Campania zona arancione, De Luca: «Inevitabile, vaccini in forte ritardo». I ristoratori: «Una mazzata»

Campania zona arancione, De Luca: «Inevitabile, vaccini in forte ritardo». I ristoratori: «Un mazzata»
Campania zona arancione, De Luca: «Inevitabile, vaccini in forte ritardo». I ristoratori: «Un mazzata»
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Venerdì 19 Febbraio 2021, 18:32 - Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio, 12:01

Un "passo indietro" per la Campania nella lotta contro il Covid. Da domenica torna la zona arancione e, quindi, maggiori restrizioni. Una scelta "inevitabile" la definisce il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Nei giorni passati «si sono viste immagini da brivido», dice. E cioè assembramenti, lungomari affollati, «città abbandonate a se stesse, tanti senza mascherine, zero controlli». E così scattano di nuovo i divieti. Del resto i contagi aumentano e nelle ultime 48 ore ci sono stati ben 12 decessi. Non solo. La campagna di vaccinazione, dice De Luca, procede con «forti ritardi».

Zona gialla Lazio, Lombardia e Piemonte; Campania, Emilia e Molise arancioni da domenica. Rezza: zone rosse regionali

 

De Luca: «Siamo in ritardo sui vaccini»

«Abbiamo avuto meno della metà dei vaccini che erano stati programmati - ha detto nella consueta diretta Fb - Siamo fortemente in ritardo, se non abbiamo misure eccezionali, l'obiettivo di vaccinare 4 milioni e 600 mila persone diventa irraggiungibile». «Ad oggi sono 105 mila le persone vaccinate - continua - Calcoliamo 500 mila vaccinati nella prima settimana di aprile, se arrivano i vaccini. Ma se andiamo avanti con questo ritmo ci metteremo 2-3 anni per completare le vaccinazioni». Oggi, a ricevere la prima dose, sono stati gli insegnanti, mentre continuano le somministrazioni per gli ultraottantenni, e domani la Campania riceverà l'ultima spedizione di febbraio del vaccino Astrazeneca con 53mila dosi arrivando alla cifra prevista per il mese di 105.000 dosi.

 

I ristoratori: «È una mazzata»

Ma intanto domenica scattano di nuovo le chiusure per ristoranti e locali e questa, dicono gli operatori del settore, «è una mazzata terribile». «Stavamo lavorando un po' a pranzo per pagare i debiti, restare a galla, una nuova chiusura è difficilissima da reggere per tutti i ristoratori ormai», ammette Massimo Di Porzio, presidente del ristoratori di Confcommercio a Napoli e titolare della pizzeria Umberto a Chiaia. «Non capisco questo accanimento nei confronti dei ristoranti e dei bar - dice - tutti gli altri negozi restano aperti, tutti possono ammucchiarsi nei grandi store di abbigliamento, nei supermercati. E noi? Ci chiudono; lo trovo insostenibile, bisogna rivedere le regole, lasciare possibilità a chi ha spazio di rimanere aperto per guadagnare quello che ci serve a pagare qualcosa. Se chiudiamo di nuovo diventa veramente dura, è una tragedia per un settore già in ginocchio». Ma i dati parlano chiaro e segnano una lieve risalita per la curva dei contagi. Sono 1.616 i nuovi casi positivi al Covid nelle ultime 24 ore su 19.708 tamponi esaminati. Se ieri il tasso di incidenza era del 7,91%, oggi è del 8,19%. E poi ci sono i decessi: complessivamente sono tredici, 12 solo nelle ultime 48 ore.

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