Elezioni Sardegna, frammentazione enorme: Lega lontana dal 30%

Lunedì 25 Febbraio 2019
Matteo Salvini

Pd e Lega si disputano il posto di partito più votato della Sardegna. Tutti e due con percentuali abbastanza basse rispetto ai normali standard. Intorno al 12 e rotti o al massimo - ma si vedrà a fine spoglio - al 15. Queste percentuali dicono una cosa: che il Carroccio non solo è lontano dal 30 a cui i sondaggi nazionali da mesi lo quotano ma anche dal 26 per cento preso due settimane fa in Abruzzo. Non bisogna però proiettare i dati sardi - almeno quelli della Lega - su scala italiana, perché la frammentazione partitica in queste elezioni è stata enorme.

Il voto per il centrodestra si è sparpagliato in 11 liste e molti dei voti a dati ai candidati civici in questa tornata sono presumibilmente in forza leghista alle europee e alle politiche. Naturalmente questo non si può sapere con certezza. Quel che si sa è che il gemellaggio tra il Carroccio e il Partito sardo d'Azione ha finito per mescolare i voti a scapito della Lega che in una competizione non regionale avrebbe fatto più facilmente il pieno. Questo pericolo di essere cannibalizzato dai sardisti, Salvini lo aveva capito così bene che ha evitato di farsi vedere troppo in campagna elettorale insieme al candidato governatore Solinas, del Psd'az - in modo da non spingere i voti di lista da quella parte e non dalla sua - e non faceva che ripetere nei comizi: "Votate Lega". Operazione riuscita non del tutto, perché i sardisti si aggirano intorno al 9 per cento ed è un 9 per cento in parte tolto al Carroccio.

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