Manovra, il Cdm approva il Def: tutti i dati, risorse da lotta all'evasione, privatizzazioni e spending

Lunedì 30 Settembre 2019
Manovra, il Cdm approva il Def: tutti i dati, risorse da lotta all'evasione, privatizzazioni e spending

Stop all'aumento dell'Iva e avvio del taglio delle tasse sul lavoro, grazie a 14 miliardi di flessibilità e 7 miliardi di proventi dalla lotta alla evasione. A meno di un mese dalla sua nascita, il governo Conte approva la nota di aggiornamento al Def, il documento che disegna la cornice di una manovra da circa 29 miliardi. Il deficit viene fissato al 2,2% del Pil, come auspicato dal ministro Roberto Gualtieri che assicura il rispetto delle regole Ue. Il debito però non è nei parametri di Bruxelles. «Il consolidamento di bilancio del prossimo triennio avrà come obiettivo prioritario evitare l'inasprimento della pressione fiscale prevista dalla legislazione vigente». Così il Ministro dell'Economia nella bozza. «In questo primo esercizio - aggiunge - oltre ad evitare l'aggravio di 23 miliardi di Iva sui consumi e da ultimo sulla crescita e l'occupazione, l'esecutivo intende iniziare ad alleggerire il carico fiscale sul lavoro, rifinanziare gli investimenti pubblici e facilitare l'accesso delle famiglie all'istruzione prescolare».

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Le fibrillazioni politiche e il Pil. «La bassa crescita dell'economia è il portato di problemi strutturali oramai di lunga data, così come di fattori più recenti. Tra questi, i venti protezionistici, che danneggiano in primis paesi aperti al commercio estero come l'Italia, le tensioni internazionali e il rallentamento di importanti economie emergenti. Le fibrillazioni del quadro politico interno hanno concorso all'indebolimento di consumi e investimenti, e quindi del tasso di crescita». Lo scrive il ministro Roberto Gualtieri nella premessa della bozza di Nadef.

Investimenti puibblici per ridurre gap Nord-Sud. «Gli investimenti pubblici verranno destinati anche alla riduzione del divario tra il Sud e il Nord del paese, che è questione centrale della strategia di politica economica del Governo». Continua Gualtieri nella bozza. «Senza un recupero del Mezzogiorno e senza la sua integrazione nelle dinamiche più vivaci del tessuto produttivo e sociale del Paese l'economia italiana non potrà raggiungere il suo potenziale di crescita sostenibile», sottolinea.

Due nuovi fondi da 50 mld per Stato e Enti territoriali. «Nella prossima Legge di bilancio saranno aumentati gli investimenti pubblici e il Governo si impegnerà per accelerarne l'attuazione. Inoltre, verranno introdotti due nuovi fondi di investimento, assegnati a Stato e Enti territoriali, per un ammontare complessivo di almeno 50 miliardi su un orizzonte pluriennale, che si affiancheranno e daranno continuità ai fondi costituiti con le ultime tre Leggi di bilancio. Le risorse saranno assegnate per attivare progetti di rigenerazione urbana, di riconversione energetica e di incentivo all'utilizzo di fonti rinnovabili», spiega Gualtieri.

Debito e piano privatizzazioni. «La politica economica del Governo si svilupperà lungo un orizzonte pluriennale, anche alla luce dell'esigenza di porre il debito pubblico in rapporto al pil lungo un sentiero di chiara riduzione. Il calo del rapporto debito/pil verrà perseguito in primo luogo grazie alla graduale convergenza del deficit verso l'obiettivo di medio termine, alla ripresa economica, alla riduzione del costo di finanziamento del debito e a un realistico programma di privatizzazioni». Ha aggiunto il ministro.
 


I DATI
Gualtieri ha poi sottolineato la difficoltà delle sfide da affrontare, ma anche l'impegno da parte dell'esecutivo di dar forma a una manovra che possa mantenere salda la posizione dell'Italia nelle relazioni con gli altri paesi. «Abbiamo dunque di fronte a noi delle sfide impegnative e un programma ambizioso, che vogliamo realizzare attraverso un coinvolgimento attivo dei cittadini e delle forze sociali, produttive e intellettuali del paese. Ci sostiene la convinzione che l'Italia disponga di un grande capitale umano e di un tessuto industriale che negli ultimi anni ha ripreso a crescere e ad investire, nonché di una situazione finanziaria che, pur caratterizzata da un elevato debito pubblico, è notevolmente migliorata negli ultimi anni, particolarmente in termini di posizione netta sull'estero», aggiunge.

Debito al 135,7% nel 2019 e al 135,2% nel 2020. Il debito pubblico, al lordo dei sostegni, nel 2020 si attesterà al 134,1% del pil, in calo rispetto a quest'anno, che lo fissa al 135,7%. Nel 2021 e 2022 dovrebbe proseguire la discesa, con il debito rispettivamente al 133,4% e 131,4%. I dati sono contenuti nella bozza della nota di aggiornamento al Def.ra per disavanzo eccessivo». Così il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri nell'introduzione di una bozza alla Nadef.
 

 

23 Ddl a completamento della manovra. Il governo ha in programma 23 Ddl «collegati alla decisione di bilancio». È quanto viene reso noto nella Nota di aggiornamento al Def entrata in Consiglio dei ministri. Tra i provvedimenti previsti: il Ddl recante riduzione del cuneo fiscale; il Ddl Green New Deal e transizione ecologica del Paese; il Ddl recante istituzione dell'Agenzia nazionale per la ricerca e il trasferimento tecnologico; il Ddl recante interventi per favorire l'autonomia differenziata ai sensi dell'articolo 116 comma 3 della Costituzione attraverso l'eliminazione delle diseguaglianze economiche e sociali nonchè l'implementazione delle forme di raccordo tra Amministrazioni centrali e regioni, anche al fine della riduzione del contenzioso costituzionale; il Ddl recante riforma del catasto; il Ddl recante semplificazioni e riordino in materia fiscale; il Ddl recante riordino del settore dei giochi; il Ddl recante delega al Governo per il testo unico in materia di contabilità e tesoreria; il Ddl in materia di economia dell'innovazione e attrazione investimenti; il Ddl in materia di Banca degli Investimenti pubblica.
 

3,6 mld privatizzazioni con dividendi straordinari. In tema di privatizzazioni, nella bozza della nota di aggiornamento al Def si fissa un obiettivo di 3,6 miliardi nel 2020 e di 7,2 miliardi nel biennio 2021-2022. Non ne sono previste nel 2019. «Il Mef rivede a 0,0 punti percentuali di Pil l'obiettivo di proventi per il 2019, a 0,2% punti percentuali l'obiettivo per il 2020. Si introduce, inoltre, un obiettivo di introiti di 0,2% del Pil all'anno per il biennio 2021-2022». Tali obiettivi, si legge, comprendono dividendi straordinari e altri proventi finanziari destinati al Fondo di ammortamento del debito pubblico.

Per cuneo fiscale 2,5 mld nel 2020 e 3 mld nel 20121. Per ridurre il cuneo fiscale sul lavoro il governo punta a spendere 2,5 miliardi nel 2020 e 3 miliardi nel 2021. Secondo quanto si legge nella bozza della nota di aggiornamento al Def, è previsto un intervento pari allo 0,15% del pil per il prossimo anno (che appunto corrisponde a circa 2,5 miliardi di euro) e dello 0,3% per il 2021 (pari a circa 3 miliardi di euro).

Spending review 2020. La manovra 2020 conterrà «misure di efficientamento della spesa pubblica e di revisione o soppressione di disposizioni normative vigenti in relazione alla loro efficacia o priorità, per un risparmio di oltre 0,1 punti percentuali di pil», pari a 1,7 miliardi di euro. 

Lotta evasione fisale, oltre 7 mld recuperati. «La lotta all'evasione è ora» nella Nota di aggiornamento del Def «in capitoli generali che vanno dettagliati, stiamo lavorando in accordo con l'Agenzia delle Entrate per individuare in modo granulare le misure e poi faremo un Patto per modernizzare il sistema dei pagamenti digitali e al tempo stesso attraverso la maggiore tracciabilità concorrere al recupero significativo di evasione fiscale, intendiamo essere determinati e siamo estremamente fiduciosi che le misure consentiranno di conseguire quell'importo» di recupero dalla lotta all'evasione fiscale»

 

Ultimo aggiornamento: 21:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA