Centrodestra in frantumi, Salvini: «Alleanza finita». E il Cav chiude a Meloni

Il leghista all’assalto di Fratelli d’Italia: «Pensano soltanto al proprio orticello»

Centrodestra in frantumi, Salvini: «Alleanza finita». E il Cav chiude a Meloni
Centrodestra in frantumi, Salvini: «Alleanza finita». E il Cav chiude a Meloni​
di Emilio Pucci
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Domenica 6 Febbraio 2022, 00:57 - Ultimo aggiornamento: 13:38

Si alzano i toni nel centrodestra o in quello che ne è rimasto dopo la partita del Quirinale. «Non c’è più, si è sciolto come neve al sole», certifica Salvini. E via con le accuse contro chi «pensa al proprio orticello», contro chi «gioca per la conservazione o di rimessa», contro chi si occupa «di Renzi e Mastella». L’ultimo affondo è contro Toti che non esclude nella chat dei parlamentari di Coraggio Italia di lasciare e di portare la Regione al voto se dovesse cadere la giunta, così come minaccia la Lega. Ma nel mirino del Capitano leghista c’è soprattutto Meloni che «non fa gioco di squadra», che agogna ad essere la più forte «dei perdenti» e attacca gli (ex) alleati assistendo inerme «allo smantellamento dei valori del nostro Paese». Salvini lancia la sfida su riforma della giustizia e referendum, che saranno «banco di prova», e a aggiunge: «Vediamo chi avrà un atteggiamento liberale, moderno, conservatore, europeista, atlantista», aggettivi inusuali per delineare i valori politici del Carroccio.

Contro Meloni si scaglia anche Berlusconi, perché – ecco l’accusa - è andata in tv a dire che non deve niente al fondatore del centrodestra. «Ha dimostrato di essere irriconoscente», spiega ai big del partito riuniti a Villa San Martino ricordando quando Fratelli d’Italia, nonostante avesse percentuali residuali, veniva trattata con pari dignità. «Pretendo rispetto», osserva il Cavaliere, senza alcun livore ma con la consapevolezza che «così Giorgia si isola, rischia di fare la fine di Marine Le Pen. Cosa se ne fa del 20 o del 25 per cento se non condivide il percorso dei suoi alleati? Così - sentenzia - non va da nessuna parte».

ACCUSE INCROCIATE

La tensione è altissima. Con Fratelli d’Italia che se la prende soprattutto con Salvini: «Se dice che la barca sta affondando accusa soprattutto se stesso visto che è colui che la sta guidando», il refrain. Il non detto è che l’armatore della barca - ovvero il popolo italiano - potrà nel voto licenziare il timoniere che sta fallendo e che, per ripartire, preferisce «iniziare proprio dagli alleati» che hanno tradito nella partita del Colle. Forza Italia non ci sta a prendere ordini da nessuno, taglia corto l’ex premier che con i suoi bolla come «inutili fughe in avanti» anche i piani di chi, nel partito – il riferimento è al ministro Brunetta – ambisce a riunire i riformisti per il post 2023. «Noi restiamo nel centrodestra per rafforzare il centro», scrive in una nota l’ex premier. Concetto ribadito da tutti gli azzurri presenti a villa San Martino, tra gli altri il coordinatore Tajani, il senatore Gasparri, i deputati Cattaneo e Mandelli, il medico Zangrillo. Vuol dire no al proporzionale, frenata alla federazione di centro, un messaggio all’operazione Toti-Renzi. E anche uno stop al progetto salviniano di un partito repubblicano. «Non è il momento», taglia corto l’ex presidente del Consiglio, definendo allo stesso tempo Salvini «un alleato leale e non cinico» anche se ha fatto degli errori nelle ultime settimane. 
Il segretario del partito di via Bellerio nel frattempo si toglie un bel po’ di sassolini dalle scarpe: nella partita del Colle «mi hanno mandato avanti così ero l’unico esposto, ma il mio modello non è vivere nell’ombra». Ed ancora: «Mi sembra evidente che non c’è più una coalizione. Ci sarà un progetto più ampio con chi ci sta». 

 

IL PROGETTO “ALTRA ITALIA”

Forza Italia non chiude la porta alla Lega, ma non da una posizione di subalternità. Nel vertice si è ragionato anche della possibilità di ritornare agli incontri tra ministri e big dei due partiti per rafforzare l’azione di governo. «Forza Italia vuole essere protagonista del rinnovamento del centrodestra alternativo alla sinistra», sottolinea il Cavaliere che pensa di rinnovare anche il proprio partito, cominciando dai territori e non escludendo di riprendere il progetto “Altra Italia”, ovvero di aprire alla società civile. A simboleggiare lo scontro nel centrodestra è quanto sta accadendo nelle tv berlusconiane. Ieri al Cavaliere è stato fatto notare che Meloni utilizzava i vari Del Debbio e Giordano per fare campagna elettorale e l’ex premier si è detto d’accordo nella decisione di stoppare il “sovranismo” a Mediaset. Facendo irritare Fdi. «Se Mediaset dovesse diventare uno strumento di pressione politica allora vorrebbe dire che c’è un problema di conflitto d’interessi…», taglia corto un senatore di Fratelli d’Italia. 

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