M5s, Di Maio e il tweetbombing contro di lui: autentico oppure ci sono in gioco profili falsi?

La contrapposizione tra Conte e il ministro degli Esteri si scatena sui social

M5s, Di Maio e il tweetbombing contro di lui: autentico oppure ci sono in gioco falsi profili?
M5s, Di Maio e il tweetbombing contro di lui: autentico oppure ci sono in gioco falsi profili?
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Lunedì 31 Gennaio 2022, 19:39 - Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio, 10:05

#DimaioOut, significa "Di Maio fuori": è l'hashtag con il quale su Twitter attivisti ed elettori del Movimento 5 stelle chiedono l'espulsione del ministro Luigi Di Maio. Ma quegli attivisti sono persone fisiche o bot (un programma software che eseguono azioni automatizzate e predefinite: un computer)? Ci sono molti attivisti arrabbiati con Di Maio: la protesta c'è. Parallelamente all'hashtag #DimaioOut ne corre infatti un altro: #iononsonounbot.

Il numero uno della Farnesina è al centro della tempesta virtuale (solo sui social per il momento) perché accusato di aver pugnalato Giuseppe Conte durante le trattative sul Quirinale. In particolare sull'affaire Belloni, candidatura che era inserita all'interno di una rosa di nomi avallata da Conte e stoppata (non la rosa ma il solo nominativo di Belloni) da Di Maio. Ma la vicenda è tutto fuorché chiara visto che un ministro M5S conferma la presenza di Di Maio nelle riunioni sul Quirinale in cui era emerso il nome dell'ambasciatrice, attualmente a capo dei servizi segreti. 

Serve «un momento di confronto, questo sicuramente è giusto ed è corretto. Io che ho partecipato ai tavoli di regia ho sempre visto un presidente Conte trasparente e corretto nei confronti di capigruppo», ha detto il ministro Federico D' Incà, esponente M5S e ministro per i Rapporti con il Parlamento, ospite di Speciale Radio Anch'io su Radiouno Rai. Luigi Di Maio, ha aggiunto, «c'è sempre stato durante le cabine» dove quello di Elisabetta Belloni «era uno dei nomi come ce ne erano altri».

Di Maio ha recitato un ruolo da solista in aperto contrasto con Conte e questo, il popolo del 5stelle o ciò che ne rimane, non lo perdona. Perciò l'ex capo politico sta ricevendo la solidarietà di diversi colleghi dell'esecutivo e anche di molti parlamentari.

Manifestazioni di solidarietà che corroborano le tesi degli attivisti 5 stelle contro Di Maio. Attivisti che fanno più o meno parte della galassia di tutti quei profili non immediatamente riconducibili a persone fisiche che postano in modo piuttosto organizzato quando ci sono campagne di denigrazione come questa. Ecco, i profili. Sono autentici? Per molti si tratta di profili falsi, creati apposta per scatenare l'odio contro Di Maio. 

«Alimentare l'odio nella politica con l'ausilio di bot e falsi profili è assolutamente inaccettabile in una fase in cui servono equilibrio e stabilità. La mia piena solidarietà a Luigi Di Maio per il fango contro di lui e la mia totale condanna a chiunque ne sia stato il responsabile», lo dice Luigi Iovino, deputato M5S e segretario di Presidenza della Camera (vicino a Di Maio). 

La tempesta social è un riflesso dello scontro tra contiani e dimaiani

Per i parlamentari vicini a Di Maio si tratta di una campagna orchestrata appositamente attraverso profili falsi per dimostrare che il ministro non è più apprezzato. A supporto di questa tesi ci sono anche le dichiarazioni di un esperto social, Pietro Raffa, amministratore delegato della MR & Associati Comunicazione, secondo il quale il #DiMaioOut sarebbe un caso scuola di «tweet-bombing»: un'azione coordinata da una sola regia che si sarebbe servita di profili 'bot', cioè automatizzati. «Ho effettuato un'analisi quantitativa e qualitativa dei tweet #DiMaioOut: sono andato a vedere quante persone avevano utilizzato l'hashtag, si tratta di 289 account. È chiaramente un'operazione studiata, che viene fatta da chi vuole modificare la percezione su alcuni temi», ha spiegato Raffa all'Adnkronos, evidenziando come circa la metà di questi profili sia localizzata in America: «Si tratta inoltre di profili che in passato intervenivano in altri Stati su altri temi. Ad esempio risultavano molto attivi in Francia, per sostenere le posizioni dei gilet gialli, ma anche in Germania a sostegno dei partiti dell'ultradestra», ha aggiunto l'esperto.

Nell'inner circle di Di Maio vogliono vederci chiaro: «Stiamo facendo le opportune verifiche per capire da dove parte la campagna di tweet-bombing contro Di Maio», dicono all'Adnkronos gli esponenti M5S vicini al titolare della Farnesina, i quali, alla domanda su un possibile fuoco amico, aggiungono: «Speriamo di no, sarebbe molto grave».

Il presidente M5S Giuseppe Conte non commenta il caso #DiMaioOut. A ora di pranzo riceve nella sua abitazione romana il capogruppo alla Camera Davide Crippa, alle prese con l'arduo compito di ricomporre la frattura tra l'ex premier e il giovane ministro grillino. «La dialettica, anche quella accesa, è fondamentale nella vita di un movimento politico... Ma ora è giusto superare tutto, fermarsi un attimo a riflettere, a dialogare per chiarirsi e guardare oltre» evitando «discussioni sterili e comunicazioni scomposte», queste le parole del presidente dei deputati M5S. Ma entrambi i duellanti non sembrano disposti a indietreggiare. «Arriverà il tempo della resa dei conti», promettono i contiani. E lo ribadisce, ancora una volta, la vicepresidente del Movimento Alessandra Todde in un'intervista all'Adnkronos: «È giusto che Di Maio fornisca chiarimenti agli iscritti e sostenitori del Movimento in merito ai comportamenti tenuti negli ultimi giorni. Come diceva Gramsci, la verità è sempre rivoluzionaria».

Nelle chat dei parlamentari contiani è iniziato a circolare uno studio a cura della società 'Water On Mars' che mirerebbe a sconfessare la ricostruzione della campagna anti- Di Maio orchestrata da una schiera di 'troll': nessun 'bot', la sintesi del report, ma solo 'sock puppets', ovvero account usati poco e risvegliati dopo lungo letargo. «Non c'è nessun 'bombing' organizzato. Così come non ci sono account sospetti e neppure prevalenza di account statunitensi nel caso (montato ad arte?) su #DiMaioOut», twitta Pier Luca Santoro, project manager di 'DataMediaHub' ed ex consulente del Dipartimento per l'informazione e l'editoria quando Vito Crimi era sottosegretario a Palazzo Chigi.

Ma i venti di guerra non si placano nel M5S. E si rincorrono con sempre più insistenza le voci di possibili sanzioni disciplinari nei confronti di Di Maio, che tra l'altro siede nel Comitato di garanzia grillino. Rumors che allo stato attuale non vengono confermati da nessuno ma che i vertici del Movimento non fanno niente per smentire.

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