Il premier Conte ha dato le dimissioni: «Possiamo andare a testa alta». Il calendario delle Consultazioni

Martedì 26 Gennaio 2021 di Domenico Zurlo
Il premier Conte ha dato le dimissioni: consultazioni da domani pomeriggio. Ecco cosa può succedere ora DIRETTA

È il giorno più lungo per Giuseppe Conte. Il presidente del Consiglio ha partecipato a Palazzo Chigi al Consiglio dei ministri nel quale ha comunicato le sue dimissioni: il premier si è poi recato al Quirinale dal Capo dello Stato Sergio Mattarella per rassegnarle ufficialmente, ed è andato via dopo circa mezz'ora.  «Possiamo tutti andare a testa alta per come abbiamo servito il Paese e per come abbiamo governato la pandemia», avrebbe detto Conte durante il Cdm riunito questa mattina.

 

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Il presidente del Consiglio ha anche rivendicato il risultato incassato dall'Italia sul Recovery plan, sottolineando che, «se è vero che delle cose potevano essere fatte meglio, abbiamo sempre agito in coscienza e buonafede». Conte non terrà una conferenza stampa e, stando a quanto si apprende, non ci saranno neanche dichiarazioni in video sui suoi canali social. Dopo aver lasciato il Quirinale, Conte ha poi incontrato sia la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, sia quello della Camera Roberto Fico.

 

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Consultazioni da domani pomeriggio

 

Mattarella avvierà ora consultazioni lampo con le forze politiche per valutare se affidare un reincarico allo stesso Conte per un eventuale governo ter: le consultazioni dovrebbero iniziare domani pomeriggio e andare avanti per tutta la giornata di giovedì. Con questa mossa il premier conta di saltare il voto delle Camere sulla relazione del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, in cui la maggioranza non avrebbe probabilmente retto alla prova dei numeri: l'idea è quella di una crisi lampo per far uscire allo scoperto i cosiddetti "costruttori", sebbene non sia ancora chiaro quanti siano e se ci siano davvero. 

 

 

 

Tutti gli scenari: cosa può succedere ora

 

Cosa accade ora con una crisi al buio? Gli scenari possibili sono quattro: ecco quali.

 

-Conte ter. È la soluzione che vorrebbe lo stesso Giuseppe Conte: quest'ultimo riesce a formare un nuovo governo con Pd, M5S e Leu allargando la maggioranza dopo la rottura con Italia viva. Le varianti possibili sono tre: Renzi rientra al Governo, oppure la maggioranza si allarga con i "costruttori" (la cosiddetta maggioranza Ursula, nel caso entrasse Forza Italia), o infine se al Governo rientrano sia Italia viva che un nuovo gruppo, in modo da togliere allo stesso Renzi il potere di 'ricattare' il premier.

 

-Nuovo premier. Un'altra ipotesi credibile (ma temuta da Conte) e che la maggioranza possa ricompattarsi, con Italia viva o con l'ingresso di nuove forze politiche, ma attorno a un nuovo premier che non sia lo stesso Giuseppe Conte, ma una personalità espressa magari da Pd o M5S. Stando alle dichiarazioni, però, Pd, M5s e Leu dichiarano la guida di Conte «imprescindibile» e anche Iv ha chiarito che se il premier dimissionario non mette veti su Iv neanche Italia Viva li metterà su Conte.

 

-Governissimo. L'ultima ipotesi è quella di un governo di unità nazionale con la presenza di tutti o quasi tutti i partiti presenti in Parlamento, e un presidente del Consiglio 'terzo' rispetto ad essi. A ipotizzarlo sono stati l'ex premier Silvio Berlusconi con la benedizione di Cambiamo, Più Europa e Azione. Contrario ad esperienze di governo con la destra è il Pd ma anche Fdi ha detto no a eventuali governissimi.

 

-Si va alle elezioni. Considerata da tutti l'ultima spiaggia, la strada del voto si aprirebbe se la crisi non si riuscisse a ricomporre. Il presidente della Repubblica a quel punto scioglie le Camere e indice le elezioni.

 

 

La diretta in tempo reale

 

Ore 16.05 Conte: possiamo andare a testa alta «Possiamo tutti andare a testa alta per come abbiamo servito il Paese e per come abbiamo governato la pandemia». Lo avrebbe detto il premier Giuseppe Conte durante il Cdm riunito questa mattina. Il presidente del Consiglio ha anche rivendicato il risultato incassato dall'Italia sul Recovery plan, sottolineando che, «se è vero che delle cose potevano essere fatte meglio, abbiamo sempre agito in coscienza e buonafede». 

 

Ore 15.56 Centrodestra andrà unito al Colle «Andremo tutti insieme, anche i centristi, al Quirinale per dire no al Conte ter e affidarci al Presidente Mattarella» . Lo afferma Paolo Romani, lasciando il vertice del Centrodestra. 

 

Ore 15.45 Scalfarotto: Iv non farà nomi in particolare Al Quirinale «non faremo un nome in particolare, chiederemo un governo all'altezza». Lo ha detto Ivan Scalfarotto a 'Tagadà' su La7 rispondendo alla domanda se Iv indicherà il nome di Conte per la formazione del governo. 

 

Ore 14.05 L'ex M5S Martelli: non è cambiato nulla «Non è cambiato nulla, il mio era no e continua a essere no». Così all'Adnkronos il senatore del Misto Carlo Martelli, ex M5S, a chi gli chiede di un suo possibile ingresso nella pattuglia dei 'costruttorì.

 

Ore 13.55 Meloni riunisce i vertici di Fdi A quanto apprende l'Adnkronos, Giorgia Meloni in questi minuti sta riunendo i vertici di Fratelli d'Italia. Con la leader i capigruppo di Senato e Camera, Luca Ciriani e Francesco Lollobrigida. Nel pomeriggio il centrodestra terrà una riunione per fare il punto dopo le dimissioni del premier Giuseppe Conte.

 

Ore 13.30 Serracchiani: Pd unito, Conte punto di sintesi «Il Pd unito ha dimostrato grande responsabilità ed è un punto fermo in questo percorso stretto e complicato». Lo dice la vicepresidente Pd, Debora Serracchiani, ai Tg. «Abbiamo chiesto il rilancio dell'azione di governo, lo abbiamo fatto prima che Matteo Renzi aprisse questa crisi incomprensibile. Il presidente Conte è un punto di sintesi e di equilibrio. Ora bisogna lavorare a un governo nuovo con una maggioranza europeista ampia e solida per le sfide che abbiamo davanti». 

 

Ore 12.55 Consultazioni da domani pomeriggio «Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Palazzo del Quirinale il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, il quale ha rassegnato le dimissioni del governo da lui presieduto. Il Presidente della Repubblica si è riservato di decidere e ha invitato il governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti. Le consultazioni avranno inizio nel pomeriggio di domani, mercoledì 27 gennaio». Lo ha reso noto in un comunicato il segretario generale della Presidenza delle Repubblica, Ugo Zampetti. «Il calendario delle consultazioni -ha aggiunto- sarà reso noto attraverso l'Ufficio stampa». 

 

Ore 12.26 Alle 14.30 vertice del centrodestra Si terrà alle 14:30, a quanto si apprende, il vertice del centrodestra convocato per fare il punto della situazione alla luce delle dimissioni del premier Giuseppe Conte.

 

Ore 12.12 Salta vertice con Regioni ed enti locali Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, dopo aver sentito il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, e i presidenti di Anci e Upi, Antonio Decaro e Michele de Pascale, ha sconvoocato la riunione prevista per oggi pomeriggio alle 16 sul Recovery plan a cui avrebbe dovuto partecipare anche il Presidente del Consiglio Conte. Per il Ministro Boccia, tutte le attività di coordinamento relative all'emergenza Covid-19 tra Regioni, Comuni e Province restano in corso e senza alcuna interruzione. Lo rende noto l'ufficio stampa del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia.

 

Ore 12.09 Riunione Italia viva alle 22.30 Italia viva riunirà i gruppi parlamentari questa sera alle 22.30. Non è escluso, però, che la riunione possa slittare a domattina in relazione all'evoluzione del quadro politico.

 

Ore 12.07 Bonafede: uniti intorno a Conte «Questo governo si è trovato ad attraversare una fase di straordinaria difficoltà come quella determinata dalla pandemia. Abbiamo lavorato per i cittadini con impegno e abbiamo raggiunto una compattezza che all'inizio di questo percorso non avremmo immaginato. Adesso, nell'interesse del Paese, è il momento di confermare e dimostrare questa compattezza attorno al presidente Conte». A quanto si apprende, è quanto avrebbe detto il capo delegazione del Movimento 5 Stelle, Alfonso Bonafede, durante il Consiglio dei ministri di stamane. 

 

Ore 12.05 Non ci sarà video sui social Secondo quanto si apprende dallo staff del premier Giuseppe Conte, non ci saranno dichiarazioni in video sui suoi canali social e neanche una conferenza stampa nelle prossime ore.

 

Ore 11.50 Conte ha aperto il Cdm con le sue dimissioni  Il Consiglio dei ministri si è riunito alle 9.25 a palazzo Chigi, sotto la presidenza del presidente Giuseppe Conte. Segretario il sottosegretario alla presidenza Riccardo Fraccaro. In apertura della riunione, il presidente Conte ha informato i ministri dell'intenzione di recarsi dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per rassegnare le dimissioni del governo. Lo rende noto palazzo Chigi. Il Consiglio dei ministri è terminato alle 10.05.

 

Ore 11.39 Crippa (M5S): dialogo con parlamentari Iv, non con Renzi «Colui che ha scoperchiato la casa durante un temporale è bizzarro che oggi diventi l'architetto di una copertura in vetro, noi chiediamo invece ai parlamentari di Itala Viva di sostenere un'azione di rilancio». Così il capogruppo M5s alla Camera Davide Crippa a 24Mattino su Radio 24. Alla domanda se si tratta allora di un sì a Italia Viva senza Renzi, Crippa ammette che si stratta di una richiesta «sicuramente complicata». 

 

Ore 11.35 Biasotti: io costruttore? No, sono in Forza Italia «Anche oggi sulla stampa viene riportato il mio nome fra i cosiddetti 'costruttorì. Mi vedo costretto ancora una volta a smentire tale ipotesi che non appartiene alla categoria della fantasia, ma dell'irrealtà. Le osservazioni critiche rispetto ad alcune scelte politiche di Forza Italia le ho sempre fatte liberamente ma all'interno del mio gruppo e del mio partito. Un partito nel quale mi riconosco e nel quale rimango, come ho anche ribadito nei giorni scorsi al Presidente Berlusconi, per il quale nutro profonda stima e sincero affetto, e alla mia capogruppo al Senato, Anna Maria Bernini». È quanto dichiara il senatore di Forza Italia, Sandro Biasotti.

 

Ore 11.22 Bettini: si può allargare maggioranza «Sono fermamente convinto che attorno al Premier Conte, che oggi incontrerà il Presidente della Repubblica Mattarella per dar seguito alle decisioni annunciate in Consiglio dei ministri, si possa in tempi brevi e in modi chiari allargare la maggioranza per un governo repubblicano e europeista. Non dobbiamo perdere neppure un minuto perché tante sono le cose da fare, a partire dal decreto sui ristori alle categorie colpite dalla crisi. E non deve ricominciare uno stucchevole dibattito politicista e astratto, mettendo in campo ipotesi diverse di premiership o di alleanze che disperderebbero il patrimonio accumulato tutti assieme in questi mesi e che porterebbero l'Italia a nuovi momenti di confusione e incertezza». Così Goffredo Bettini, membro della direzione nazionale del Pd, commenta con un post su Facebook l'annuncio del premier Conte al Consiglio dei ministri di rassegnare le proprie dimissioni. 

 

Ore 11.12 Pd: uniti con Conte, nessuno può mettere veti «Nessuno può mettere veti a nessuno e in politica mai dire mai. La crisi è una battuta di arresto che ci preoccupa imemsamente, e prendiamo atto che lo stesso Renzi ha detto che non ci debbano essere veti su Conte. Cerchiamo di fare ragionamenti solidi in tempi brevi». Così il vicepresidente del Pd Deborah Serracchiani allo speciale Tg1. «Credo che il Pd abbia dimostrato di essere un partito di grandissima respnsabilità, il Pd è unito e c'è bisgno di essere un punto fermo in un percorso strettissimo e complicato. Abbiamo bisogno di rilanciare l'azione di governo e lo abbiamo detto anche prima di questa crisi che è incomprensibile. Il punto imprescindibile è Conte e bisogna allargare e rilanciare l'azione di governo».

 

Ore 11.01 Nessuna conferenza stampa Il premier Giuseppe Conte non terrà nessuna conferenza stampa. «Non era in programma, non verrà convocata», confermano dal suo staff, dopo che la notizia di una possibile conferenza era rimbalzata con forza nelle ultime ore. Non è tuttavia escluso, riferiscono alcuni beninformati, che il premier motivi la sua decisione in un video o una dichiarazione che potrebbe essere diffusa nelle prossime ore. 

 

Ore 10.38 Conte al Quirinale alle 12 È ancora a Palazzo Chigi il premier Giuseppe Conte, riunito con i suoi più stretti collaboratori dopo il Cdm in cui ha condiviso con i ministri la decisione di dimettersi, ringraziandoli per questi 16 mesi di lavoro. Il presidente del Consiglio, a quanto apprende l'Adnkronos, salirà al Quirinale a mezzogiorno per rassegnare le dimissioni. 

 

Ore 10.25 Bizzarri: terrore urne, non saprei chi votare «Io ho un solo terrore: andare alle urne. Ma per un motivo solo: non saprei per chi votare, non ce n'è uno che possa vincere e che non abbia dimostrato inconsistenza, impreparazione e, cosa più importante, totale mancanza capacità comunicative e di senso del ridicolo». Così Luca Bizzarri su twitter.

 

 

Ore 10.11 Pd, M5S e Leu: compatti con Conte «Sostegno e compattezza». Così i capi delegazione delle forze di maggioranza, Alfonso Bonafede (M5S), Dario Franceschini (Pd) e Roberto Speranza (Leu), in Cdm dove il premier ha reso nota la volontà di dimettersi. Subito dopo la riunione il presidente del Consiglio salirà al Quirinale per rassegnare le dimissioni al Presidente della Repubblica.

 

Ore 10.01 Fedriga: spettacolo tristissimo «È un'ipotesi in campo» che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dimissionario vada al Quirinale per formare un nuovo Governo, e «l'unica credibile perché Conte possa avere un nuovo Governo a sua guida. Devo dire che è uno spettacolo tristissimo per il Paese». Lo ha affermato il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga a Mattino 5 su Canale 5. «Se la logica è - ha osservato - 'cambiamo un governo tenendo per la terza volta lo stesso presidente del Consiglio ma con la possibilità di spartirsi di più gli incarichì penso che sia un problema per il Paese, indipendentemente dal colore politico del Governo».

 

Ore 9.56 Conte ai ministri: mi dimetto Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha comunicato ai ministri, a quanto si apprende, la decisione di recarsi al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni. «Ringrazio ogni singolo ministro», avrebbe detto durante il Cdm. Il Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, si è chiuso con un momento «molto affettuoso» e gli applausi dei ministri al premier.

 

Ore 9.50 Fiano: Conte è punto di equilibrio «Il presidente Conte in questo momento è il punto di equilibrio della futura proposta di governo». Lo dice Emanuele Fiano del Pd a La7.

 

Ore 9.44 In Cdm anche decreto Coni Sul tavolo del Consiglio dei ministri, iniziato da pochi minuti a Palazzo Chigi, sarà esaminato 'fuori saccò il provvedimento sull'autonomia del Coni, un passaggio necessario e non rinviabile per evitare che l'Italia si presenti alle prossime Olimpiadi di Tokyo senza tricolore e inno di Mameli. L'esame della misura nel Cdm dove il premier Giuseppe Conte condividerà con i ministri la decisione di dimettersi viene confermata da diverse fonti di governo all'Adnkronos.

 

Ore 9.37 Toti: Governo salute pubblica non può essere Conte ter Per un Governo di unità nazionale il Conte Ter «in tutta franchezza non mi pare la via più lineare, con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non ho nessuna ruggine, non ho pregiudiziali, deciderà Mattarella». Lo sostiene il presidente della Regione Liguria e leader di Cambiamo! Giovanni Toti stamani ad Agorà su Rai 3. «Dico che non può essere l'allargamento di questa maggioranza. - commenta - Un Governo di salute pubblica vuol dire un appello a tutte le forze politiche, coinvolgere anche la Lega o chi ci vorrà stare. Poi chi non vuole, se ne tirerà fuori. Ma ritengo che i miei alleati ci debbano stare. Vuol dire ministri di alto profilo».

 

Ore 9.30 Berlusconi: Governo di unità oppure elezioni «Direi che è una presa d'atto della realtà: era una maggioranza che non era espressione degli elettori. Al contrario, era costituita da forze politiche che si sono combattute in modo addirittura violento. Non poteva fare molta strada un governo che non è nato né da una legittimazione elettorale né da un progetto condiviso. Un governo creato solo per impedire agli avversari di governare». Così, al Giornale, sulla crisi di governo, Silvio Berlusconi, che sottolinea: «Purtroppo tutto questo è coinciso con la peggiore emergenza sanitaria ed economica degli ultimi 70 anni. Io non ho mai sollevato polemiche, in questi mesi, per senso di responsabilità, ma era evidente che il governo non ce l'avrebbe fatta. Adesso le strade possibili sono o un governo che rappresenti veramente il Paese oppure restituire la parola agli italiani.». «Non abbiamo mai aiutato il governo, abbiamo aiutato l'Italia - precisa il cavaliere - rimanendo coerentemente all'opposizione. Abbiamo ottenuto aiuti importanti per le categorie meno tutelate, come i lavoratori autonomi, le partite Iva, i commercianti, gli artigiani, i giovani. Abbiamo fatto il possibile, dall'opposizione. Ma, naturalmente, quello che è stato fatto non basta, bisogna far ripartire il Paese. Apprezzo che il Presidente del Consiglio abbia preso atto della situazione intendere di dimettersi. È il capo dello Stato che deve indicare la strada da seguire. Il presidente Mattarella ha l'autorevolezza e l'equilibrio che sono necessari per questo difficile compito. La situazione è talmente grave che non possiamo permetterci di giocare con le formule. Un governo che fosse la riproposizione di quello attuale, spostando solo qualche ministro e reclutando qualche parlamentare del gruppo misto, avrebbe esattamente gli stessi problemi del governo in carica. Quindi non lo potremmo mai appoggiare».

 

Ore 9.24 Marattin (Iv): siamo compatti «Siamo assolutamente compatti, stiamo discutendo tanto, in Parlamento non ci sono soldati che prendono ordini». Lo dice Luigi Marattin a La7, rispondendo a una domanda sulle presunte divisioni in Italia viva. «Dobbiamo imparare a non avere più paura dei leader, in Italia si pensa sempre all'uomo solo al comando», ricorda l'esponente renziano.

 

Ore 9.11 De Micheli: per la crisi ragioni non chiare «Prima è necessario un chiarimento della posizione di Italia Viva per capire le ragioni di questa crisi. Abbiamo fatto una operazione alla luce del sole. Abbiamo fatto un dibattito in Parlamento tra Camera e Senato di quasi 24 ore e le ragioni di questa crisi non sono emerse». Lo sottolinea il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, in un'intervista a Radio Capital. 

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