Casini vede Berlusconi: dialogo tra moderati e Forza Italia

L’ex presidente della Camera ad Arcore: «L’amicizia va oltre le passate incomprensioni». Intanto si muove anche il fronte centrista: contatti in corso con il sindaco di Milano Sala

Casini vede Berlusconi: dialogo tra moderati
Casini vede Berlusconi: dialogo tra moderati
di Mario Ajello
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Sabato 5 Febbraio 2022, 00:32 - Ultimo aggiornamento: 10:36

Un incontro tra amici. Ad Arcore. Lì s’è recato ieri Pier Ferdinando Casini. Nella casa di Silvio Berlusconi, a pranzo: un appuntamento che i due si erano dati durante i giorni della partita sul Quirinale. Così l’ex presidente della Camera racconta il rendez vous: «Con Berlusconi abbiamo un’amicizia che sopravvive alle incomprensioni politiche del passato. L’ho ringraziato tra l’altro per le parole di stima che ha pronunciato nei miei confronti». Il Cavaliere del resto aveva visto con favore la possibile ascesa di Casini al Quirinale e ha apprezzato l’eleganza personale e politica e lo stile istituzionale con il quale Pier, per non creare altre divisioni e favorire la soluzione che poi si è trovata, ha fatto un passo indietro. Sinceramente applaudito da tutti.

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E comunque: «Dopo tanti momenti di incomprensione e anche tante incomprensioni del passato - ha osservato Casini andando via da Arcore dove ha anche fatto con Silvio una passeggiata nel parco - è sempre sopravvissuta tra Berlusconi e me l’amicizia basata su valori solidi e saldi. È un sentimento che esula dalla politica. È stato un incontro di connotazione umana più che politica». Avete parlato anche del nuovo centro? E lui: «La vita viene prima della politica e sul resto non mi esprimo». Comunque i due hanno toccato diversi temi di politica italiana ed europea. E la passione di Berlusconi per un centro che sia europeista, moderato, cattolico, liberale e ancorato al Ppe coincide con l’ispirazione e con la cultura di Casini che ha sempre puntato a opzioni politiche lontane da ogni estremismo e basate su ideali e non su ideologie. Questo per dire che la visione berlusconiana di un rafforzamento delle forze di centro come spazio di responsabilità coincide con quanto Casini ha sempre professato. 

Amici ritrovati

Un incontro tra moderati insomma ad Arcore. E tra amici ritrovati. Che è avvenuto in un momento in cui proprio di centro si sente tanto parlare e da più parti - quella di Renzi anzitutto che il 26 febbraio riunisce il suo partito per varare la nuova stagione post-sinistra e post-destra - e in cui si prova a tirare le fila di un’esigenza di moderazione-innovazione che non sia nostalgica ma proiettata in avanti. Se Berlusconi ha un’idea del centro come centro rafforzato all’interno del centrodestra - con Forza Italia come perno più Lupi, Cesa, Rotondi - l’altro cantiere è quello di un centro svincolato dai poli vigenti. Una terza forza da Italia proporzionalista che si muova autonomamente e possa superare il 10 per cento alle elezioni politiche del 2023. Il nome di questa nascente terza forza, con Renzi, Toti, Quagliariello, Romani, Napoli e via così tra Italia Viva e Coraggio Italia, sarà Italia al centro e c’è tutto un fervore di iniziativa. Forza Italia fa muro però. «Il centro di Toti e Renzi? E’ destinato a non avere voti!», è la stroncatura di Tajani, che con Berlusconi crede nel centrodestra. E Rotondi: «Quello di Renzi e degli altri sarebbe un centrino dei sette nani». Si chiama fuori a sua volta Carlo Calenda che sta organizzando il congresso di Azione e dice: «Noi lavoriamo a una proposta riformista e liberaldemocratica. Centrismo e moderatismo non sono valori in cui ci riconosciamo». 

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Scompaginare

Intanto però in questa settimana nasce a Palazzo Madama il gruppo federato Italia Viva-Coraggio Italia-Idea-Cambiamo (24 senatori e se ne attendono a breve altri due) e poi altri soggetti come il partito di Mastella e il Psi di Nencini vengono considerati aggregabili. Alla Camera invece, tra i gruppi centristi sta per essere stipulato un patto di unità d’azione (50 deputati). Un’operazione di Palazzo? Sì, e non c’è niente di male: ma non solo. Si punta anche ai contenuti e alla dimensione territoriale. 
Il primo aspetto, a cui tiene particolarmente Quagliariello, prevede sviluppare proposte di riforme e progetti per il Paese, alcuni dei quali coincidenti con quelli dell’Agenda Mattarella appena esposta dal Capo dello Stato ma che vanno anche oltre.

La scuola di formazione politica di Idea, allargata agli altri soggetti, tra febbraio e marzo lavorerà su alcune grandi questioni: salute, ecologia, efficienza dello Stato. E grande attenzione al Sud e alle aree fragili, secondo la linea del libro in uscita di Quagliariello: «La società calda» (Rubbettino). Quanto alla dimensione territoriale, molto Mezzogiorno - quasi 200 tra sindaci e amministratori locali sono già coinvolti - ma si punta pure al Nord. E’ stato avviato qualche primo contatto con il sindaco di Milano, Beppe Sala, in più con Toti, Napoli e Brugnaro da Nord Ovest a Nord Est c’è un sommovimento di iniziative e di consensi locali che mira a scompaginare Forza Italia e la Lega.

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