Crac Crediveneto: 130 risparmiatori chiedono l'indennizzo

Mercoledì 24 Giugno 2020 di Maria Elena Pattaro
La protesta dei risparmiatori di Crediveneto

MONTAGNANA - Novità dal fronte del crac Crediveneto, la banca di credito cooperativo di Montagnana che Bankitalia ha messo in liquidazione coatta nel 2016. Le azioni di circa 8mila soci erano andate in fumo da un giorno all'altro: 19 milioni di euro evaporati all'improvviso. Quattro anni dopo, 130 risparmiatori hanno chiesto l'indennizzo al Fir (Fondo Indennizzo Risparmiatori) istituito dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Nel frattempo la procura di Rovigo ha chiuso le indagini preliminari nei confronti di alcuni ex vertici, accusati di false comunicazioni sociali e di aggiotaggio, cioè di aver diffuso notizie false o alterate per turbare un mercato.

I DUE FRONTI
L'indennizzo e l'azione penale sono i due fronti su cui si è mosso il Gruppo Difesa Soci ex bcc Crediveneto, che riunisce circa 200 titolari di quote sociali della defunta banca di credito cooperativo. L'istituto, nato nel 1999, contava 27 sportelli sparsi tra le province di Padova, Verona, Vicenza e Mantova. In 130 soci hanno aderito alla richiesta di indennizzo: tra loro c'è chi possedeva quote pari a 4-5mila euro, ma anche chi aveva somme ben più considerevoli, che sfiorano i 50mila. «Facendo una media siamo sui 10mila euro a socio», calcola Claudio Spimpolo, membro del direttivo del Gruppo. Il che significa 1,3 milioni di euro. L'indennizzo previsto è del 30 per cento, quindi, a spanne la cifra rimborsata ai soci traditi si aggira sui 390mila euro complessivi. Oltre che nel parziale rimborso, il Gruppo confida anche nel rinvio a giudizio degli ex vertici della bcc, su cui la procura di Rovigo ha concluso le indagini preliminari, condotte dalla Guardia di Finanza. «Ci auguriamo afferma l'avvocato Matteo Moschini, legale del Gruppo di assistere a breve ai rinvii a giudizio dei soggetti responsabili della malagestio della banca e del successivo tracollo della stessa e di poter così costituirci parte civile nell'ambito del relativo procedimento penale».
La liquidazione coatta della banca aveva scatenato dure mobilitazioni, animate sia dal Gruppo Difesa soci ex bcc Crediveneto, sia dal Comitato per la salvaguardia dei diritti e interessi dei soci della Bcc Crediveneto. Entrambi avevano depositato esposti all'autorità giudiziaria. Nel registro degli indagati erano finiti sette nomi, di cui sei ex vertici della bcc: l'ex presidente Piergiorgio Agostini, l'ex direttore generale Luca De Mattia, il suo vice Nicola Zanirato, l'altro vicedirettore Emanuele Leoni, l'ex presidente del collegio sindacale Eugenio Salvi, l'ex responsabile dell'area finanza della banca Gabriele Meggiorini e il commercialista Patrizio Basile.
 

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