Dall'ambiente alle tariffe telefoniche: così l'Unione Europea ha cambiato le nostre vite

Venerdì 24 Maggio 2019 di Diodato Pirone
Dall'ambiente alle tariffe telefoniche: così l'Unione Europea ha cambiato le nostre vite

L'ultima decisione di spessore forse è anche quella più popolare: dal 2021 nei 28 Paesi dell'Unione Europea sarà vietato produrre e vendere piccoli prodotti di plastica usa e getta. Si tratta dell'ennesima legge votata dal Parlamento Europeo poco prima della fine della legislatura destinata a cambiare vite e abitudini di 500 milioni di europei anche se non si tratta di una vera e propria norma giuridica. Già perché il Parlamento Ue è una strana creatura, ha un potere immenso - non c'è dubbio - perché condiziona e indica la strada alla Commissione Europea le cui direttive vengono recepite dai parlamenti nazionali e tuttavia non ha un potere legislativo diretto.
Le sue decisioni (ad eccezione di quelle che riguardano la Commissione e le altre istituzioni europee) devono essere formalmente votate dai parlamenti nazionali.
Il risultato piuttosto bizzarro è che gli elettori di ogni singolo Paese seguono poco l'attività di questo Parlamento concentrandosi su quello nazionale che però spessissimo in realtà fa da cassa di risonanza alle decisioni prese a Bruxelles o a Strasburgo (il Parlamento Ue si gode il lusso di due sedi).
Ma in realtà il Parlamento Europeo (assieme alla Commissione o correggendo le decisioni della Commissione) nella scorsa legislatura ha preso alcune decisioni epocali. Un esempio per tutti? L'accettazione del trattato di Parigi sul clima che comporterà la riduzione della produzione di C02 per il prossimo decennio. Un voto importantissimo che - tra mugugni - ha costretto tutti e 28 gli stati Ue ad adeguarsi.

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IL CASO UNGHERESE
E ancora, il voto del 12 settembre 2018 con il quale il Parlamento Ue a maggioranza ha invitato il Consiglio Europeo (l'organo che riunisce gli stati dell'Unione, non la Commissione) ad attivare l'articolo 7 dei Trattati Europei, che prevede una procedura punitiva, nei confronti dell'Ungheria del premier Orban, il cui governo ha deciso di controllare la magistratura e l'informazione. Un voto politicamente di enorme spessore perché ha ribadito che l'Ue non è solo un'area di libero scambio commerciale ma innanzitutto un progetto politico di democrazia liberale.
Non a caso anche sui migranti il Parlamento di Strasburgo ha spinto per una gestione la più collegiale possibile del tema.
Ma è sicuramente sull'ambiente e sui diritti dei consumatori che l'assise Ue ha svolto un ruolo chiave. È stato un voto di Starsburgo a dare il la alla riduzione e poi all'eliminazione dei sacchetti di plastica. Moltissimi europei devono ai deputati eletti nella scorsa legislatura il fatto che quando si recano per lavoro o turismo in un altro stato dell'Unione non sono più sottoposti alle tagliole del roaming telefonico e possono telefonare a tariffe che conoscono.

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Anche sulla gratuità dell'acceso ad Internet il Parlamento di Strasburgo ha dato direttive precise.
Stesso discorso per le norme che hanno migliorato la trasparenza negli acquisti on line e quella delle commissioni sugli acquisti tramite carta di credito.
Un altro tema importantissimo trattato dall'assise europea è stato quello della normativa sul copyright che garantisce i diritti degli autori di fronte allo strapotere dei giganti del web. Per non parlare del miglioramento della privacy nel trattamento dei dati che consegniamo alle aziende.
Come si vede si tratta tutti di argomenti di peso. Per questo motivo gli addetti ai lavori che seguono professionalmente il Parlamento Ue consigliano vivamente gli elettori di preferire deputati secchioni e in grado di parlare con sufficiente sicurezza inglese e francese. A Bruxelles e Strasburgo ogni dettaglio ha un suo peso.

 

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