Governo, crisi in diretta: Conte, a Benassi la delega ai Servizi. Grana Cesa, Di Maio: «Mai dialogo con indagati»

Giovedì 21 Gennaio 2021 di Mario Landi
Governo, crisi in diretta: Conte, grana Cesa: gelo M5S, strada costruttori in salita. Il centrodestra oggi al Colle

Governo, nuovo giorno importante della crisi di governo che vede impegnati in una difficile trattativa il premier Giuseppe Conte, Pd, M5S e le forze che puntellerebbero la maggioranza. Con Matteo Salvini e Giorgia Meloni sullo sfondo che chiedono a gran voce le elezioni. Al via il confronto tra governo e parti sociali sul Recovery Plan. Il premier Conte convoca i sindacati per domani mattina alle 11. Intanto una delegazione del centrodestra è salita al Quirinale. Salvini, Meloni e Tajani hanno manifestato al presidente della Repubblica la preoccupazione per la condizione dell’Italia: mentre emergenza sanitaria ed economica si abbattono su famiglie e imprese, il voto di martedì ha certificato l’inconsistenza della maggioranza. È convinzione del centrodestra che con questo Parlamento sia impossibile lavorare. Il centrodestra ha ribadito al Presidente la fiducia nella sua saggezza. 

Intanto, in serata, su proposta del premier, il Cdm ha infatti nominato Benassi sottosegretario alla presidenza del Consiglio affidandogli la delega ai servizi.

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M5S, grana Cesa

È una tegola che cade sulla strada dei "volenterosi", fermando i negoziati. E manda in fibrillazione il M5S, «perché va bene tutto, ma a tutto c'è anche un limite», uno degli sms che gira nelle chat dei parlamentari grillini. Il blitz in Calabria contro la 'ndrangheta, che ha portato alla perquisizione della casa romana del segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, dimessosi immediatamente dai vertici del partito, rende ancor più complessa la partita dei 'volenterosì, da raccogliere in Senato sotto il simbolo dell'Udc, di fatto costruendo una quarta gamba al governo Conte. Quarta gamba che al momento non c'è, e che trova l'ennesima battuta d'arresto. «Siamo rimasti senza interlocutore, perché di fatto le trattative noi le portavamo avanti con Cesa», dice all'Adnkronos uno dei 'pontierì in prima linea per mettere in salvo il governo. Convinto che il banco sia a un passo dal saltare. «Conte si è speso martedì, per il voto di fiducia in Senato - dice - ma ora è sostanzialmente fermo. Non può aspettarsi che le firme dei senatori 'volenterosì planino spontaneamente sul suo tavolo, deve spendersi in prima persona, chiamarli uno a uno e dare garanzie che al momento non ci sono». Perché dal premier, ma anche da parte della squadra di governo, soprattutto dai ministri in quota M5S, ci sono resistenze fortissime sulla strada del Conte ter. «Ma non si possono fare le nozze coi fichi secchi... -osserva lo stesso 'pontierè - a meno che il presidente del Consiglio non stia battendo un'altra strada». «La speranza è che Iv si spacchi - suggerisce un ministro del governo Conte - e una parte consistente dei renziani torni nelle file del Pd, puntellando la maggioranza nel modo meno traumatico possibile per il governo». In sintesi una guerra di nervi, dove sarà decisivo capire chi cede prima, se Iv o la maggioranza.

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Ore 21,54 Orlando: il voto è più vicino. «Sta succedendo quello che temevamo, oggi sento il voto molto piu' vicino. Non c'e' nessuna ipotesi di unita' nazionale, non vogliamo mischiare i nostri voti cin quelli di' Salvini e Meloni». Lo ha detto il vicesegretario del Partito Democratico, Andrea Orlando, a Piazzapulita su La7.

Ore 20,24 Il M5s non chiude a Italia Viva: «Lavoravamo bene». Le chat sono in fermento e non mancano i mugugni di chi nutre dubbi riguardo al veto posto dal premier Giuseppe Conte su Italia Viva, con cui diversi pentastellati vorrebbero tornare a sedersi al tavolo. «Io distinguo i parlamentari di Iv da Matteo Renzi. Con i colleghi di Italia Viva continuiamo a lavorare bene, la mia Commissione è presieduta da Marattin: si lavora con spirito collaborativo», dice all'Adnkronos Vita Martinciglio, capogruppo 5 Stelle in Commissione Finanze: «in amore come in politica - prosegue la pentastellata - mai dire mai. L'Italia certamente si merita una classe politica migliore dello spettacolo che stiamo offrendo». Il collega Gianluca Vacca, capogruppo in Commissione Cultura, osserva: «Noi ci stringiamo attorno a Conte e vediamo come va la trattativa» per irrobustire la maggioranza, «se non va bene, si apre la crisi e saranno i gruppi a verificare l'esistenza di maggioranze disponibili». «Al di là di Renzi e Boschi - ragiona Vittoria Baldino, Commissione Affari costituzionali - noi con i colleghi di Iv lavoriamo bene, li conosciamo. Personalmente mi dispiacerebbe ritrovarli all'opposizione. Il problema però è che, dopo quello che è successo, tornare al tavolo con Renzi vorrebbe dire rafforzarlo. Inoltre lo stesso Renzi ha detto che voterà contro la relazione di Bonafede, ed è una cosa pesantissima: dichiarando questo vuol dire che non intende rimanere in maggioranza». Per la deputata Anna Macina, avvocato, il ritorno al dialogo con Iv «sarebbe un'opzione sul tavolo se l'altra (l'operazione costruttori, ndr) fosse completamente chiusa. L'unica cosa certa che so, è che il M5S, pur di allargare la maggioranza, non può parlare con chi è indagato per mafia». Intanto a Palazzo Chigi si susseguono gli incontri. 

Ore 19,52 Matteo Renzi tende la mano. «Il mio appello è non fate un baratto di singoli parlamentari, tornate alla politica». Lo ha detto Matteo Renzi, leader di Iv intervistato a Piazza Pulita su La7. «Smettiamola di fare le polemiche che stanno facendo in queste ore. Se volete confrontarvi nelle sedi istituzionali noi vi abbiamo scritto, vi abbiamo fatto le proposte, ci siamo». Il leader di Iv tende la mano, conferma la disponibilità cercando magari di aprire una breccia nella 'conventio ad excludendum' dopo lo strappo di Italia Viva nei giorni scorsi, quando fino all'ultimo il Pd, in particolare, aveva cercato una possibile ricomposizione. L'accerchiamento sui gruppi Iv continua. Continuano ad essere dati in bilico almeno due senatori, i soliti Eugenio Comincini e Leonardo Grimani. Del primo, già ieri, si dava per certa la formalizzazione dell'addio a Iv. Ma ancora non è arrivata. Tra gli attenzionati anche Anna Maria Parente, Mauro Marino (positivo al Covid e assente in questi giorni), si parla anche Giuseppe Cucca. Perché c'è la consapevolezza che l'idea di finire all'opposizione con Matteo Salvini crei non poche perplessità. E ci sarebbero anche deputati (oltre a Vito De Filippo e Michela Rostan già usciti) in riflessione, tra questi viene dato Massimo Ungaro. Oggi è circolata anche la voce di un possibile addio di Luigi Marattin, presidente della commissione Finanze, esperto ai tavoli economici e 'alfierè del Mes. «Ma figuriamoci», si taglia corto da Iv. 

Ore 17,27 I leader del centrodestra sono arrivati al Quirinale.  Il segretario federale della Lega, Matteo Salvini, il Presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni e il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani sono giunti al Quirinale

Ore 17,18. Di Maio: «In queste ore siamo al lavoro per un consolidamento della maggioranza» ma «con la stessa forza con cui abbiamo preso decisioni forti in passato, ora mi sento di dire che mai il M5S potrà aprire un dialogo con soggetti condannati o indagati per mafia o reati gravi. È evidente che questo consolidamento del Governo non potrà dunque avvenire a scapito della questione morale, dei valori che abbiamo sempre difeso e che sono fondanti del progetto 5 Stelle». Lo scrive il ministro Luigi Di Maio su Fb mentre sono in corso le indagini della Dda di Catanzaro che vedono coinvolto il segretario dimissionario dell'Udc Lorenzo Cesa.

 

 

 

Ore 16,24, Bettini. «Se in queste settimane riusciamo a consolidare e allargare i numeri avremo maggiore agio nella vita parlamentare, penso alle Commissioni, e allora bene. In quel caso si farà un Conte ter, il premier andrà da Mattarella e faremo quanto necessario. Spero vada così, ma non è detto.... Altrimenti si andrà al voto, che per noi è lo sbocco naturale in democrazia quando sono finite tutte le opzioni». Lo ha detto Goffredo Bettini a «Oggi è un altro giorno» su Rai 1.

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Ore 15.30 centrodestra. È appena terminato negli uffici della Lega del Senato un vertice del centrodestra. Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani, avrebbero fatto il punto in vista dell'incontro di stasera al Quirinale, con il capo dello Stato. Lega, Fi e Fdi sono al Colle dopo le 17. Intanto pranzo relax per Matteo Salvini, che con la fidanzata Francesca è stato avvistato presso il locale di proprietà della famiglia Verdini, a due passi dalla Camera.

Crisi di governo, fuga da FI: una decina in uscita. Salvini vuole i suoi “responsabili”

Ore 13.15, Salvini. «Parlamentari in vendita, Var in Senato, governi minestrone, alleanze solo per la poltrona. Basta, fiducia negli italiani, la parola passi a loro». Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini, che tra poche ore salirà al Quirinale insieme agli altri leader del centrodestra.

Orlando (PD): “Senza Conte rischia di non esserci più la coalizione”

Ore 10.02. M5S. «Chi ha condanne sulle spalle e indagini per reati gravi, perché Cesa non è certo indagato per diffamazione, non può essere un interlocutore». Lo dice, interpellato al telefono, l'esponente M5S Alessandro Di Battista commentando indagini della Dda di Catanzaro che vede coinvolto il segretario dimissionario dell'Udc Lorenzo Cesa.

Giuseppe Conte, maggioranza ampia o voto? Le ipotesi (e uno scenario inquieta il premier)

Ore 12.50, Bellanova (Iv). «Evidentemente era più interessante avere, per il Presidente Conte, il voto dell'ex segretaria di Berlusconi, di chi non riconosce la scienza, dei no vax piuttosto che quello di un forza responsabile che io ho rappresentato». Lo dice ad RTL 102.5 l'ex ministra di Iv Teresa Bellanova. «Conte ha avuto un atteggiamento di chiusura e arroganza, perché io in questi mesi ho lavorato e davvero messo l'anima per le deleghe che avevo e per il contributo che ho cercato di dare come capo delegazione di Italia Viva, non mi sono mai sottratta. Ho svolto con lealtà e onore la mia funzione e mi aspettavo da parte di Conte un maggior ascolto, invece c'è stata chiusura, spesso arroganza fino all'ultimo momento quando gli ho mandato un messaggio per annunciare quello che stavamo andando a fare e non si è degnato neanche di una risposta», aggiunge la Bellanova.

Landini: “Esperienza comunista finita. Oggi prevale economia che mercifica l’uomo”

Ore 9.03. Renzi. «Lo spettacolo del mercato allestito a Palazzo Madama è indecoroso. Uno show triste che l'Italia non merita. I 5 stelle sono passati dall»uno vale unò all«uno vale l'altrò. Il Pd, oramai immobile, rinuncia a ogni connotazione riformista. Chiedo a Conte: non telefonare ai senatori, telefona alla Pfizer per sapere perché hanno ridotto i vaccini». Lo dice il leader di Iv, Matteo Renzi, in un'intervista a «Avvenire».

Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio, 07:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA