La sigaretta fuori tempo del tenente sheridan

Sabato 18 Luglio 2020 di Renato MORO

Venga avanti Sheridan, tocca a lei. Nella stagione che vede mettere in discussione personaggi come Indro Montanelli e capolavori come Via col Vento, secondo alcuni non più compatibili con l'etica contemporanea, è giunto anche il momento di Ubaldo Lay. Tutta colpa della sigaretta che il tenente televisivo più amato degli anni Sessanta e Settanta ostenta nella brochure con la quale Mesagne, città che dal 1984 ospita il suo riposo eterno, annuncia la consegna del premio a lui dedicato.
La Rete per l'ecologia sociale, con sede a Bologna ma evidentemente ben ramificata in tutta Italia, ha lanciato l'allarme: quella Nazionale stretta tra le labbra è un invito esplicito a fumare e ciò non va bene in un momento in cui la lotta al tabagismo ha assunto dimensioni planetarie. E meno male che quelli della Rete non amano rivedere gli spot di Carosello, unica e immensa enciclopedia sugli anni del boom economico, altrimenti il povero Sheridan rischierebbe una segnalazione agli Alcolisti Anonimi per il vizietto di bere un Biancosarti prima di cena.
Ma davvero Ubaldo Lay deve passare per nemico pubblico? E cosa faremo quando, tra pochi anni, il cinema spegnerà le 70 candeline di Vacanze Romane? Infileremo il casco a Gregory Peck e Audrey Hepburn che girano in Vespa per le strade di Roma? E che dire di Rambo? Gli staranno bene, nelle mani, degli innocui fiorellini al posto dell'inseparabile mitra? Speriamo di fermarci qui. Altrimenti la prossima mostra sui vasi attici di Brygos dovremo vietarla ai minori e organizzarla in casa di Rocco Siffredi.
Ren.M.

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