Mosse da karate per le rapine fuori dai locali di Testaccio: presi tre egiziani

Giovedì 13 Aprile 2017 di Anita Sacconi
Mosse da karate per le rapine fuori dai locali di Testaccio: presi tre egiziani

Rapine seriali a danno di giovani nottambuli a colpi di karate. Tre cittadini egiziani, poco più che ventenni, sono stati arrestati martedì notte dai carabinieri della stazione Roma Aventino per rapina aggravata, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale nel cuore della capitale.

Nella movida notturna di Testaccio, i tre extracomunitari all'uscita delle discoteche che di notte animano il quartiere, individuavano le loro vittime e, complice il buio, le accerchiavano intimandogli di consegnare soldi e telefoni cellulari. Chi si ribellava veniva picchiato: uno dei rapinatori, sfruttando le mosse dell'arte marziale giapponese, li colpiva al volto e alla pancia mettendoli k.o. A quel punto entravano in scena gli altri due complici, che depredavano le vittime di tutti i loro averi. Poi tutti e tre si davano alla fuga a piedi, facendo perdere le proprie tracce tra le oscure vie del quartiere. Lo stesso schema tutte le sere, fino a martedì notte, quando una pattuglia di carabinieri in borghese in servizio preventivo, ha sentito le urla di una ragazza provenire da via Caio Cestio. 

Accorsi immediatamente sul posto, i militari della stazione Roma Aventino si sono trovati di fronte al duello: la vittima grondava sangue dal naso mentre il rapinatore gli assestava colpi di karate al volto e alla pancia, mentre la fidanzata del giovane, piangeva e urlava disperata, appena derubata della propria borsa dagli altri due malfattori. I carabinieri hanno tentato di bloccare i tre egiziani ma la banda, per nulla intimorita, ha affrontato la pattuglia. Dopo una violenta colluttazione, il karateka è stato immobilizzato insieme ai complici. 

Il ragazzo e la ragazza aggrediti sono stati accompagnati al pronto soccorso più vicino, dove sono stati medicati e dimessi con ferite giudicate guaribili dai sanitari in 5 giorni. I tre egiziani, accusati di rapina aggravata, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, sono stati giudicati con rito direttissimo e successivamente condotti nel carcere romano di Regina Coeli.

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