Covid, il presidente Marsilio: «Abruzzo zona rossa, per uscirne prima però non vogliamo chiudere le scuole»

Martedì 17 Novembre 2020 di Stefano Dascoli
Il presidente Marsilio: «Abruzzo zona rossa, per uscirne prima però non vogliamo chiudere le scuole»

L'Abruzzo si auto-proclama in lockdown e, da domani, passerà dalla fascia arancione a quella rossa, ma senza superare le disposizioni già previste in ambito nazionale. Nessuna ulteriore restrizione, dunque, a differenza di ciò che era filtrato. Alla fine, dopo 24 ore di tensioni e polemiche anche interne alla maggioranza di centrodestra in Regione -, il governatore Marco Marsilio, romano, esponente di spicco di Fratelli d'Italia, è stato costretto a fare dietrofront: il Comitato tecnico scientifico locale, sebbene senza unanimità, gli aveva chiesto domenica di chiudere tutte le scuole, andando quindi oltre il Dpcm del 3 novembre che anche per la fascia rossa prevede la didattica a distanza solo dalla seconda media in poi.
Dunque scattano le chiusure di negozi, bar, ristoranti, centri commerciali e di tutte le attività non necessarie. Stretta anche sugli spostamenti e sugli assembramenti all'aperto. L'annuncio è arrivato ieri pomeriggio, dopo una mattinata di frenetiche consultazioni con amministratori e parti sociali, durante la visita all'ospedale di Sulmona che, per l'emergenza, ha dovuto aprire posti letto di terapia intensiva per supportare una situazione, quella della provincia dell'Aquila, difficilissima. L'ordinanza sarà in vigore fino al 3 dicembre, con l'obiettivo di provare a salvare il Natale.
«Se avessimo ragionato con furbizia dice il presidente della Regione - avremmo potuto aspettare fino a venerdì, attendere l'inserimento in fascia rossa da parte del ministero, poi magari avremmo anche protestato. Invece no, abbiamo pensato prima alla salute dei cittadini. Al governo chiedo solo di non farci vivere così, come figli di un Dio minore, di non frenare decisioni che salvano vite umane per paura che non vi siano le coperture economiche per i risarcimenti».
Presidente, perché tanta fretta? L'Abruzzo è in così grave difficoltà?
«Il Comitato tecnico scientifico locale segnala la sofferenza delle strutture sanitarie, con una circolazione del virus importante anche nelle zone che oggi appaiono meno colpite, sulla costa. Siamo già da giorni al limite tra l'arancione e il rosso. La richiesta dell'organismo di consulenza tecnico-scientifica è di usare il principio di precauzione e cercare di fermare la curva prima che la situazione degli ospedali diventi assolutamente ingestibile. Abbiamo bisogno di posti letto ovunque».
Perché avete pensato di andare oltre le previsioni del Dpcm e di chiudere tutte le scuole?
«Questo consiglio è arrivato dal Comitato tecnico scientifico, ma non all'unanimità. Dopo una discussione molto ampia abbiamo ritenuto che siamo d'accordo nel non poterlo accogliere, pur volendo. L'attuale disciplina non consentirebbe alle famiglie di avere gli strumenti per affrontare questa emergenza ulteriore. Senza congedi parentali o bonus baby sitter sarebbe insostenibile».
La stessa cosa vale allora per le attività commerciali che dovranno fermarsi. Come faranno, con un'ordinanza regionale, a ottenere i ristori?
«Il ministro Speranza si è impegnato ad aprire un tavolo con Gualtieri, a discuterne con il governo. In ogni caso credo che la misura che ci viene chiesta anticipa di pochi giorni quella che sarà presa a fine settimana. Parlerò ancora con Speranza, che ha preventivamente apprezzato e sostenuto questa decisione. Avevo già fatto presente che la scelta del governo di non consentire i ristori nel caso di misure regionali avrebbe creato situazioni pericolose per la tutela della salute. Noi governatori non dovremmo avere queste preoccupazioni».
Perché si è arrivati a questo punto?
«Vi rendete conto di quante sono le persone negli ospedali? Sono più di quelle che sono state ricoverate nella prima fase. Abbiamo potuto sostenere la situazione fino ad ora perché abbiamo fatto una parte di lavori che ha consentito di assorbire l'urto. Ora, però, la capacità degli ospedali è molto limitata, soprattutto alla luce del fatto che non mi hanno permesso di completare gli interventi (l'attacco riguarda il via libera al potenziamento della Rete Covid, ndr) e avere una capacità di resistenza più prolungata nel tempo. Adesso è inutile lottare con i 21 parametri, magari sperando di stare un centesimo di punto sotto la soglia per rimanere in zona arancione. Ascoltiamo il grido di dolore di medici, infermieri e pazienti che hanno difficoltà ad accedere nei Pronto soccorso e nei reparti di Terapia intensiva».
L'obiettivo è salvare il Natale?
«Esatto, è l'ossatura dell'economia. Prima cominciamo e prima ne usciamo».

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