Domenico Zurlo
Mentre i contagi sfiorano quota 27mila, l'ombra di un nuovo lockdown

Venerdì 30 Ottobre 2020

Domenico Zurlo
Mentre i contagi sfiorano quota 27mila, l'ombra di un nuovo lockdown si allunga sull'Italia. Con un valore Rt che pare abbia ormai superato l'1,5 registrato la scorsa settimana, il Paese è proiettato verso lo scenario 4 previsto dall'Iss, il peggiore prospettato dal documento Prevenzione e risposta a Covid-19 redatto dalle massime autorità sanitarie.
Per verificare l'eventuale influenza dell'ultimo Dpcm sulla curva dei contagi serviranno almeno altri dieci giorni: il 9 novembre potrebbe essere la data chiave per decidere a quali misure ricorrere, compresa un nuovo lockdown che sembra avvicinarsi sempre di più. Se infatti dall'inizio di ottobre la parola stessa era impronunciabile, ora non è un tabù e pare rientrare tra le soluzioni più vicine per salvare almeno le feste natalizie e il giro di affari annesso, shopping compreso.
A insistere sulla possibilità di una nuova chiusura il primario del Sacco Massimo Galli, che ha paragonato la situazione attuale a Milano nello scorso marzo, e alla vicina Francia, sottolineando che per l'Italia si tratta di capire «quando arriveremo alla situazione francese, non se vi arriveremo. A me l'idea di un nuovo lockdown totale sconvolge, ma temo che ci siamo molto vicini». Lo stesso leader leghista Matteo Salvini non ha escluso un lockdown, ma a patto che si facciano «scelte razionali. Mi si spieghi qual è la ragione di chiudere alle 18 bar e ristoranti». Il premier Conte, nell'informativa alla Camera di ieri proprio sull'ultimo dpcm, ha chiesto unità: «Questo, se mi permettete, è davvero il momento di restare uniti», le sue parole. «Tutti i governi Ue con i loro meriti e demeriti, e ciò riguarda anche il nostro governo, sono stati costretti a fare un passo indietro».
L'eventuale lockdown non sarebbe comunque uguale a sette mesi fa. Se da un lato è difficile l'idea di chiusure localizzate (nettamente contrari i sindaci, soprattutto di Milano e Napoli) il modello da ricalcare sarebbe più vicino a quello francese di Macron: scuole, fabbriche e uffici aperti, negozi, bar e ristoranti chiusi, smart working «ovunque possibile» e test negativo obbligatorio per entrare nel Paese. Provvedimenti che l'Assemblée Nationale ha approvato mercoledì, praticamente all'unanimità.
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