Il giallo del vaccino: morto un volontario brasiliano

Giovedì 22 Ottobre 2020

Domenico Zurlo
Si tinge di giallo in Brasile la morte di un volontario della sperimentazione clinica per il vaccino contro il Covid sviluppato da AstraZeneca in collaborazione con l'università di Oxford e la Irbm di Pomezia. Secondo una fonte vicina al dossier, citata dall'agenzia Bloomberg, il volontario non aveva però ricevuto il vaccino anti Covid ma solo un placebo: la multinazionale ha dunque subito fatto sapere che la sperimentazione non si ferma. A rendere noto il decesso nella serata di ieri l'autorità sanitaria brasiliana Anvisa e l'università federale di San Paolo, che coordina la fase 3 della sperimentazione nel Paese sudamericano, uno dei più colpiti dalla pandemia con oltre 155mila vittime.
L'Anvisa non ha aggiunto dettagli su chi sia la persona deceduta, di nazionalità brasiliana ma di età e sesso ignoti: nessuna informazione nemmeno sulle cause del decesso, non avvenuto comunque in circostanze violente.
Le valutazioni effettuate, recita una nota della AstraZeneca, «non hanno condotto ad alcuna preoccupazione in merito alla continuazione dello studio in corso». «Non possiamo commentare su casi individuali coinvolti», si legge, «aderendo in modo stringente alla regolamentazione dei trial clinici, ma possiamo confermare che tutti i processi di verifica richiesti sono stati seguiti».
Già nelle scorse settimane la sperimentazione del vaccino era stata sospesa per via di una reazione avversa in uno dei volontari, che si dimostrò poi non collegata al vaccino. Lo studio è in corso su un totale di 50mila volontari in Gran Bretagna, Usa, Brasile e Sud Africa e i risultati della fase 3 sono attesi nelle prossime settimane.
Proprio ieri Piero Di Lorenzo, presidente del centro di ricerca Irbm di Pomezia, aveva confermato la disponibilità delle prime dosi in tempi brevi, già annunciata dal premier Conte. «La fase clinica di sperimentazione potrebbe concludersi entro fine novembre o i primi di dicembre».
Conclusa la fase 3 la palla passerà all'Ema, l'Agenzia europea del farmaco, per l'eventuale validazione la cui procedura è già iniziata.

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