L'intervista/De Giorgi (Ordine dei medici): «Con il possibile ok ad AstraZeneca noi medici pronti a fare la nostra parte»

Martedì 19 Gennaio 2021 di Massimiliano IAIA

«Qualora il vaccino AstraZeneca dovesse essere approvato, i medici sono disponibili non solo per l'attività persuasoria nella campagna di vaccinazione, ma anche per effettuare le somministrazioni». Quello di ieri è stato un giorno importante per il presidente dell'Ordine dei medici della provincia di Lecce Donato De Giorgi, che si è sottoposto al richiamo del vaccino Pfizer, avendo fatto parte dei primi 505 pugliesi del Vax-day dello scorso 27 dicembre, simbolico prologo della campagna di vaccinazione iniziata nei giorni immediatamente successivi.
Dottor De Giorgi, quale bilancio si può trarre da queste prime settimane di vaccinazioni?
«La data di oggi (ieri, ndr) è particolarmente importante, con il richiamo dei primi vaccinati. Si sta facendo un gran lavoro, anche se ancora ci sono criticità. Partiamo però da una premessa: stiamo parlando di un procedimento vaccinale che è senza precedenti, non solo dal punto di vista scientifico, con il vaccino a mRNA, ma anche per l'estensione delle somministrazione in una situazione così complicata».
Quali sono le istanze dell'Ordine in questa fase?
«Noi abbiamo sempre chiesto di vaccinare non solo gli operatori sanitari o quelli delle Rsa ma anche i liberi professionisti, gli odontoiatri, i medici in pensione, i giovani medici che oggi sono inoccupati ma che potrebbero essere impiegati a breve, e tutte le altre categorie ingiustamente messe in disparte. Dico ingiustamente perché ci sono medici che sono quotidianamente a contatto con la gente, come odontoiatri o otorini, ma penso anche a quei medici pensionati che magari si ritrovano a fare un'attività del tutto episodica ma possibile, visto che sono iscritti all'Ordine. Sono tutte situazioni ad alto rischio, a volte addirittura a rischio estremo. Anche questi medici meritano di essere inseriti tra le priorità degli elenchi, e speriamo che quest'inclusione possa avvenire già in questa seconda parte della fase 1».
Dopo Pfizer e Moderna, il 29 gennaio potrebbe essere dato il via libera ad un terzo vaccino, quello di AstraZeneca. C'è da parte dei medici la disponibilità a far parte dei somministratori per accelerare il più possibile numero delle vaccinazioni?
«Il vaccino AstraZeneca comporta due vantaggi molto importanti rispetto a quello Pfizer: uno riguarda la possibile, anche se non ancora confermata, vaccinazione unica, senza bisogno di richiamo; l'altro si riferisce alla conservazione, che non necessita delle bassissime temperature di Pfizer. È ovvio che, come è stato per gli altri vaccini, ci aspettiamo le stesse attenzioni anche per AstraZeneca, perché un conto è l'emergenza, un altro è la fretta. Ecco, una volta avute tutte le rassicurazioni del caso sull'efficacia anche di questo vaccino, l'Ordine dei medici è pronto a fare la sua parte».
Tuttavia non si può ignorare che alcuni operatori sanitari abbiano annunciato di non voler sottoporsi alle vaccinazioni. Nei loro confronti c'è stato anche chi ha detto: Dovrebbero cambiare mestiere. Cosa ne pensa?
«È chiaro che c'è differenza tra i dubbi dei medici e quelli dei cittadini, anche per il ruolo di responsabilità che abbiamo e che ci viene riconosciuto già nell'inserimento tra le priorità per le vaccinazioni. Lo ripeto: se il vaccino di AstraZeneca riceverà il via libera, vorrà dire che sarà stata seguita la procedura formale di accertamenti sull'efficacia di questo vaccino. Quindi, pienamente d'accordo sulla libertà di scelta, ma è chiaro che non possiamo subire passivamente tutto questo. Però bisogna anche riportare il problema nelle sue effettive dimensioni».
Cosa intende dire?
«Nel nostro territorio i medici portatori di queste ideologie sono una fetta decisamente sparuta, però trovano una maggiore amplificazione. In larghissima parte i medici non solo aderiscono al programma vaccinazioni ma vogliono anche dare attivamente il loro contributo per completare il programma stesso nel più breve tempo possibile».
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