Le strade si riempiono. Lecce pronta a ripartire

Martedì 5 Maggio 2020 di Stefania DE CESARE
Si riparte. E in alcuni momenti e in alcune parti della città quella di ieri è sembrata quasi una giornata normale. Tante auto in giro e qualche difficoltà a trovare i parcheggi.
Dopo due mesi di letargo forzato, anche a Lecce riprende la vita post lockdown. Un timido risveglio per i leccesi che ieri sono entrati ufficialmente nella fase 2, con la riapertura di alcune attività e un allentamento delle misure restrittive.
Prime passeggiate all'aperto ma con distanziamento sociale, spostamenti in auto ma sempre con autocertificazione alla mano, autobus in circolazione ma con obbligo di mascherine e limiti di capienza. Un lento ritorno alla normalità che appare però fragile, ottenuta dopo settimane di sacrifici e che adesso si teme di perdere.
Per questo, ieri mattina, i leccesi si sono dimostrati attenti nel loro rientro alla vita professionale. Ad aumentare è stata principalmente la circolazione automobilistica sia sulle circonvallazioni che lungo tangenziali. Tornano le auto sulle arterie più importanti, lungo le quali sono presenti numerosi uffici e servizi - da via Taranto a viale Japigia, da viale Gallipoli a via Calasso ma niente a che vedere con il caos pre-Covid. Comunque non si vedeva tanta gente in giro da tempo.
Più vuota, invece, la zona commerciale, dove i negozi sono ancora chiusi e l'attività di shopping è al momento rimandata. E con le prime ore di libertà, sono stati tanti i cittadini che hanno approfittato della bella giornata per passeggiate e corse in solitaria.
Nel giorno uno dopo il lockdown, anche il trasporto pubblico locale ha cambiato volto. Le porte dei bus non sono aperte a tutti: per gli utenti c'è l'obbligo di mascherine e il rispetto di alcuni accorgimenti come l'utilizzo corretto delle porte e dei posti a sedere.
«Abbiamo previsto una capienza massima di 15 persone ha spiegato l'assessore alla Mobilità Marco De Matteis -. Stiamo valutando l'ipotesi di implementare alcuni percorsi, provando a sostituire le corse scolastiche, al momento sospese, con qualche corsa in più nelle ore di punta».
Riparte la città e ripartono i cantieri. «Sono ripresi i lavori in via Gino Rizzo per la pista ciclabile e gli interventi per la rotatoria di viale Aldo Moro ha aggiunto De Matteis -. Faremo degli interventi per la segnaletica orizzontale, progettando delle bike line e corsie di emergenza. Da giovedì attiveremo il servizio di bike sharing». Presto, poi, lo spazio di fronte a negozi e ristoranti, solitamente occupato da auto in sosta, diventerà prezioso per gli esercenti. Per questo il Comune potrebbe pensare di sacrificare qualche striscia blu per permettere alle persone di mettersi in fila in sicurezza, o magari di consumare cibi e bevande.
«Si dovrà avere la maturità di capire che lo spazio in strada servirà per il nostro vivere piuttosto che per le auto in sosta ha aggiunto l'assessore -. Ci aspettiamo unità di intenti con le attività commerciali». E con l'avvio della fase 2 ritorna a riunirsi in Prefettura il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Tra i punti discussi, il controllo negli ingressi per chi arriva da fuori regione, pianificati presso la stazione ferroviaria di Lecce e davanti al terminal di piazzale Carmelo Bene, dove approdano le linee di pullman. Previsto anche un supporto alle aziende affinché siano messe in atto le prescrizioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Nel giorno in cui la città riapre, i parchi restano chiusi. E c'è chi protesta con un pic-nic improvvisato davanti al Parco di Belloluogo: tovaglia apparecchiata, ombrellone, giochi e marshmallows ma senza nessuno a partecipare. La singolare rivolta è stata firmata da un invisibile Comitato per il Libero Accesso ai Papaveri per manifestare «la cocente delusione dinanzi al ritardo con cui l'amministrazione comunale si è presentata all'appuntamento con l'agognata fase 2 - spiegano nel comunicato -. Intempestività dovuta, per ammissione dello stesso sindaco, alla scelta di gestire le aree verdi tramite una piattaforma digitale, la cui funzionalità sarà ad ogni modo tutta da verificare». Il gruppo ricorda le difficoltà affrontate in questi due mesi di chiusura e invoca il «diritto alla primavera» e «il diritto di vedere i papaveri. Chiediamo all'attuale giunta di onorare il concetto di rappresentanza e restituire agli abitanti di Lecce i parchi urbani a cui, in base al decreto Conte, si può accedere».
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