Domenico Zurlo
Doveva essere un flash mob, è stato un vero e proprio corteo

Mercoledì 3 Giugno 2020
Domenico Zurlo
Doveva essere un flash mob, è stato un vero e proprio corteo intorno ad un maxitricolore lungo 500 metri: il centrodestra è sceso in piazza ieri a Roma, in una manifestazione promossa dai leader Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani che ha visto centinaia di militanti sfilare da Piazza del Popolo su via del Corso.
Eloquenti le richieste: «Dimissioni» e «libertà», gli slogan dei manifestanti, con qualche vaffa indirizzato al premier Conte. La Meloni ha attaccato il governo sulle ricette per il rilancio: «Questo decreto non rilancia niente, Conte deve eliminare marchette, bonus inutili e consulenze d'oro», ha detto la leader di Fdi, puntando il dito contro il «disagio sociale che il governo sta sottovalutando». «Sono felice che la sinistra abbia scoperto che il 2 giugno abbiamo il diritto di scendere in piazza anche noi. Anche il 25 aprile non era in sicurezza».
«L'Italia per ripartire ha bisogno di soldi veri subito, di burocrazia zero, di pace fiscale, restituendo fiducia a quel mondo produttivo che rappresenta la spina dorsale dell'economia nazionale», le parole di Salvini, che ha rivendicato di essere in piazza per «i tanti italiani dimenticati, per i piccoli imprenditori, le partite Iva, i liberi professionisti, i lavoratori che non hanno ricevuto la cassa integrazione».
POLEMICHE. Con i manifestanti accalcati intorno ai leader e a fianco al maxitricolore, non sono mancate le polemiche. Tra la corsa al selfie e mascherine abbassate, «scendiamo in piazza in sicurezza» è rimasto uno slogan.
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