Governo, Mastella: «Mia moglie incerta su relazione Bonafede. Crisi? Non credo al voto»

Venerdì 22 Gennaio 2021
Crisi governo, Mastella: «Mia moglie incerta sulla relazione di Bonafede»

Crisi governo «Se io fossi in Senato non voterei la relazione annuale del ministro della Giustizia Bonafede». Lo ha detto il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ospite del programma TGtg su Tv2000. Ma siccome lui in Senato non c'è, dice che anche sua moglie, la senatrice Sandra Lonardo, non la voterebbe. «La vedo dura - ha aggiunto Mastella a Tv2000 - e nulla vieta che possa essere messo da parte un ministro della Giustizia. Non mi piace questa forma di giustizialismo ad oltranza che è stata portata avanti da Bonafede. Su questo personalmente mi asterrei». «Mia moglie è perplessa su Bonafede». Potrebbe votare no? «Non lo so, ma a lei non piace l'idea che (Bonafede, ndr) ha fatto della giustizia, il giustizialismo fino alle estreme conseguenze. Non vota contro, ma a favore non lo so». Così Clemente Mastella, sindaco di Benevento e ospite di 'Un giorno da pecorà su Radio2, riguardo alla posizione della moglie, la senatrice del Misto, Sandra Lonardo, sulla relazione sulla giustizia che il 27 gennaio il Guardasigilli riferirà al Senato. E su un'eventuale astensione, ha risposto: «Vediamo».  

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«Secondo me ora sono due le strade, non tre, anche se si può sempre precipitare verso il voto...». Clemente Mastella fa il punto della situazione mentre si fa sempre più difficile la trattativa per un gruppo di 'responsabilì in soccorso del traballante governo Conte. «Hanno provato ad abbattere Conte -dice all'Adnkronos il sindaco di Benevento, in campo per provare a dare una mano al premier alle prese con numeri risicati al Senato- ma lui è rimasto al suo posto e questo è un dato importante, ma si restringe la sua maggioranza. Renzi, invece, da parte sua, ha tentato il colpaccio di fregare Conte ma si restringe il suo gruppo». L'ex Guardasigilli vede ora due strade possibili: «O allarghi la platea di chi ha dato responsabilmente una mano a Conte oppure recuperi Renzi che strategicamente esce ammaccatto da questa vicenda, costituendo un patto di legislatura, dove ora ci stanno anche altri soggetti, non solo quelli che ha dato vita a questo governo», i cosiddetti 'responsabili, «alcuni dei quali hanno dietro anche realtà locali importanti».

Chi sono i voti certi per la maggioranza? «Non lo so. Sto notando che, come succede nelle commedie greche, poi arriva il deus ex machina». Così ha risposto Clemente Mastella, sindaco di Benevento a 'Un giorno da pecorà su Radio2. È lei il deus ex machina o Bruno Tabacci, il presidente di Centro democratico? «Tabacci fa il suo ruolo e lo fa bene per quel che mi riguarda. Io non sto nemmeno in Parlamento», si è schernito. Poi alla richiesta di una previsione secca sull'esito della crisi, l'ex ministro ha risposto: «Di sicuro non si va al voto, si cercherà un modo. Si può anche recuperare..». In caso di un rientro in maggioranza di Italia, Mastella conta 5 partiti pro governo cioè Pd, M5s, Iv e Leu a cui si aggiungerebbe «il quinto che sono i costruttori. È un'area e un'apertura sul piano politico, vediamo Conte cosa farà». Infine sulle prossime scelte dell'Udc, Mastella ha detto: «Non so che faranno, certamente ci sono differenze: chi è al nord, dove c'è una presenza più massiccia del centrodestra, si fa fatica a scegliere cose diverse, chi è eletto al centro fa scelte in un altro modo».

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«Non so le ragioni della scelta di Maria Rosaria Rossi, avrà avuto le sue buone ragioni. Evidentemente, se ha votato così, è stata una scelta difficile ma anche coraggiosa perché capisco cosa significa questo punto di vista». L'ha detto Clemente Mastella, sindaco di Benevento commentando la scelta della senatrice di Forza Italia che martedì scorso ha votato la fiducia al governo, in dissenso con il suo partito, ospite di 'Un giorno da pecorà su Radio2. Alla maggioranza «occorrono 6 responsabili, il numero necessario per andare avanti, questa è la mia opinione. Ne bastano 6-7». L'ha detto Clemente Mastella, sindaco di Benevento e storico esponente centrista, ospite di 'Un giorno da pecorà parlando della crisi di governo. E ha aggiunto a mo' di consiglio alla maggioranza: «Recuperassero alcuni 5 Stelle, che sono franati anche loro». Mastella ha confermato che i cosiddetti parlamentari costruttori «ci stanno», sulla provenienza «ogni volta si organizzeranno» e ha concluso: «Sono guardati da voi con diffidenza, ma da chi non vuole andare al voto sono guardati con simpatia. Io ho ricevuto telefonate da parte di alcuni, anche qualche renziano che mi ha chiesto quanti sono i costruttori, dove si era arrivati..Sono preoccupati perché sennò andrebbero a casa. La metà di chi sta lì, sono tutti morti politicamente».

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Ultimo aggiornamento: 17:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA