Il gennaio nero del turismo presenze crollate dell'80%

Mercoledì 3 Marzo 2021

Domenico Zurlo
Dopo il 2020, anche il 2021 si conferma un anno pessimo per il turismo italiano. Secondo l'indagine di Demoskopika sul primo mese dell'anno si profila un'annata a tinte fosche per uno dei settori più vitali dell'economia del nostro Paese, messo in ginocchio dal Covid e tornato indietro di trent'anni nel giro di pochi mesi. «C'è da correre, -commenta il ministro del Turismo Massimo Garavaglia - c'è da accelerare il piano vaccini» per salvare l'estate.
Nel solo gennaio sono 4,8 milioni i turisti in meno e 14,4 milioni i pernottamenti in meno rispetto a gennaio di un anno fa, ultimo mese pre-pandemia: nel 2020 sono state 232 milioni le presenze in meno rispetto al 2019 (un calo del 53,1%) e 67 milioni gli arrivi in meno (-51,3%). Un crollo della spesa turistica di 20 miliardi di euro, con il 73% del calo che si concentra in Veneto, Toscana, Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige.
Analizzando il quadro regione per regione, emerge come nel 2020 il dato più preoccupante sia del Veneto, che da solo ha visto ridurre gli arrivi del 60,4% e le presenze del 62,4%: a seguire la Lombardia (-54,2% di arrivi e -55,4% di presenze), la Toscana (-58% di arrivi e -59,8% di presenze), il Lazio (-51,7% di arrivi e -59,8% di presenze) e l'Emilia Romagna (-52,9% di arrivi e -57,1% di presenze). Numeri impressionanti, pesantemente condizionati da una pandemia che sembra non finire mai.

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