Dpcm, il ministro Franceschini: «Mi assumo la responsabilità della chiusura di cinema e teatri, bisogna ridurre la mobilità»

Lunedì 26 Ottobre 2020 di Nico Riva

Nel polverone delle polemiche e delle proteste sollevate dal nuovo Dpcm annunciato ieri dal premier Giuseppe Conte, si inserisce anche Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. Con un video pubblicato sulla sua pagina Facebook, Franceschini dice la sua e risponde alle tante proteste e appelli per la decisione dell'esecutivo di chiudere teatri, cinema e altri luoghi di cultura

 

Leggi anche > La lettera dei lavoratori del mondo dello spettacolo e della cultura: «No allo stop e ristoro subito»

 

«Ho ricevuto molti appelli. Ho letto proteste e articoli. Ho ricevuto attacchi. Tutto comprensibile, perché c'è molta preoccupazione, per il valore simbolico negativo che la chiusura dei luoghi della cultura comporta, specie in un Paese come l'Italia. Ma anche preoccupazione per i danni materiali che potranno ricevere le imprese e i lavoratori del settore», esordisce il ministro Franceschini. 

«Io ho l'impressione che non si sia percepita la gravità della crisi, i rischi del contagio in questo momento. Perché quando cinema e teatri sono stati chiusi a marzo non c'è stata quest'ondata di proteste? Forse non si è capito a che punto siamo», prosegue il titolare del dicastero della cultura, mentre mostra un grafico sulla curva di crescita dei contagi. 

«Avevamo il dovere di intervenire subito e con misure drastiche», dice Franceschini, difendendo le scelte del governo. Il ministro sottolinea che si tratta di decisioni prese non su una base gerarchica, di importanza fra teatri, palestre o altri luoghi d'aggregazione, ma «derivate dall'esigenza di ridurre la mobilità delle persone». Il ministro definisce inoltre "stucchevole" il dibattito e il giro di polemiche sorto dopo la conferenza stampa del premier Conte. 

Il ministro promette poi il suo impegno affinché la chiusura dei luoghi della cultura sia il più breve possibile e a tutelare le sue imprese e i suoi lavoratori, ma ricorda che ciò dipende dall'andamento della curva dei contagi. Infine, per quanto il Dpcm sia il risultato di diverse istanze e un lavoro condiviso fra i vari membri del governo e i contributi esterni, Dario Franceschini si assume la diretta responsabilità delle scelte riguardanti il mondo dello spettacolo e della cultura. «Adesso serve metterci tutti dalla stessa parte. Se ognuno fa il proprio dovere ricostruiamo la coesione sociale di cui abbiamo bisogno», conclude il ministro. 

Il messaggio del ministro segue le svariate critiche e gli appelli dei lavoratori del mondo dello spettacolo, dalle celebrità a chi lavora dietro le quinte, basate sul fatto che i luoghi della cultura danno lavoro a migliaia di persone, e si attestano come i luoghi più sicuri e sanificati d'Italia, dove i contagi quindi sono estremamente più rari che altrove. 

Ultimo aggiornamento: 15:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA