Sgarbi "accorcia" le distanze, l'attrice va via arrabbiata

Lunedì 7 Settembre 2020 di Alda Vanzan
Fortuna che si ride con Ficarra (senza Picone) e Alessandro Siani: «Se abbiamo paura del Covid? Siamo gli unici due che Alessandro Preziosi non ha abbracciato, se superi Preziosi vuol dire che sei immune. Pare che il ministro Azzolina lo userà per le scuole». Terrazza Biennale, mancano poche ore all’assegnazione dei premi del Filming Fest Best Movie, l’organizzatrice Tiziana Rocca si aggira in ciabatte di gomma con cerotti al dito piccolo («Non mi stanno più le scarpe»), mentre tra i suoi invitati Matilde Gioli con in braccio il chihuahua Kal-El («È il nome kryptoniano di Superman») racconta a una tivù che la sera prima, in passerella, si sentiva molto a suo agio con lo smoking a pelle nuda, solo due strisce di tulle a velare i seni. In ventiquattr’ore il festival di Venezia ha fatto il pienone di attori italiani tra il Premio Kinéo di Rosetta Sannelli (sabato) e il Filming Fest Best Movie della Rocca (ieri). Ma il tema del giorno è stata l’arrabbiatura di Sara Serraiocco, l’attrice trentenne presente al Lido per il film Non odiare con Alessandro Gassmann, che al Kinéo ha rimproverato Vittorio Sgarbi per averle stretto le mani e sussurrato all’orecchio. «Magari teniamo le distanze di sicurezza», è sbottata, visto che nessuno di quelli che stavano sul palco in campo Santa Sofia a Venezia, lei compresa, portava la mascherina. E la notizia è che Sgarbi, che i più si aspettavano sbraitasse, non ha battuto ciglio, salvo ironizzare: «Sono d’accordo, non va bene amarsi troppo». Al che Serraiocco, visibilmente arrabbiata, ha girato i tacchi e se ne è andata. «Il premio Kinéo ha adottato tutte le misure di sicurezza obbligatorie come da protocollo richiesto», ha fatto sapere ieri Rosetta Sannelli, anche se sul palco dopo il rimbrotto dell’attrice aveva cercato un’assoluzione: «È l’entusiasmo che ci fa dimenticare le regole».
LE PROTEZIONI
Altro premio, altra scenetta. Italian Pavillion all’hotel Excelsior, mezzogiorno, conferenza stampa del premio di Tiziana Rocca. Presenti tutti i premiati dai lettori di Best Movie, salgono sul palco la madrina Rocio Munoz Morales, quindi l’attore Giuseppe Battiston. Poi tocca a Barbora Bobulova. Che tentenna, non vuole togliersi la mascherina: «Sono un po’ paranoica, su questo microfono ci ha appena parlato Battiston». Tiziana Rocca rassicura: «Ho comprato 25 cappucci per il microfono, lo cambiamo ogni volta». È così che, dalla platea, Ficarra e Siani si lanciano in una serie di gag, il bersaglio è Preziosi: «Abbraccia tutti». L’interessato ricambia con una «poesiola» tagliente.
IL LOCKDOWN
Ma com’è stato il lockdown per gli attori? Matilde Gioli: «Una sofferenza, ero a Roma per lavoro, avevo un appartamentino preso l’occasione, ero da sola, sempre, mi sono anche messa a ricamare a punto e croce. Ma dico a tutti che le regole vanno rispettate, non roviniamo il lavoro fatto da medici e infermieri». Rocio Munoz Morales: «È stato difficile, ho preso forza dalle mie figlie, dai loro sorrisi. Ma il lockdown mi è anche serviti per ricaricarmi, apprezzare le piccole, vere cose della vita». Claudia Gerini: «Per me è stato un periodo produttivo, ho letto tante cose, mi sono liberata di quello che non serviva». Ficarra: «Ho fatto quintali di pane». Tutti contenti di trovarsi a Venezia, da Antonello Sarno («Non vedevo così tanta gente dal martedì grasso») a Lambert Wilson («Sono diventato giardiniere, contadino, pensionato, pensavo fisse tutto finito»). E tutti “mascherati”. Battiston: «Se servono le mascherine? È un infelice chi pensa il contrario».
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