Lega, strappo in cdm su scuola e quarantene. Cosa cambia dopo il consiglio di via Bellerio

I ministri del Carroccio firmano una nota unitaria: «Non possiamo approvare la discriminazione tra bambini vaccinati e non vaccinati»

Lega, strappo in cdm su scuola e quarantene. Cosa cambia dopo il consiglio di via Bellerio di ieri
Lega, strappo in cdm su scuola e quarantene. Cosa cambia dopo il consiglio di via Bellerio di ieri
di Ste. P.
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Mercoledì 2 Febbraio 2022, 20:19 - Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio, 07:39

Giancarlo Giorgetti non ha partecipato al cdm, mentre gli altri due ministri leghisti presenti al consiglio, Erika Stefani e Massimo Garavaglia non hanno votato le nuove misure Covid. Ieri il consiglio federale della Lega aveva espresso fiducia al segretario Matteo Salvini e aveva deliberato, in vista del cdm di oggi, l'equiparazione tra bimbi vaccinati e non vaccinati per evitare discriminazioni a scuola. La linea politica approvata dal Carroccio ieri è dunque incompatibile con la linea del governo che propone misure diverse di quarantena e Dad se lo studente è vaccinato.

«Pur condividendo le misure di apertura contenute nel decreto approvato oggi in Cdm, in coscienza non potevamo approvare la discriminazione tra bambini vaccinati e non vaccinati. I dati ci dicono, per fortuna, che i contagi scendono quotidianamente e nostro dovere è lavorare con determinazione alle questioni concrete per risolvere i problemi del paese». Così i ministri della Lega Giancarlo Giorgetti, Massimo Garavaglia ed Erika Stefani. Nota congiunta anche per i governatori del Carroccio: «Dispiace che sia stata introdotta la differenziazione tra i bambini vaccinati e quelli non vaccinati, perché questo rappresenta un'ingiusta separazione tra i più piccoli». Nota che si conclude con un pungolo al governo: «La strada da compiere per giungere a una normalizzazione nell'affrontare la pandemia deve però essere rapida e decisa, nel solco di quanto fatto da molti Paesi europei». Sono tutte prese di posizione che collimano con il cambio di strategia imposto dal consiglio federale del giorno prima. 

Lo strappo non arriva a sorpresa: le turbolenze post Quirinale sono arrivate, come previsto, dentro Palazzo Chigi con la Lega sempre più decisa a perseguire quella «messa a punto» delineata da Giancarlo Giorgetti sabato 29 gennaio. Una formula un po' sibillina che invece ha assunto modi e forme molto più aggressive, molto prima dei «referendum divisivi», così li aveva definiti il ministro dello Sviluppo economico, consapevole di andare incontro a giorni molto complicati. Anche il vaccino è un tema divisivo ma evidentemente anche redditizio, leggi elettorale, al punto che si può anche ammiccare ai No vax (sono circa 1,7 milioni gli italiano over 50 che hanno scelto di non immunizzarsi). 

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Prevedeva Giorgetti che il segretario avrebbe chiesto un impegno politico più fattivo, all'occorrenza con strappi eclatanti come quello di oggi. 

Era il 29 gennaio, il Mattarella bis stava diventando realtà. In quelle ore è cominciata la campagna elettorale, o se volete: è iniziata la chiamata alle armi. Il profilo social del segretario, come fosse un giorno qualunque, ha promosso i corsi primaverili della scuola politica della Lega, rispolverando foto e post datati (e già utilizzati in quell'estate pazza passata tra il Papeete e Chigi). 

Oltre alla non discriminazione tra bimbi, infatti, Salvini nel consiglio federale di via Bellerio ha messo in votazione e incassato anche la mobilitazione dell'intero partito con una chiamata alle armi: «Segretari cittadini, provinciali e regionali della Lega saranno già da domani al lavoro per raccogliere nuove adesioni ed avere entro febbraio più iscritti dell’intero 2021». È evidente in questo imperativo la necessità di imprimere una nuova fase, e di dare un nuovo volto al partito, un volto meno governativo. La gioiosa macchina da guerra leghista sta scaldando i motori, la bestia ringhia. Chiamatela operazione Omicron, la variante della Lega di governo. Per raggiungere quei numeri serve un paragone un po' strambo: iscritti come positivi, serve una viralità tipo quella di Omicron che ha mietuto più contagi lei in 10 settimane che il vecchio ceppo del virus nell'intero 2020. 

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