Governo Pd-M5S, sale il pressing su Di Maio: eletti in chat «lascia lavorare Conte»

Domenica 1 Settembre 2019
Governo Pd-M5S, sale il pressing su Di Maio: eletti in chat «lascia lavorare Conte»

A pochi giorni dalla deadline per la formazione del nuovo esecutivo (il premier incaricato Giuseppe Conte ha detto che martedì, massimo mercoledì scioglierà la riserva), cresce il pressing nei confronti di Luigi Di Maio sul tema vicepremier. E non solo da parte del Partito democratico, che con Dario Franceschini ha proposto di eliminare entrambi i posti di vicepresidenti del Consiglio. La tensione sale anche all'interno del Movimento 5 Stelle e nelle chat di Whatsapp frequentate dai parlamentari grillini c'è chi chiede al capo politico di fare un passo indietro e di rinunciare al ruolo di numero due di Giuseppe Conte all'interno del prossimo governo giallorosso. I messaggi, visionati dall'Adnkronos, spaziano dall'irritazione all'insofferenza per lo stallo politico creatosi.

Migranti, Mare Jonio: tre profughi gravi sbarcati a Lampedusa. Alan Kurdi verso Malta
Governo, crisi Pd-M5S: soluzione entro la settimana

«Se hai incaricato Conte, lo lasci lavorare e non lo indebolisci così. Ha ragione chi pensa che vogliano sabotare tutto per i propri interessi personali...», attacca un eletto riferendosi a Di Maio e al suo 'cerchio magicò. Molto critico il commento di una deputata, che chiede: «Alle mie domande di ieri non ho ricevuto risposta. Ci riprovo oggi: il nodo per cui rischia di spezzarsi la corda (e la posta in gioco è la vita di chi abita questo Paese) è la vicepresidenza? Perché la chiediamo a tutti i costi se abbiamo già il nostro premier? E chiediamo la vicepresidenza per Luigi oltre a un ministero?».
 

«So di essere impopolare - le fa eco un'altra esponente 5 Stelle - però se Conte fa il primo ministro e Di Maio ha un ministero ed è anche capo politico del Movimento, penso possa bastare. Noi eravamo sempre quelli contro i tanti incarichi, ora invece ne vogliamo sempre 3 o 4 per la stessa persona». Nella stessa chat, un altro deputato indica Conte come unico punto di riferimento nel confronto con i dem.

«Il sì del Pd a Conte - scrive - è evidente e pubblico. Credo che lui ora debba essere il garante rispetto alla trattativa». Ma non manca chi difende a spada tratta l'atteggiamento del capo politico in questa delicata fase politica, sposando la linea tenuta finora. Intanto il Partito democratico, da Franceschini al segretario Nicola Zingaretti, accoglie con favore le ultime dichiarazioni di Beppe Grillo, che in un video trasmesso sui social sabato sera si è detto «esausto» per il dibattito su «posti e punti». «Questa è un'occasione unica», ha aggiunto il garante M5S provando a scaldare la base dem. E oggi Grillo incassa anche l'apprezzamento di Conte.

«Il suo intervento è condivisibile per quanto riguarda l'impostazione, la visione. In quella carrellata fantastica ha disegnato il futuro e quindi ci invita a guardare in avanti, in visione prospettica, è un'impostazione molto bella», dice il premier incaricato collegandosi con la festa del 'Fatto quotidianò. Tace, almeno per ora, Di Maio. Mentre il senatore Gianluigi Paragone - contrario da sempre all'accordo col Pd - invoca un ruolo «centrale» per il leader M5S «anche a Palazzo Chigi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA