Governo Draghi, toto-ministri: dalla conferma di Gualtieri alle ipotesi Conte e Ilaria Capua

Governo Draghi, toto-ministri: dalla conferma di Gualtieri alle ipotesi Conte e Ilaria Capua
Governo Draghi, toto-ministri: dalla conferma di Gualtieri alle ipotesi Conte e Ilaria Capua
di Andrea Bassi e Alberto Gentili
4 Minuti di Lettura
Giovedì 4 Febbraio 2021, 01:11

ROMA Chi lo conosce sa che Mario Draghi procederà un passo per volta. Il primo sarà trovare una maggioranza in Parlamento per il suo governo. Solo dopo comincerà a definire la sua squadra. Tanto più che la composizione della lista dei ministri dipenderà dalla formula che sarà scelta. Sul tavolo ce ne sono due che possono essere sintetizzate nel “modello Monti” e nel “modello Ciampi”. 

Coabitazioni difficili


Nel primo caso si tratterebbe di una squadra fatta da soli tecnici, anche se potrebbero in parte essere “d’area”, ossia con una connotazione politica. Nel secondo caso, come fu per il governo guidato da Carlo Azeglio Ciampi nel 1993, entrerebbero anche i politici. Il Quirinale avrebbe lasciato a Draghi la scelta della via da seguire. La seconda ipotesi, preferita dall’ex presidente Bce, rischia però di naufragare in quanto il Pd dovrebbe digerire di avere propri ministri a fianco di quelli di Matteo Salvini (ormai orientato al sì). Cosa non facile. Così è probabile che la formula del nuovo esecutivo scolorisca virando sul tecnico.


Il presidente incaricato ieri ha avuto un lungo colloquio con Giuseppe Conte. Ne sarebbe uscita, secondo alcuni, l’ipotesi di un ingresso dell’avvocato nella squadra con il ruolo di ministro degli Esteri. Ma questa pista viene smentita categoricamente da palazzo Chigi e dal Movimento che, per ora, resta fermo sulla linea: «No a Draghi, c’è solo e soltanto Conte».
Comunque in un governo guidato dall’ex presidente della Bce, con all’interno una forte componente politica, al ministero dell’Economia potrebbe essere riconfermato Roberto Gualtieri. In questo modo al Pd sarebbe garantita una pedina di peso. Gualtieri del resto, è stato per anni presidente della Commissione affari monetari dell’Ue, ed ha avuto un contatto costante con lo stesso Draghi. Ieri il ministro uscente dell’economia in un tweet ha immediatamente dato il suo sostegno all’ex governatore della Bce, affermando che «Draghi va aiutato a sciogliere positivamente la riserva».

Il nome di Gualtieri non è comunque l’unico che circola. Nelle ultime ore è emerso anche quello di Dario Scannapieco, attuale vice presidente della Bei, molto legato a Draghi. Decisamente improbabile invece il ritorno in Italia di Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della Bce. Se lasciasse Francoforte non ci sarebbe certezza di una riassegnazione all’Italia della poltrona.


Sempre sul fronte economico, potrebbe essere creato un ministero ad hoc per il Recovery plan. Sarebbe un modo anche per sciogliere il nodo della governance del piano italiano. Per questo nuovo dicastero i nomi che circolano sono quelli di Carlo Cottarellli e dell’ex presidente dell’Istat, Enrico Giovannini


Draghi ha da sempre mantenuto un contatto con Gianni Letta. Nel caso di un sostegno diretto di Forza Italia al governo, potrebbero entrare anche uomini d’area come l’ex presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà. Alcuni posti potrebbero comunque essere riservati a figure gradite al Colle, come Luciana Lamorgese all’Interno e Paola Severino alla Giustizia. Anche se sulla prima casella c’è anche il fattore Lega. Nel caso in cui il Carroccio appoggiasse il governo, potrebbe entrare nella squadra Giancarlo Giorgetti. Ipotesi, appunto, indigesta per il Pd.


SVILUPPO & GIUSTIZIA


Per il Mise si fa il nome dell’ex sindacalista Marco Bentivogli, anche se non è escluso, nel caso in cui M5S dovesse alla fine appoggiare Draghi, una riconferma di Stefano Patuanelli. Tra i nomi che circolano per la Farnesina c’è quello di Elisabetta Belloni, attuale segretario generale del dicastero degli esteri. Non va nemmeno dimenticata la componente renziana. Il ministero del lavoro è una casella ambita, non è un mistero che Matteo Renzi spinga per Teresa Bellanova. Per le infrastrutture, in quota tecnici, gira il nome di Raffaele Cantone, ex presidente dell’Anac oggi procuratore a Perugia. Per la Salute si parla anche di Ilaria Capua sempre che non resti Roberto Speranza. Ma Leu, spaventato dal possibile abbraccio con la Lega, per ora nicchia.

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