Alessandra Severini
Giorni di trattative e una lunghissima riunione notturna

Mercoledì 8 Luglio 2020
Alessandra Severini
Giorni di trattative e una lunghissima riunione notturna hanno portato all'approvazione in Consiglio dei ministri del decreto Semplificazioni. La maggioranza tuttavia continua a nutrire dubbi sul testo che infatti è stato approvato con la clausola salvo intese. Un compromesso che comunque non impedisce al premier Conte di dare spazio all'esultanza definendo il provvedimento «una rivoluzione. Si tratta di una semplificazione mai fatta. Con il decreto alziamo il livello di velocità ma non offriremo spazio agli appetiti criminali».
Il testo - più di 100 pagine per 48 articoli - conferma le deroghe per un anno per le assegnazioni degli appalti, rivede i reati di responsabilità erariale e abuso d'ufficio, spinge la digitalizzazione della Pa e rende più veloci le procedure per le valutazioni di impatto ambientale (Via) e le procedure per la posa della banda ultralarga. In particolare, in tema di appalti, la nuova disciplina degli affidamenti di lavori, servizi e forniture prevede l'affidamento diretto per prestazioni di importo inferiore a 150.000 euro; una procedura negoziata, senza bando, previa consultazione di un numero di operatori variabile sulla base dell'importo complessivo, per tutte le prestazioni di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria. È previsto che l'aggiudicazione o l'individuazione definitiva del contraente avvenga entro due mesi. Il mancato rispetto di tali termini, i ritardi nella stipulazione del contratto o nell'avvio dell'esecuzione dei lavori possono essere valutati ai fini della responsabilità per danno erariale del responsabile unico del procedimento.
Il presidente del Consiglio ha promesso tempi brevi per la versione definitiva del testo e una rapida pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Molto critica invece l'opposizione. «È l'ennesima bufala: dopo la cassa integrazione che non arriva, i soldi delle banche che non arrivano, la presunta semplificazione», taglia corto Matteo Salvini che avrebbe preferito il totale azzeramento del Codice degli appalti e l'adozione del modello Genova.
Accanto al dl Semplificazioni il governo ha stilato nel piano Italia veloce un lungo elenco di 130 opere pubbliche considerate prioritarie, prevedendo investimenti per poco meno di 200 miliardi di euro, in gran parte già disponibili, in parte attesi dal Recovery fund europeo. Fra queste ci sono l'Alta velocità ferroviaria Palermo-Messina-Catania che andrà in gara già quest'estate, l'Alta velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria, Pescara-Roma, Pescara-Bari, Genova-Ventimiglia, Venezia-Trieste, La Spezia-Parma, Brescia-Verona. E poi ampliamento della Salaria, della Pontina, della Ragusana, della 106 Ionica, realizzazione Gronda in Liguria, potenziamento della Agrigento-Caltanissetta.
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