In due mesi 50 giovani vite stroncate

Lunedì 16 Dicembre 2019
Valeria Arnaldi
Sono stati cinquanta, negli ultimi due mesi, i ragazzi che hanno perso la vita sulle strade italiane nei fine settimana. E i primi due weekend di dicembre hanno visto altre giovani vittime spezzate. Il numero di decessi per incidenti stradali, complessivamente, è diminuito negli ultimi anni, ma quello delle giovani vittime è salito. Torna così lo spettro delle stragi del sabato sera.
A lanciare l'allarme è l'Asaps, l'associazione amici e sostenitori polizia stradale. «Nei due mesi di ottobre e novembre abbiamo registrato 79 incidenti gravi con 50 ragazzi morti e 166 feriti, anche gravi», dice il presidente Giordano Biserni.
Nel 2018, secondo il rapporto Aci-Istat, gli incidenti stradali con lesioni a persone hanno registrato un calo dell'1,5% del numero di vittime rispetto al 2017 e dell'1,7% per i feriti. Nello stesso periodo però, si è riscontrata una crescita del 25,4% delle vittime tra 15 e 19 anni. È l'incremento più alto. Aumentano pure le morti di anziani, +22%, ciclomotoristi, +17,4%, e pedoni, +1,5%. La fascia più a rischio è tra 15 e 24 anni, con 413 morti, il 12,4% del totale. Tra i i conducenti coinvolti in incidenti spiccano quelli tra 40 e 49 anni, che sono il 21%, seguiti dai giovani tra 20 e 29 anni, che rappresentano il 19%. Genova, in seguito alla tragedia del Ponte Morandi, Bari e Brescia sono le province nelle quali si è avuto il maggio numero di morti in strada.
In generale, le prime tre cause di incidente - unite, sono il 40,8% del dato totale - sono distrazione, mancato rispetto di precedenza o semaforo, velocità troppo elevata. L'Asaps sottolinea pure «la carestia segnalata più volte degli etilometri, solo ora in lenta ripresa» e «la carenza sempre più pronunciata di pattuglie soprattutto su strade statali e provinciali, quelle con il più elevato tasso di mortalità, l'ormai assoluta latitanza di campagne contro l'abuso di alcol e l'uso di droghe alla guida, l'uso indiscriminato dei cellulari alla guida».
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