La giustizia e la tutela di vittime e colpevoli

Venerdì 23 Luglio 2021 di Vincenzo M. SINISCALCHI

L'attuale momento politico si caratterizza per una serie di provvedimenti rilevanti, di natura economica, ed anche di disegni di legge del governo, di eccezionale importanza. Tra questi la riforma del processo penale, ed al suo interno, l’adeguamento della disciplina della prescrizione come adottata nella iniziativa dell’ex ministro della Giustizia. Interessa sottolineare la rilevanza delle normative innovatrici come derivate dai lavori della Commissione Lattanzi integrati dagli emendamenti della Guardasigilli. Sottolineamo in particolare che il testo di legge presentato dalla Ministra Cartabia, testo approvato all’unanimità da tutte le componenti politiche del Governo, affronterà un lavoro emendativo nella libertà della interlocuzione parlamentare; e, tuttavia, soprattutto l’impianto che il Disegno di legge delega presenta in tema di “processo celere e giusto” esprime, anche a seguito del lavoro dei giuristi cooptati nella Commissione Lattanzi una sua indiscutibile validità di fondo. 

Si è ottenuto un primo risultato in Europa con la positiva accoglienza espressa dalla Commissione che valuta la possibilità di assegnazione dei congrui fondi di finanziamento. In altri termini la approvazione dei fondi da destinare a riforme di ammodernamento delle giurisdizioni non dovrebbe veder prevalere nel dibattito forme avventate di ostruzionismo superficiale che avrebbero come unico risultato quello di ritardare, contro ogni ragionevolezza, il programma di riforme dirette a ridare forza e credibilità al processo penale italiano dopo i ritardi, gli errori, la sostanziale denegata giustizia, più volte censurata dalla Corte Europea dei Diritti Umani (Cedu). 
Pur nei limiti di una informazione giornalistica desideriamo sottolineare tuttavia il fatto che il problema della lentezza del processo penale e delle sue cause è stato affrontato in ogni suo aspetto, da quelli di tipo strettamente giuridico-processuale a quelli della innovazione organizzativa e tecnologica. Puntuale appare la necessità di una riorganizzazione delle strutture che accompagnano il lavoro del magistrato ed è importante in questa direzione, la istituzione dell’Ufficio del processo (di cui si discuteva da anni anche nelle riviste “On line” della Magistratura oltre che nei Congressi della Anm e nello stesso Csm). Ora l’Ufficio del processo appare una realtà che entra a pieno titolo nella costruzione di un processo penale anche con il varo di questa struttura, per la quale sono già previste circa diciassettemila figure professionali dirette a svolgere il supporto del nuovo fondamentale organico. Si tratta di personale qualificato in settori funzionali alla correzione delle cadute organizzative dovute ai farraginosi meccanismi processuali. È un ufficio che procederà alla schedatura di ogni procedimento, alla assistenza del giudice nella verifica della completezza dei fascicoli, alla verifica della regolare costituzione delle parti con il controllo delle notifiche, al rispetto dei termini, alla regolarità delle nomine dei difensori, oltre a coadiuvare i magistrati con un monitoraggio costante delle pendenze e dei flussi delle sopravvenienze con un preciso inquadramento tecnologico che prevede anche il sistematico aggiornamento delle banche dati.
Sulla “ragionevole durata del procedimento” (obiettivo primario della legge-delega) il monitoraggio verrà effettuato nello specifico anche ad opera di un “Comitato tecnico-scientifico” che lavorerà “nel rispetto dei canoni del giusto processo” e nella corretta integrazione con il “Piano per la transizione digitale”. Complessi e meditati appaiono i correttivi apportati alla prescrizione con la nuova ipotesi della “improcedibilità” al verificarsi della decorrenza dei termini.
Di grande rilievo è la riforma sugli aspetti legati al problema della tutela di vittime e colpevoli nel comune diritto al “processo giusto”. Tutta questa parte, costruita con grande impegno dai componenti della Commissione Lattanzi concerne alcune rilevanti novità che ruotano intorno al concetto di “riduzione della pena per irragionevole durata del processo”. Si tratta di costruire cioè, nel rispetto dell’art. 111 Costituzione ma anche delle statuizioni della Corte europea nelle condanne del nostro Stato, un modello di “giustizia riparativa” rappresentato da sconti di pena al condannato per mancato rispetto dei termini di ragionevole durata del processo. Ma di questo e di altri contenuti nel “Disegno di legge di delega al governo” avremo modo di riflettere nel corso del dibattito parlamentare che si svilupperà nei prossimi giorni. Quali che siano le accettabili modifiche dell’articolato Cartabia/Lattanzi, vogliamo augurarci che non fallisca lo sforzo meditato ed estremamente approfondito che con un lavoro esemplare per rilevanza giuridica ed organizzativa ora è all’esame del Parlamento.

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