Ventilazione meccanica controllata: una "finestra aperta 4.0"

Tecnologie evolute per un ricambio d'aria continuo che coniuga salubrità, comfort termico, risparmio energetico

Contenuto a cura di Piemme Brand Lab in collaborazione con PRANA
Venerdì 27 Maggio 2022, 13:56 - Ultimo agg. : 13 Giugno, 10:04 | 7 Minuti di Lettura

Invisibile ma determinante per la qualità della nostra vita e il nostro benessere: parliamo dell'aria. In particolare di quella che si respira nei luoghi chiusi, negli ambienti di vita e  di lavoro frequentati per molte ore al giorno, che può essere causa di danni alla nostra salute e al nostro equilibrio psico-fisico nel lungo termine ma anche nel breve.

Fra gli edifici, più frequentati e nei quali si trascorre un maggior numero di ore, ci sono le scuole, dove spesso si registra anche un danno "a breve termine" legato ad una scarsa qualità dell'aria: quello della diminuzione della capacità di concentrazione e della produttività. Bambini e ragazzi, soggetti vulnerabili sotto l'aspetto fisico, hanno anche una capacità limitata di concentrarsi. E' anche per questo che garantire in classe una buona qualità dell'aria significa favorire l'apprendimento e lo studio.
 

Come garantire una buona qualità dell'aria nelle scuole così come negli ambienti di vita e di lavoro?

A rispondere è Angelo Spena, ingegnere, Ordinario di Fisica Tecnica Ambientale nell'Università Tor Vergata di Roma: "Un adeguato e regolare  ricambio d'aria è la modalità con la quale è possibile migliorare l'aria che respiriamo in ambienti chiusi. Lo si può fare per via naturale, aprendo cioè le finestre almeno una volta ogni ora per 5-6 minuti. Il fattore climatico, però, rappresenta un evidente limite: aprire la finestra incide negativamente sul comfort termico e comporta un notevole spreco di energia derivante dalla dispersione di calore. Non solo, questo tipo di ricambio richiede necessariamente il presidio attivo dell'ambiente: qualcuno deve provvedere ad aprire e chiudere le finestre".

L'esigenza di immettere nell'ambiente aria "nuova" incontra dunque ostacoli che la tecnologia è riuscita con successo ad aggirare. Spiega il prof. Spena: "L'alternativa al ricambio d'aria naturale è rappresentata dagli impianti di ventilazione meccanica controllata (VMC). Disponibili da tempo sul mercato e oggi perfezionati, essi permettono un rinnovo di aria continuo, non hanno bisogno di essere assistiti nè di essere presidiati perchè funzionano automaticamente, provvedendo a un ricambio d'aria modulabile in base alle specifiche esigenze degli ambienti. Inoltre, aspetto che appare sempre più importante in un'ottica di efficienza energetica e risparmio delle risorse, la VMC comporta una dispersione di calore minima, consentendo di mantenere un comfort termico ottimale senza i disagi comportati dalla apertura delle finestre. Questo grazie al fatto che la VMC prevede uno scambio di calore (e, si noti bene, non di aria) fra il flusso di aria pulita immessa nell'ambiente, in inverno più fredda, e quella in uscita, più calda. Lo scambio di calore avviene grazie al contatto fra il condotto dell'aria entrante con il condotto dell'aria uscente. Tale recupero è tanto più intenso quanto più fredda è l'aria esterna".

"Sebbene gli impianti di VMC siano alimentati da elettricità, l'energia di cui complessivamente necessitano è in ogni caso inferiore a quella che si sprecherebbe con l'apertura delle finestre - prosegue il prof. Spena - Recenti stime convergono nel quantificare il risparmio energetico ottenibile grazie alla VMC, rispetto a un ricambio d'aria naturale, in quello che definisco come 'fattore 4': con la VMC si può arrivare a consumare in totale, a parità di portata, fino a 4 volte meno energia rispetto a quella che si consuma con l'apertura delle finestre; oppure, a parità di consumo, si può ottenere un ricambio d’aria 4 volte più intenso".

Altro aspetto fondamentale che il prof. Spena sottolinea è la possibilità di intervenire su edifici esistenti: "Sul mercato si trovano oggi anche impianti smart, modulari non centralizzati, che non richiedono grandi interventi sull'edificio. Sono installabili in tempi rapidi e sostanzialmente senza impedire la fruibilità della struttura durante l'installazione. Un vantaggio non da poco soprattutto per le scuole".
 

Quali altri aspetti considerare

E' evidente che laddove si voglia procedere all'installazione di un impianto VMC si devono considerare alcuni aspetti specifici. Fra questi la capacità dell'impianto elettrico di supportare la potenza necessaria per il suo funzionamento. "Questa valutazione è necessaria soprattutto per ambienti che sono maggiormente frequentati/affollati (proprio come le scuole) perchè la quantità di aria che deve essere rinnovata dal dispositivo è proporzionale al numero di persone che si trovano nell'ambiente" precisa il prof. Spena che evidenzia anche l'importanza del fattore "rumore". "Il livello di rumore dei dispositivi VMC che si intende installare non è un fattore secondario come potrebbe sembrare – evidenzia il Prof. Spena – La rumorosità dell'impianto porta con sè, infatti, un 'rischio inconsapevole', legato ad un fattore umano. Chi, trovandosi nell'ambiente, non tollera il rumore tende a spegnere l'impianto oppure a ridurne la portata annullando o riducendo in tal modo l'efficacia della VMC. Anche aprire la porta o le finestre di un ambiente in cui sia acceso un dispositivo per la VMC significa alterare il corretto funzionamento dei flussi d'aria che ne permettono il rinnovo e la purificazione. Un rischio che nelle scuole è particolarmente elevato e che ricorda, una volta in più,  l'importanza di educare all'uso corretto degli impianti perchè l'investimento in salute e benessere che viene fatto non venga vanificato. In generale è carente, e in particolare nel nostro paese, una cultura del vivere in ambienti chiusi, lo denunciai pubblicamente fin dal marzo del 2020 ai fini del contrasto del Covid-19: manca l'educazione a utilizzare con intelligenza gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione. Questo aspetto è venuto poi puntualmente emergendo dall'esperienza dei primi impianti VMC installati nelle scuole e nelle università per fronteggiare la pandemia".

 

L'esperienza delle scuole marchigiane

Il Prof. Spena, delegato del Rettore per la VMC nella sua Università, fa tra l’altro riferimento ad uno studio condotto dalla Fondazione David Hume in collaborazione con la Regione Marche, l'unica in Italia ad avere investito, fin dal gennaio 2021, risorse proprie, 9 milioni di euro, per installare impianti di VMC nelle scuole marchigiane e ad avere destinato ulteriori 3 milioni per attrezzare le aule con sanificatori.

Lo studio ha mostrato che, con la massima portata di ricambio dell’aria, (6 o più ricambi ogni ora), gli impianti di Ventilazione meccanica controllata, installati in un ambiente chiuso, abbattono più dell’80% il rischio di infezione da Sars CoV-2. Un dato statisticamente significativo a cui si aggiunge un'altra evidenza emersa dall'indagine: maggiore è il ricambio dei volumi dell’all’aria, maggiori sono i risultati della riduzione della contaminazione. Quindi non basta mettere un apparecchio VMC, ma occorre installarne fino alla portata massima adeguata. Lo studio ha sottolineato anche come, utilizzando la VMC nelle scuole, si potrebbe ridurre il tasso di incidenza da 250 su 100.000 (soglia di rischio individuata dal Ministero) a un tasso di 50 su 100.000, con una prospettiva di "contenimento" del virus almeno doppia di quella del vaccino.

L'indagine, che si è concentrata sulla capacità della VMC di limitare la diffusione del covid 19, apre a considerazioni che vanno oltre la gestione pandemica, lasciando intuire più in generale gli impatti positivi sulla salute degli studenti in relazione ad allergeni, ad agenti inquinanti, al radon, o alla stessa CO2.

VMC: la proposta di Prana nelle Scuole Italiane

I dispositivi Prana sono sistemi di VMC con recupero di calore concepiti per migliorare la qualità dell'aria (e della vita) in ambienti chiusi. I sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata di Prana, infatti, permettono di espellere le sostanze nocive contenute nei locali, gli odori, i batteri della muffa, il fumo, rendendo più sana l’aria che si respira. L’ambiente viene così bonificato da sostanze dannose, l’aria interna viene aspirata e espulsa all’esterno, ma il calore viene trattenuto mentre viene immessa aria nuova dall’esterno tramite condotti separati.

Le soluzioni Prana prevedono dispositivi puntuali (decentralizzati) e sono dunque modulabili in base alle esigenze, sono adattabili a ogni tipo di immobile, in quanto la loro installazione risulta estremamente rapida (circa due ore) e non prevede interventi strutturali invasivi. Inoltre, le dimensioni particolarmente compatte dei recuperatori permettono di inserirli nella parete attraverso un unico foro e di renderli praticamente invisibili a tutto vantaggio dell'estetica della struttura. I dispositivi Prana, inoltre, sono dotati della funzione di monitoraggio continuo della qualità dell'aria, un plus che consente di ottimizzarne l'efficacia e l'efficienza. Nell'ottica di fare "educazione" sui sistemi di ricambio e purificazione dell'aria, non soltanto fra gli adulti che devono gestire i dispositivi di VMC ma anche fra i bambini e i giovanissimi che possono trarne benefici, Prana Italia organizza incontri nelle scuole. Come quello che si è svolto di recente presso la scuola "Cimino" dell'I.C.5 di Pomigliano D'Arco (NA), una “finestra aperta 4.0” dove l'azienda ha installato 22 dispositivi VMC per garantire una migliore vivibilità degli ambienti.

Per maggiori informazioni è possibile cliccare sul sito www.prana24.com o visitare la sede di Prana Italia s.r.l. - Via lidia, 3/a Roma 00179 - tel. 0645491229

Per approfondimenti sull'attività di Prana nelle scuole è possibile visitare la pagina dedicata

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