Dior, sfilata davanti all'Episcopio e backstage in casa del vescovo

Domenica 16 Febbraio 2020 di Leda CESARI
Il palco di Dior davanti all'Episcopio. Il quartier generale e il backstage sistemati al piano di rappresentanza dell'appartamento dell'arcivescovo, in modo ovviamente da non intralciare la vita domestica di monsignor Michele Seccia. E la piazza off limits, almeno parzialmente, dalla fine di aprile in vista del grande evento del 9 maggio con la presentazione della collezione della maison: allestimento e prove richiederanno un ambiente quanto mai tranquillo e privato per svolgersi in piena sicurezza, e senza la ressa che sta contrassegnando i preparativi dell'evento, anche se le funzioni religiose continueranno a svolgersi regolarmente.
Anche perché, oltre alle top model, sono attesi vip i cui soli nomi evocano scene di follia, da Charlize Theron ad Angelina Jolie passando per i coniugi Beckham, e naturalmente uno stuolo pressoché stellare di giornalisti, influencer, buyer, attori, sportivi, cantanti, e chi più ne ha più ne metta: le speranze dei leccesi di intercettare un invito all'evento, caccia già scatenatasi nel giorno in cui la notizia della sfilata è esplosa in tutta la sua forza evocativa, sono dunque ridotte al lumicino, perché i posti saranno pochi e comunque a disposizione della maison e dei suoi ospiti vip. La produzione italiana di Dior, invece, sarà sistemata nei locali nella redazione di Portalecce, dove ci sono computer, telefoni e stampanti utili all'aspetto comunicativo dell'evento.
A ragionare sulle linee guida della sfilata in programma il 9 maggio prossimo in piazza Duomo, proprio lei, il direttore creativo della maison parigina Maria Grazia Chiuri, tricasina di genitori che ieri mattina ha spaccato corso Vittorio Emanuele accompagnata dal sindaco di Lecce Carlo Salvemini e diretta proprio alla piazza illuminata dal sole e piena di curiosi per stabilire l'assetto della serata. La soluzione tecnica prescelta, al momento, sembrerebbe essere questa, anche se non sono esclusi colpi di scena dell'ultima ora.
Da sei a settecento i posti previsti per gli ospiti del jet set internazionale in arrivo in Italia per il doppio appuntamento fashion italiano Gucci a Capri e poi, appunto, Dior a Lecce che verranno alloggiati a Borgo Egnazia, in quel di Fasano, alla Fiermontina di Lecce e nel nuovo resort di lusso in allestimento presso l'ex Banco di Napoli di via di XXV luglio. L'allestimento della sfilata, ha poi annunciato sempre ieri il sindaco Salvemini a margine di una conferenza stampa «conterrà elementi tali da valorizzare la bellezza del luogo e la produzione artigianale d'eccellenza del Salento». Qualche esempio: i cesti in vimini, la cartapesta, il cibo. Tutto da decidere, ovviamente, ma non è escluso l'apporto, in fase realizzativa, degli artigiani di casa nostra.
Con l'arcivescovo di Lecce, invece, la maison ha concordato i temi generali della sfilata, che non dovrà prevedere elementi in contrasto con il luogo sacro (anche se la sfilata riguarda una cruise collection, ovvero una collezione da crociera, e quindi in teoria potrebbe contenere anche costumi da bagno).
Maria Grazia Chiuri è già da qualche giorno nel Salento, nella sua Tricase, per il suo primo blitz inerente la sfilata, e l'altro ieri ha postato una foto simbolica, ma poi mica tanto, su Instagram: tre sedie a sdraio sullo sfondo di un mare e di un cielo lividi e carichi di pioggia, quella caduta copiosa nel Salento nella giornata di venerdì. Classe 1964, nata a Roma, ha lavorato al successo della maison Valentino in collaborazione con l'amico Pierpaolo Piccioli dopo il ritiro del fondatore Valentino Garavani prima di passare nel 2016 a Dior, prima donna a capo della maison parigina dopo una sequela ininterrotta di uomini. Si sposta tra Parigi, Roma e Londra. Ma quando ha voglia di mare torna nel suo Salento.
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