Draghi, Berlusconi e Salvini: «Alle urne». Ma la Lega si divide

I due leader: «Non abbiamo paura di andare al voto». Contrari i governisti

Draghi, Berlusconi e Salvini: «Alle urne». Ma la Lega si divide
Draghi, Berlusconi e Salvini: «Alle urne». Ma la Lega si divide
di Emilio Pucci
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Venerdì 15 Luglio 2022, 00:38

«Se dovesse accadere, andare alle urne non ci preoccupa: anzi siamo convinti che il risultato elettorale premierebbe il centrodestra», dice Berlusconi. «Nessuno deve aver paura di restituire la parola agli italiani», afferma Salvini. Convergenze nel centrodestra di governo dopo contatti continui tra il presidente di FI e il leader della Lega. Entrambi, viene riferito, avevano capito che il presidente della Repubblica Mattarella avrebbe cercato di frenare Draghi respingendo le sue dimissioni. Ed entrambi ritengono che il quadro politico è cambiato, che non si può far finta che nulla sia successo.

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Da una parte c’è il rischio di consegnare l’alleanza alla Meloni, dall’altra la convinzione che la via delle elezioni anticipate rappresenti un rigore a porta aperta. E così il leader del Carroccio sta pensando di sabotare il tentativo portato avanti soprattutto dal Pd di rimettere insieme i pezzi della vecchia maggioranza. Ma per ora non vuole prendersi la responsabilità di forzare e così sia lui che il Cavaliere non si sono accodati pubblicamente alla Meloni nel dire che la legislatura è finita. Non tutti nella Lega la pensano come il leader però. Bastava leggere le frasi di Giorgetti: «La fiducia? Ci sono i tempi supplementari...». Come dire: non è finita. E il voto, si ragiona tra i governisti della Lega, non è l’unico scenario possibile. 


L’ACCORDO

Tra Salvini e Berlusconi comunque l’obiettivo è di agire in comune accordo anche se l’ex premier è comunque convinto che far precipitare il Paese in una campagna elettorale ora sia un danno enorme. E non ha mancato con i fedelissimi di far notare il tonfo dei mercati e il rialzo dello spread. Ma la linea è comunque tracciata. «Come si fa a restare in un governo con il Pd e M5S? Come si fa a continuare in questo modo dopo le parole di Draghi in Cdm?», l’interrogativo. Che cela anche l’irritazione per il tentativo del Colle di provare a lasciare in qualche modo lo status quo. «Se fosse per Mattarella non si andrebbe mai a votare», dice un leghista. In FI e nella Lega c’è chi parla di pantomima, qualora l’epilogo fosse la riconferma di Draghi e del governo di unità nazionale. Eppure in entrambi i partiti c’è una spaccatura evidente. Intanto è da considerare la posizione dei ministri. Brunetta lo dice pubblicamente, va salvato il governo. Ma anche l’ala governista della Lega considera le elezioni solo una delle opzioni. Non certamente la migliore. E così i presidenti di Regione. 


LE DIFFICOLTÀ
Tuttavia la consapevolezza di chi punta a far rimanere Draghi a palazzo Chigi è che il premier abbia fatto capire le sue intenzioni. E che non ci sarà più in Parlamento il clima per far sì che tutti tifino per l’ex numero uno della Bce. «Mi sembra difficile senza Draghi formare un governo di alto profilo. Ed è impossibile poter pensare di essere in maggioranza con Conte», osserva il leghista Rixi. L’eventualità di un esecutivo a traino centrodestra, senza il M5S, è stata respinta – il refrain – sia da Draghi che da Letta. Per questo – si fa osservare – Salvini è stato così netto nel drammatizzare la situazione, nell’esprimere «preoccupazione e stupore», nel sottolineare che così «non si può andare avanti con milioni di italiani che hanno problemi con stipendi, pensioni e bollette». Basta con inutili e logoranti tira e molla. Anzi il Capitano fa già la prima mossa, spiegando di lavorare ad un progetto di pace fiscale. La rabbia è tutta nei confronti di Cinque stelle. «Ha voltato le spalle agli italiani», ha ribadito il Cavaliere riunendo i vertici di FI. L’ex premier ha osservato che il partito azzurro mantiene un atteggiamento di responsabilità, per questo aveva aperto ad una prospettiva di una maggioranza senza i pentastellati. Ma per la Lega «il tempo è scaduto, non c’è spazio per alcuna alternativa». Si vedrà se l’argine verrà mantenuto nei prossimi cinque giorni.
 

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