Omicidio a Napoli, ucciso Salvatore la «strega»: vendetta a freddo per il delitto di Halloween

Sabato 25 Luglio 2020 di Leandro Del Gaudio

Salvatore la «strega» è tornato. Sta di nuovo camminando da queste parti. È tornato a casa. Parole cariche di rabbia che hanno scandito gli ultimi giorni di vita di Salvatore Attanasio, pluripregiudicato di 42 anni, ucciso due notti fa nella zona delle case nuove, a pochi metri dalla sua abitazione. Ucciso a coltellate, al termine di un’aggressione ordita da qualcuno che conosceva. Una quindicina di coltellate, sia al petto, che alle spalle e alle gambe, al culmine di una esecuzione animata da odio covato da tempo. Un delitto che rimanda a quel nomignolo - la «strega», appunto - dettato da un’altra vicenda di cronaca: il coinvolgimento di Attanasio nel delitto di Halloween, consumato in un circoletto ricreativo nel 2011, un agguato per il quale il pregiudicato era stato arrestato, poi scarcerato dal Riesame, fino a finire a giudizio a piede libero.

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Ma torniamo alla cronaca di questi giorni, torniamo all’ultimo delitto a Napoli, lì nella notte delle case nuove. Siamo in via Manzo, quando Attanasio viene affrontato, picchiato e pugnalato. Era in sella allo scooter, viene trovato riverso nel suo sangue, per essere condotto in ospedale, al Vecchio Pellegrini, dove i medici possono fare bene poco. Sul corpo sono state riscontrate anche delle contusioni, verosimilmente riconducibili a percosse, circostanza che fa pensare a una lite sfociata nell’accoltellamento mortale. Attanasio aveva l’obbligo di firma a Latina, per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Di recente, 5-6 giorni fa, ha comunicato che si sarebbe spostato a Napoli, nella zona delle cosiddette «Case Nuove» (detto anche il rione dei magliari) dove abita la sua famiglia. Lì vicino, l’esecuzione. Un omicidio spietato, un travaso di odio e violenza. C’è un accostamento suggestivo. Inevitabile il riferimento ai fatti di Halloween di nove anni fa, all’interno del circoletto Cannavaro, sempre alle spalle del Loreto mare. Ricordate cosa accadde? Il killer era vestito da strega. Aveva cappello, mantello e maschera, come se stesse andando a una festa a tema. Erano le 23.30 del 31 ottobre. Fece fuoco, sparò nel mucchio e uccise Salvatore Rispoli, anche se non era lui il target della spedizione di morte (rimasero ferite altre due persone, colpite da altri due killer). Obiettivo di quell’agguato, però, era Vincenzo Maggio, padre di Salvatore Maggio, all’epoca personaggio di spicco dei Mazzarella e killer di fiducia del boss. Fatto sta che per quell’omicidio di Halloween, a febbraio scorso era stato arrestato Salvatore Attanasio, accusato di aver voluto vendicarsi per l’uccisione del padre colpendo «Totore» Maggio nel corso della più classica vendetta trasversale: quella che si consuma a distanza di anni, quando ormai la vittima designata ha da tempo abbassato la guardia. 

Un caso controverso, quello dell’omicidio della strega di Halloween. Difeso dagli avvocati Arturo Serao e Alessandro Di Palma, Attanasio è stato scarcerato dal Riesame, finendo a giudizio a piede libero (al termine delle indagini condotte dal pm anticamorra Francesco De Falco). 
 

 

Ma cosa avrebbe spinto Attanasio a fare quell’irruzione all’interno del circoletto ricreativo? Il richiamo del sangue, sembra di capire. Ventidue anni fa, il padre venne ammazzato dai Mazzarella, o meglio, dalla famiglia Maggio. Quanto basta a ordire una vendetta, con tanto di travestimento tematico. Pistola in pugno, il volto di una strega. Ipotesi, al momento solo ipotesi. Ma torniamo all’omicidio di due notti fa. Inchiesta condotta dai pm Valeria Sico e Maurizio De Marco, nessuna ipotesi al momento è esclusa. Nelle mani degli investigatori (in campo la Mobile del primo dirigente Alfredo Fabbrocini) una rosa di nomi. Ci sono dei sospettati, anche se è stata smentita la notizia di un arresto nel corso del pomeriggio di ieri: nessuno si sarebbe consegnato alle forze dell’ordine, anche se è logico pensare che l’assassino abbia le ore contate. Ma quali sono le piste battute fino a questo momento? Potrebbe non esserci un movente strettamente camorristico, anche se l’assassinio è maturato in un contesto infarcito di codici mafiosi. Gli stessi che ti portano ad affrontare il nemico per strada, quando hai un conto da saldare per fatti recenti o per vecchie storie mai completamente rimosse, a proposito di streghe che ritornano a casa dopo anni di assenza.  

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