Dpcm e coprifuoco, strade e piazze chiuse anche prima delle 21: decideranno i sindaci

Dpcm e coprifuoco, strade e piazze chiuse anche prima delle 21: decideranno i sindaci
di Michela Allegri e Rosario Dimito
4 Minuti di Lettura
Domenica 8 Novembre 2020, 00:54 - Ultimo aggiornamento: 10:34

Coprifuoco a maglie larghe, specie nelle regioni gialle. Chiusura di vie e piazze non solo dopo le 21, da parte dei sindaci, per evitare assembramenti e scongiurare il rischio movida, ma anche durante l’intera giornata o per porzioni di essa. E infine deroga al divieto assoluto di uscire dalle 22 alle 5 non soltanto per motivi di urgenza, ma anche per fare volontariato.

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Nelle 14 pagine della circolare del Viminale firmata dal capo di Gabinetto Bruno Frattasi, nella quale si forniscono ai prefetti delucidazioni sul Dpcm del 3 novembre che ha suddiviso l’Italia in tre fasce di rischio, vengono spiegate meglio «le nuove misure ispirate a una più stringente strategia di mitigazione del contagio» da coronavirus, con «interventi in ragione delle differenti criticità rilevate nei territori». È sempre possibile andare a messa, ma va fatto vicino a casa e rispettando sempre la normativa anti-contagio. Nelle zone rosse, quelle dove il rischio contagio è più alto e i divieti più severi, è necessario raggiungere il luogo di culto muniti di autocertificazione. È consentito anche partecipare alle manifestazioni pubbliche, indossando sempre la mascherina, rispettando la distanza di sicurezza ed evitando di creare assembramenti. Il Viminale, comunque, anche per i residenti nelle zone arancioni e nelle zone gialle, fa appello al senso di responsabilità dei cittadini: la raccomandazione è di limitare al massimo gli spostamenti. 

Per chi risiede nelle regioni gialle c’è «la forte raccomandazione» a non spostarsi con mezzi pubblici e privati, tranne che per motivi di lavoro, studio, salute, necessità. In questo caso non si rischiano sanzioni, il Viminale sottolinea infatti che «eventuali spostamenti per altre cause non dovranno comunque essere giustificati». Anche se la possibilità di disporre la chiusura di strade e piazze viene estesa all’intero arco della giornata, sarà sempre possibile il transito per chi si rechi negli esercizi commerciali aperti. In tutta l’Italia sono chiuse sale giochi e sale scommesse, ma restano aperte le tabaccherie, con una precisazione: «Le attività di sale giochi e scommesse sono sospese anche all’interno di locali adibiti ad altri scopi». Tradotto: non sarà possibile giocare alle slot machine all’interno delle tabaccherie. La chiusura dei mercati vale solamente per quelli al coperto, e non per quelli all’aperto. 




Su mobilità e servizi di ristorazione si concentrano le misure più rigorose nella zona arancione (Puglia e Sicilia): divieto di spostamento fuori dalla regione o dal comune di residenza, tranne in caso di necessità o urgenza, o espletamento di attività didattiche e formative. Il rientro al domicilio è sempre consentito, ma deve essere giustificato. Sospesi i servizi di ristorazione, con l’eccezione di mense e catering, ma resta consentita la consegna a domicilio, mentre il servizio d’asporto è autorizzato fino alle 22. Questo non vale per gli alberghi: i ristoranti all’interno delle strutture non hanno limiti di orario, ma devono funzionare solo per i clienti.

Nelle aree caratterizzate dallo scenario di massima gravità (Lombardia, Piemonte, Calabria, Valle d’Aosta), il divieto più stringente è quello di spostamento anche all’interno del comune di residenza. Restano consentiti solo i movimenti per motivi di lavoro, salute e necessità, così come il rientro al proprio domicilio, ma serve l’autocertificazione, necessaria anche per lo svolgimento di attività motoria e sportiva vicino a casa. Scuole a distanza dal secondo anno delle secondarie.

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