Domenico Zurlo
Nel pieno della prima ondata della pandemia di Covid-19, lo scorso

Martedì 26 Gennaio 2021

Domenico Zurlo
Nel pieno della prima ondata della pandemia di Covid-19, lo scorso marzo, mentre il virus mieteva vittime e tutta Italia era col fiato sospeso, lui somministrava farmaci letali ai suoi pazienti, portandoli alla morte. Il primario del pronto soccorso dell'ospedale di Montichiari (Brescia), Carlo Mosca, è stato arrestato ieri con l'accusa di omicidio volontario ai danni di due pazienti affetti da Covid, di 61 e 80 anni, deceduti lo scorso marzo in circostanze sospette e ancora da chiarire.
A entrambi il medico avrebbe somministrato farmaci ad effetto anestetico e bloccante neuromuscolare, solitamente usati nelle procedure di intubazione e sedazione dei malati ma che possono determinarne la morte se utilizzati al di fuori di specifiche procedure e dosaggi. Accuse terribili per fatti che risalgono alla scorsa primavera, quando la pandemia esplodeva e le strutture ospedaliere erano intasate: l'ipotesi choc è che dietro quanto è accaduto possa esserci l'intenzione, da parte del primario, di liberare posti letto in ogni modo possibile.
Un'ipotesi che sembra confermata da un messaggio WhatsApp di un infermiere ad un collega dell'ospedale: «Io non ci sto ad uccidere pazienti solo perché vuole liberare dei letti», scrive l'infermiere. «Io non ci sto, questo è pazzo», risponde il collega. Parole che fanno venire i brividi e che sono agli atti dell'inchiesta, aperta qualche mese fa dai carabinieri dei Nas su iniziativa della Procura della Repubblica. Adesso sarà l'autopsia sulle salme riesumate a stabilire con certezza il nesso di causa-effetto tra i farmaci e le cause di morte.
Mosca si trova agli arresti domiciliari: secondo il gip del tribunale di Brescia sussiste infatti il rischio di reiterazione del reato.
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