Conte: «Niente vacanze sulla neve». Tomba e Brignone: «Così è la fine, danno irreparabile»

Martedì 24 Novembre 2020

«Riaprire le piste da sci per dare un segnale al paese e salvare un settore dal fallimento certo». Alberto Tomba e Federica Brignone, il passato e il presente più illustre dello sci agonistico azzurro, scendono in pista per sostenere la battaglia dell'intero comparto della neve che si oppone alla proroga della chiusura delle stazioni invernali anche nell'ambito delle misure anticovid, allo studio del governo. E lo fanno con un appello in tandem all'Ansa: «È molto importante che gli impianti aprano a Natale, perché sarebbe un segnale positivo per tutti. Altrimenti, con le stazioni chiuse, il danno sarebbe irreparabile» l'intervento deciso della campionessa azzurra detentrice della coppa del mondo. Non ha dubbi anche Tomba: «Nello sci il distanziamento non è certo un problema. Le piste vanno aperte». E si deve riaprire per Natale anche per dare un segnale di speranza per il Paese intero. «Permetterebbe alle famiglie e ai ragazzi di stare all'aria aperta - sottolinea Brignone - facendo nel rispetto delle regole uno sport che non è pericoloso, che permette di stare a distanza perché nello sci è difficile starsi addosso. E darebbe un segnale di positività».
Il governo però sceglie la linea della prudenza. «Non possiamo concederci vacanze indiscriminate sulla neve - sottolinea il premier Giuseppe Conte - Anche per gli impianti da sci, il problema del protocollo è un conto ma tutto ciò che ruota attorno alle vacanze sulla neve è incontrollabile. E con Merkel e Macron in Europa stiamo lavorando ad un protocollo comune europeo. Non è possibile consentire vacanze sulla neve, non possiamo permettercelo».

Ultimo aggiornamento: 09:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA