Scade appalto manutenzione stradale, vigili usati come “transenne umane” per segnalare le buche a Ostia

Domenica 22 Marzo 2015 di Giulio Mancini

Vigili urbani usati come operai o, peggio ancora, come transenne umane per presidiare le voragini sulle vie del litorale romano dove, da una settimana, è scaduto l’appalto della manutenzione stradale e nessuno tappa le buche.

Nel gran frullatore della crisi amministrativa e politica municipale di Ostia e dintorni, succede pure questo. I vigili urbani sono chiamati a pattugliare fisicamente le crepe che si aprono nell’asfalto e che rappresentano un pericolo per la circolazione. E’ successo tre giorni fa in via di Dragone per un’intera giornata e si è ripetuto anche venerdì in via dei Romagnoli. «Abbiamo finito le transenne così, di notte, l’unica squadra esterna, destinata a rilevare gli incidenti, è stata bloccata con i fari accesi all’incrocio con via delle Acque Rosse» raccontano gli agenti del gruppo X Mare. «Per i rilievi sui sinistri si è dovuta chiamare un’altra pattuglia da Roma».

In via dell’Appagliatore e in via delle Fiamme Gialle per segnalare le buche più profonde gli agenti hanno immerso le barriere spartitraffico di plastica che costituiscono un egual pericolo per motociclisti e automobilisti. Non si contano le strade interdette alla circolazione dai nastri gialli di segnalazione di pericolo. «Su via Wolf Ferrari - indica Pierfrancesco Marchesi, ex presidente della commissione municipale Lavori pubblici - non solo è stato chiusa la carreggiata veicolare ma è interdetto anche il passaggio pedonale sul marciapiedi. Assurdo, per passare bisognerebbe volare». «Già dall'aprile 2013 la Polizia locale di Ostia dietro nostra segnalazione ha accertato il dissesto stradale di via Lotti e Franchetti che ha avuto come conseguenza diretta l'istituzione del limite di velocità di 30km l’ora» ricorda Giosuè Mirizio di “Infernetto Sicura”.

«E’ ora di dire basta - lamenta Mauro Costa delegato sindacale della Csa-Ospol - Noi vigili stiamo facendo anche da operai: pur di rendere minimamente sicura la circolazione, ci armiamo di sacchi di sabbia e di pala per coprire le buche ma è una soluzione di breve durata». «Questo è un danno alla città ed una dissipazione dell’organico già ridotto ai minimi termini: l’amministrazione si occupi di queste cose invece di pensare alle rotazioni insensate di personale» tuona Raffaele Paciocca delegato Rsu del gruppo Roma X Mare.