Referendum flop, vota soltanto il 16,4%. Sindaci, Genova e l'Aquila al centro-destra

Referendum flop, vota soltanto il 16,4%. Sindaci, Genova e l'Aquila al centro-destra
di Alessandra Severini
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Lunedì 13 Giugno 2022, 07:20 - Ultimo aggiornamento: 08:07

L'affluenza ai minimi per i referendum sulla giustizia certifica il flop della consultazione. Un po' meglio vanno le amministrative nei quasi mille comuni al voto, sebbene anche qui il numero di elettori che si sono recati alle urne si sia fermato intorno al 40%. I primi dati su un'affluenza del 16,4%, lontanissima dalla soglia del 50%+1 necessaria alla validità del referendum abrogativo, segnano il livello più basso mai registrato in questo tipo di consultazione, lontano anche dal 23% del 2009 che finora aveva rappresentato il minimo nella storia italiana. Tra i votanti ha prevalso il sì in tutti i quesiti. La Lega, che aveva sostenuto i referendum, accusa del flop il silenzio mediatico che definisce vergognoso.

Lo scrutinio delle amministrative comincerà solo oggi alle 14. Alla luce degli exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai, diffusi alla chiusura delle urne, il centrodestra riuscirebbe a tenere Genova e conquisterebbe Palermo, ma andrebbe al ballottaggio a Parma, Verona (dove il centrosinistra unito risulta in vantaggio) Catanzaro e forse L'Aquila. A Genova potrebbe farcela al primo turno il sindaco uscente Marco Bucci (51-55%) sostenuto dal centrodestra+Italia viva. Il candidato del centrosinistra Ariel Dello Strologo è dato fra il 36 e il 40%.

A Palermo è avanti il candidato sindaco del centrodestra Roberto Lagalla con il 43-47%, mentre il candidato di Pd e M5s Franco Miceli è fra il 27 e il 31%. Il candidato di +Europa e Azione Fabrizio Ferrandelli è al 14-18%.
Nella città siciliana basta il 40% per essere eletto sindaco. Si profila il ballottaggio a Catanzaro dove Valerio Donato, ex Pd ma sostenuto da Lega e FI, sebbene senza simboli, raggiunge una forchetta del 40-44%, seguito da Nicola Fiorita (Pd-M5s) con il 31-35%. Fratelli d'Italia che correva da sola con Wanda Ferro ha fra il 7 e il 9%, A L'Aquila Pierluigi Biondi, sindaco uscente di FdI, sostenuto dal centrodestra è fra il 49-53%, seguito a distanza da Stefania Pezzopane (centrosinistra) fra il 23-27%. A Verona il candidato del centrosinistra ed ex calciatore Damiano Tommasi a sorpresa è dato in vantaggio fra il 37 e il 41%. Lo seguono Flavio Tosi (FI e Iv) e Federico Sboarina sostenuto da Lega e FdI, entrambi con una forchetta del 27-31%.
La spaccatura del centrodestra nella città scaligera nonostante l'abbraccio al fotofinish fra Salvini e Meloni, produce così un risultato in bilico e il ballottaggio del 26 giugno potrebbe riportare il centrosinistra alla guida della città dopo 15 anni. A Parma, dove il centrodestra correva diviso, il candidato del centrosinistra Michele Guerra è dato in vantaggio con il 40-44%, seguito da Pietro Vignali (Lega e FI) con il 19-23% e da Priamo Bocchi (FdI) fermo fra il 6 e l'8%.

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