Nessun orario preciso di lavoro, inoltre, per chi opta per il lavoro agile ma autonomia nello svolgimento della prestazione all'interno di obiettivi prefissati e nel rispetto dell’organizzazione delle attività assegnate dal responsabile, a garanzia dell’operatività dell’azienda e dell’interconnessione tra le varie funzioni aziendali. Questo non osta comunque a che il lavoro agile sia legato a fasce orarie, individuando, in ogni caso, la fascia di disconnessione nella quale il lavoratore non eroga la prestazione lavorativa.

Prevista, inoltre, ove ne ricorrano i presupposti, anche la fruizione dei permessi orari sanciti dai contratti collettivi mentre non possono essere previste e autorizzate prestazioni di lavoro straordinario. Nei casi di assenze cosiddette legittime (dalla malattia agli infortuni, dai permessi retribuiti alle ferie), il lavoratore può disattivare i propri dispositivi di connessione e, in caso di ricezione di comunicazioni aziendali, non è comunque obbligato a prenderle in carico prima della prevista ripresa dell’attività lavorativa. 

Il lavoratore è anche libero di individuare il luogo ove svolgerà la prestazione in modalità agile purché lo stesso abbia caratteristiche tali da consentire la regolare esecuzione della prestazione, in condizioni di sicurezza e riservatezza, anche con specifico riferimento al trattamento dei dati e delle informazioni aziendali nonché alle esigenze di connessione con i sistemi aziendali. In questo senso la contrattazione collettiva può individuare i luoghi inidonei allo svolgimento del lavoro in modalità agile per motivi di sicurezza personale o protezione, segretezza e riservatezza dei dati.

Orlando: il confronto ha dato i suoi frutti

Soddisfatto il ministro Orlando a conclusione del tavolo: «Mi auguro che questo metodo di confronto, che in questo caso è stato proficuo, in altre occasioni forse meno, possa essere anche il modo con cui affrontiamo altri passaggi, altre questioni che saranno all'ordine del giorno molto presto». A formalizzare l'adesione al protocollo anche Cgil e Uil, in queste ore impegnate a difendere la proclamazione dello sciopero generale contro la manovra del governo Draghi. 

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