Chiara Appendino condannata a 6 mesi per falso ideologico a Torino: «Mi sospendo da M5S ma vado avanti come sindaca»

Lunedì 21 Settembre 2020

La sindaca di Torino, Chiara Appendino, è stata condannata a sei mesi, nell'ambito del processo "Ream", per falso ideologico. Sono invece cadute le due accuse di abuso in atti di ufficio e di falso. La stessa condanna della sindaca (sei mesi) anche per l'assessore comunale al Bilancio, Sergio Ronaldo. Otto mesi, invece, per l'ex capo di Gabinetto Paolo Giordana.
 

 

Il processo si riferisce alla mancata posizione al primo bilancio dell'amministrazione di un debito di 5 milioni maturato dalla Città nei confronti della società Ream. I pm avevano chiesto per la sindaca un anno e due mesi. Falso ideologico in atto pubblico e abuso d'ufficio le accuse nei confronti della prima cittadina e del suo assessore. La sentenza è stata pronunciata nel pomeriggio.

«Porterò a termine il mio mandato da sindaca. Come previsto dal codice etico mia autosospenderò dal Movimento 5 stelle», la reazione della sindaca. «Sono profondamente convinta di aver fatto tutto nell'interesse dell'ente, quindi ricorreremo. Per quanto mi riguarda porterò a termine il mio mandato da sindaca e come previsto dal codice etico mi auto sospendo dal Movimento 5 Stelle. Sono stata assolta per tre reati su quattro perché il fatto non sussiste, quindi la motivazione è particolarmente significativa, rimane in piedi un capo che riguarda il falso del 2016 su cui leggeremo le motivazioni», ha aggiunto.

 Per Chiara Appendino non scattano i meccanismi previsti dalla legge Severino: la sindaca di Torino, infatti, è stata condannata solo per falso ideologico ed è stata assolta dal reato di abuso in atti di ufficio. È quanto sottolineano in ambienti della Difesa 

 

Ultimo aggiornamento: 16:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA