Le marche da bollo? Solo in contanti La rivoluzione si ferma in tabaccheria

Lunedì 25 Gennaio 2021

Simone Pierini
C'è un paradosso che vive dentro le migliaia di tabaccherie sparse per tutta l'Italia. L'obbligo di accettare il pagamento con la moneta elettronica (in vigore dal 30 giugno scorso) anche per i valori bollati - una delle battaglie avviate per combattere l'evasione fiscale - in contrasto con i costi a carico di chi i soldi li riceve. E se tra tanti onesti commercianti del settore - consci del rapporto di fiducia con i clienti - esiste qualche furbetto che si rifiuta di accettare il pagamento con carta anche perché, ad oggi, non vi è alcuna sanzione per chi trasgredisce. Un malessere che coinvolge i piccoli imprenditori e che si riversa sui cittadini che hanno deciso di abbandonare il contante.
Ma veniamo ai numeri. L'aggio a favore delle ricevitorie, dei bar e dei tabacchi derivanti dalla vendita dei valori bollati è fissato al 5% di valore lordo. Dietro a quel servizio si nascondono dei costi inderogabili come le commissioni sulle operazioni avvenute tramite pos che - nelle migliori delle ipotesi - oscillano tra lo 0,25% e lo 0,35% dai pagamenti con bancomat e tra 0.75% e 1,25% dai pagamenti con carte di credito su transazioni superiori ai 15 euro (al di sotto di questa soglia le commissioni si azzerano). A questi vanno aggiunte altre spese fisse: i costi di rete, la carta, la manutenzione dello strumento e ovviamente le tasse stimate attorno al 50%. In definitiva il tabaccaio ha poco margine di profitto su questi prodotti. Per affrontare questa problematica in Parlamento è stato approvato un ordine del giorno presentato dall'onorevole Catello Vitiello che richiede la possibilità di rendere facoltativa l'accettazione della moneta elettronica sui prodotti ad aggio o a margine fisso con una norma apposita.
L'emendamento tuttavia non è rientrato nell'ultima legge di bilancio e al momento è slittato. Per Giovanni Risso - presidente della Federazione italiana tabaccai - «si tratterebbe però solo di un piccolo passo avanti, un palliativo che non risolve il problema. La soluzione è una norma che azzeri le commissioni bancarie sulle transazioni legate ai valori bollati».
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