Emiliano, il Tar e le scuole: le scelte danzanti che generano caos

Domenica 8 Novembre 2020 di Rosario TORNESELLO

Vieni a ballare in Puglia, anche adesso che non si può né entrare né uscire e siamo finiti in castigo. Un modo si trova: la presenza a distanza – ossimoro dei nostri giorni - risolve molti problemi (e molti ne pone). Da queste parti così va. L’estate deborda in autunno, ma niente frizzi e lazzi accessori: fine delle notti in pista senza distanza alcuna nella stagione stravagante delle porte aperte e forza, su, venite tutti, perché tanto controlliamo tutto. Qualcosa deve essere sfuggito, pare chiaro: siamo in zona arancione, e così balliamo. Ancora.

Vieni a sballare in Puglia. Se non ti prende la frenesia della pizzica, ti travolge quella delle ordinanze. Per la scuola, il ballo di San Vito. Almeno sei provvedimenti diversi a tutti i livelli in poco più di un mese: apri, chiudi, socchiudi, ribalta l’anta, fai cucù, di tutto e di più, e questo oltre alla pantomima della partenza spostata di dieci giorni per dare tempo di organizzare al meglio la ripresa delle lezioni (dopo quattro mesi di lockdown e tre di estate). Che magari uno si organizza sul serio, misura le distanze, recupera spazi, toglie e mette banchi, con e senza rotelle, ma se gli scombini continuamente le carte (e non gli fornisci servizi: i trasporti, ad esempio) difficile, poi, che si raccapezzi. Qualcosa vorrà dire.

Vieni a bollare in Puglia. Due Tar leggono lo stesso provvedimento e lo valutano in modo differente, meglio: opposto. Quello di Lecce approva la chiusura di Elementari e Medie, disposta per cautela dalla Regione (la stessa che aveva aperto le discoteche): prioritarie le esigenze della salute, lo studio può attendere. Quello di Bari, al contrario, la boccia: primo, la Regione non spiega i motivi del maggior rigore rispetto al Dpcm (che qui, esaminati 21 differenti indicatori, chiude solo le Superiori); secondo, molte scuole e molti studenti non sono attrezzati per la didattica a distanza. Tutto e il contrario di tutto a soli 150 chilometri di distanza. Sarà anche il diritto, bellezza, ma qui siamo nel suo rovescio: dov’è finita la competenza territoriale? dove il coordinamento tra uffici giudiziari? 

Vieni a abbagliare in Puglia. Il presidente Emiliano ne fa una questione di principio: i contagi sono ripartiti con la ripresa delle lezioni (ma non era tutto sotto controllo?). Il Tar di Lecce – spiega – gli dà ragione sul fronte della salute, quello di Bari – aggiunge, in realtà ammicca – boccia invece il ministero e il sistema scolastico regionale sul piano della didattica. Lui – nel giusto su tutta la linea, evidentemente governatore di Marte - frulla i due provvedimenti e serve la minestra: didattica in presenza per Elementari e Medie, e sia, va bene, ma le scuole si attivino per impartire lezioni on line per chi non vuol rischiare e ne ha tutto il diritto. E siamo punto e a capo. Con quali strumenti? Quali connessioni? Quali fondi? Quali tempi? La scuola resta da sola in trincea, esposta alle intemperie, alle prese con le paure, lo sconcerto, lo smarrimento delle famiglie. E accumula ritardi, come i ragazzi lacune che diventano voragini.

Vieni a abballare in Puglia. L’estate – campagna elettorale inclusa – lascia questo strascico di ritardi, inefficienze, incongruenze. Si rimbalza tra un’ordinanza e un proclama come forme di controllo: più che rassicurare, confondono. Così si insegue l’emergenza non potendola governare, in affanno perenne. Il potere (illusorio) delle parole alle prese con l’incalzare dei fatti. Ma quando si vive di paradossi – e qui hai voglia quanti - si finisce come Achille piè veloce con la tartaruga: puoi correre quanto vuoi, non la raggiungerai mai. Neanche saltando. Figurarsi ballando.
 

 

 

Ultimo aggiornamento: 9 Novembre, 16:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA