Meloni: «Il governo cadrà anche senza i cambi di casacca»

Giovedì 2 Gennaio 2020 di Mario Ajello
Meloni: «Il governo cadrà anche senza i cambi di casacca»

Onorevole Meloni, perché le è piaciuto il discorso di Mattarella?
«Perché è stato un discorso di alto profilo. Mi sono piaciuti i richiami all’identità italiana. Una visione da italiano orgoglioso, nella quale io, essendo una italiana orgogliosa, mi ritrovo con facilità. Purtroppo il discorso del Presidente si scontra con la realtà dei fatti. Questa, a causa dell’attuale governo, è un’Italia minimale, curva su se stessa, incapace di stare a testa alta».

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La colpa non è un po’ di tutti?
«È soprattutto del governo Conte. Che essendo unito solamente dal collante della paura e dell’interesse, non ha alcuna visione dell’Italia. Tutto si risolve in una gara interna a chi vuole dimostrare di essere un po’ meno impresentabile dell’altro. Ma gli italiani sanno che questo governo è impresentabile nel suo complesso».

Però, l’impressione è che l’esecutivo sopravviverà al voto in Emilia.
«E’ vero che giochiamo, per così dire, fuori casa. Ma non penso che il governo si salverà. In Emilia Romagna noi vogliamo vincere. Le liste di Fratelli d’Italia sono forti, io da qui al 27 gennaio sarò molto presente in quella regione ma sia chiaro che noi siamo lì prima di tutto per parlare dei problemi di quei territori e non del governo nazionale. Vogliamo dimostrare che c’è un’alternativa all’unica forma di amministrazione che i cittadini emiliani e romagnoli hanno conosciuto in questi decenni. Perché non è vero che L’Emilia Romagna funziona grazie al Pd. Funzionava nonostante il Pd, potrebbe cioé funzionare molto meglio senza il sistema di potere di quel partito che la sta soffocando». 

Ma non li vede i sondaggi che danno Bonaccini in vantaggio?
«I sondaggi dicevano anche che in Umbria c’era il testa a testa. Poi abbiamo vinto con 20 punti di scarto. Soprattutto dove esiste un sistema di potere consolidato, c’è una fetta consistente di cittadini che non lo dichiara ma voterà per cambiare».

Il 2019 è stato bellissimo per FdI, arrivato a due cifre. E il 2020?
«Il meglio deve ancora venire. Sempre tenendo i piedi per terra, stiamo raccogliendo i frutti di un lungo lavoro di sacrificio, coerenza, concretezza e serietà». 

Non le dà fastidio intanto che certa sinistra la stia blandendo? Non teme, da questo punto di vista, di fare la fine di Fini?
«No. Quello che Fini non capì è che certa sinistra ti usa in modo strumentale contro quello che considera il mostro. Ma quando dovesse riuscire nell’intento di farlo fuori, il mostro successivo saresti tu. Infatti, come forse avrà notato, io non sono mai caduta nella trappola. Per me, l’avversario è la sinistra e non lo sono mai i nostri alleati di centrodestra. Sono stata la prima a difendere Salvini nella vicenda dell’autorizzazione a procedere per la nave Gregoretti e lo faremo fino alla fine, perché considero scandaloso che qualcuno venga mandato a processo per aver svolto il suo lavoro». 

A proposito di processi. Sulla prescrizione come intendete muovervi?
«Penso che questa legge assurda e tremenda sia una delle chance che abbiamo per mandare a casa il governo in tempi rapidi». 

Spera che Renzi rompa il quadro?
«Mi auguro che ci sia il buon senso di impedire una norma come questa, che lascerebbe le persone potenzialmente sotto processo a vita e addirittura con l’ignominia che ciò accada anche per chi è stato assolto in primo grado. È una cosa da regime comunista cinese. Quindi confido che si preferisca mandare a casa il governo, piuttosto che ammazzare lo stato di diritto in Italia». 

Insomma tifa Renzi?
«Questo, mai. Renzi fa tutto strumentalmente. E sono rimasta basita a sentirlo dichiarare che bisogna abolire il reddito di cittadinanza, una settimana dopo che il suo partito ha votato compatto la manovra che prevede 8 miliardi di euro spesi per il reddito di cittadinanza nel 2020». 

Se non crolla sulla prescrizione, crolla sull’Emilia il Conte 2?
«Se il centrodestra vince, credo non ci sia più margine per il governo. Anche il Presidente della Repubblica, in quel caso, dovrebbe considerare qual è il sentimento popolare in Italia. Una cosa che non si dice mai è che, secondo il diritto costituzionale, l’istituto dello scioglimento anticipato delle Camere è proprio lo strumento di cui il Capo dello Stato dispone quando dovesse ravvisare che c’è una distanza troppo larga tra il sentimento popolare e ciò che accade nel Palazzo. Questo, naturalmente, Mattarella lo sa molto meglio di me e non ha bisogno di consigli».

Quindi non crede in un ribaltone in Parlamento? 
«Credo che la transumanza parlamentare non servirà. Il governo andrà a casa per logoramento. Per il bisogno che hanno tutte forze politiche della maggioranza di segnalare la loro esistenza in vita. Questo porterà all’implosione».

Non crede invece che la precarietà sia la vera stabilità?
«Non in questo caso. Le contraddizioni sono troppo forti e lo vedremo tra breve. Il 2020 sarà l’anno della libertà».

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