Piero Angela, la carriera dalla radio alla conduzione: addio all'uomo che portò la scienza nelle case degli italiani

Piero Angela, la carriera dalla radio alla conduzione: addio all'uomo che portò la scienza nelle case degli italiani
Piero Angela, la carriera dalla radio alla conduzione: addio all'uomo che portò la scienza nelle case degli italiani
di Gloria Satta
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Sabato 13 Agosto 2022, 12:45 - Ultimo aggiornamento: 14 Agosto, 10:21

È morto Piero Angela, il divulgatore scientifico più e famoso e più amato del nostro Paese, una carriera di giornalista iniziata negli anni Cinquanta alla Rai dove sarebbe poi diventato l’autore e il conduttore di trasmissioni-cult come Quark (1981) e Superquark (1995), quindi autore di libri vendutissimi e jazzista per passione. Il 22 dicembre avrebbe compiuto 94 anni e a dare la triste notizia della sua scomparsa è stato il figlio Piero Angela, suo erede professionale, che ha twittato: «Buon viaggio papà».

Piero Angela morto, il giornalista e divulgatore scientifico aveva 93 ann: l'annuncio del figlio Alberto. Su Facebook l'addio al suo pubblico

Piero Angela, l'uomo che portò la scienza nelle case

Passione, preparazione, discrezione, lo stile da gentiluomo hanno contrassegnato la sua vita. Nato a Torino, figlio di uno psichiatra antifascista che salvò numerosi ebrei, Piero è stato l’uomo che ha portato la scienza nelle case di milioni di italiani usando un linguaggio comprensibile a tutti e affidandosi alla veridicità della ricerca, secondo lo stile anglosassone. E ottenendo sempre ascolti record, da fare invidia a qualunque programma di intrattenimento con le sue rivelazioni sui dinosauri, sul corpo umano, sui segreti del clima, sulle neuroscienze.

Dalla radio alla conduzione

La sua carriera in Rai era cominciata con la collaborazione alla radio, poi nel 1954 Angela entrò al telegiornale prima come conduttore, poi come corrispondente da Parigi e Bruxelles, quindi come inviato di guerra assicurando servizi anche dal Vietnam e da Israele. Angela ha avuto 12 lauree honoris causa, il premio Kalinga dell’Unesco e l’anno scorso ricevette dal Presidente Mattarella l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Autore nel 2017 dell’autobiografia Il mio lungo viaggio, aveva scritto decine di altri libri: Nel cosmo alla ricerca della vita (1980), La macchina per pensare (1983), Oceani (1991), La sfida del secolo (2006), Perché dobbiamo fare più figli (con L. Pinna, 2008), A cosa serve la politica? (2011), Dietro le quinte della Storia. La vita quotidiana attraverso il tempo (con A. Barbero, 2012), Viaggio dentro la mente: conoscere il cervello per tenerlo in forma (2014), Tredici miliardi di anni. Il romanzo dell'universo (2015), Gli occhi della Gioconda (2016).

 

Il messaggio d'addio al suo pubblico

Nei giorni scorsi si era accomiatato dagli spettatori Rai con questo messaggio: «Cari amici, mi spiace non essere più con voi dopo 70 anni assieme. Ma anche la natura ha i suoi ritmi. Sono stati anni per me molto stimolanti che mi hanno portato a conoscere il mondo e la natura umana. Soprattutto ho avuto la fortuna di conoscere gente che mi ha aiutato a realizzare quello che ogni uomo vorrebbe scoprire. Grazie alla scienza e a un metodo che permette di affrontare i problemi in modo razionale ma al tempo stesso umano. Malgrado una lunga malattia sono riuscito a portare a termine tutte le mie trasmissioni e i miei progetti (persino una piccola soddisfazione: un disco di jazz al pianoforte…). Ma anche, sedici puntate dedicate alla scuola sui problemi dell'ambiente e dell'energia. È stata un'avventura straordinaria, vissuta intensamente e resa possibile grazie alla collaborazione di un grande gruppo di autori, collaboratori, tecnici e scienziati. A mia volta, ho cercato di raccontare quello che ho imparato. Carissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese. Un grande abbraccio».

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