Sant'Atanasio, miracolo radiofonico per Borgo Quinzio
​La Festa rinasce grazie alla generosità delle star

Sabato 6 Agosto 2016

Quella festa s’ha da fare... Borgo Quinzio di Fara in Sabina è una comunità di 1500 anime, ma ne stava per perdere una quella della tradizione di lustri: la festa del patrono, di Sant’Atanasio. Il comitato che organizzava ritualmente l’evento, la settimana magica che traghettava tutto il popolo di Borgo dall’agosto delle ferie al settembre del lento rientrare dentro ritmi e luoghi della quotidianità, non si era formato. E senza quel coaccervo di persone e sensibilità, di voglia di fare una Festa di Sant’Atanasio, ancora, niente festa appunto.

Un anchorman radiofonico, Ilario Di Giovambattista, mente e anima di Radio Radio, è uno di Borgo Quinzio: nelle lunghe dirette radiofoniche parlando di calcio e non solo lo ricorda spesso. Immaginare la prossima volta in cui si doveva vantare sui 104.5 del suo essere uno di Borgo Quinzio, del mitico borgo natìo a fronte dei 10 mesi di solitudine della statuetta del santo rimasta senza cittadini che – come da tradizione – la ospitavano in casa come per una processione di dimora in dimora sarebbe stato impossibile. E l’idea – per la prima volta da oltre cinquant’anni – di passare da agosto a settembre senza la festa patronale e restare con un vuoto di odori (mostaccioli, nocciole glassate, porchetta, zucchero filato) e rumori (gli spari, i bambini, le giostre, i concerti in strada, la banda i suoi ottoni) era per Ilario e la sua famiglia insopportabile.

E allora l’uomo di comunicazione, i suoi amici e la famiglia si sono semplicemente ribellati al destino.

Prima le telefonate, poi gli appelli in diretta e il tempo sottratto all’interesse generale per quello che sembra una piccola storia di Borgo. Non lo è, non solo per l’ispirazione alle intemerate di Papa Francesco e per il richiamo alla misericordia che fa tanto pendant con l’anno santo ancora in corso. Dal 30 agosto al 6 settembre: vediamo chi si fa coinvolgere, a zero euro, per la voglia di dare una mano. Che nel caso significa dare spettacolo e creare eventi che innescheranno un meccanismo positivo: quelli bravi lo chiamano, volano. Un volano di buoni sentimenti: ecco il sì di Edoardo Vianello e i CorEdo (il 5), Francky&Cantina Band, Martufello e Appucundria, la Fanfara della Polizia di Stato, una street band come gli Akuna Matata, eppoi Alex Britti e Stefano Di Battista (che chiuderanno il 6 settembre). Nelle prossime ore altri si stanno aggiungendo (Di Giovambattista annuncerà in radio martedì 9 la squadra completa). E quando senti certi nomi, ecco che spuntano altri protagonisti indispensabili per happening come la festa di un patrono: arrivano i fuochi artificiali e a prezzo di costo, anzi meno, luci e allestimento del palco.

La Woodstock di Sant’Attanasio, in un paesino della via Salaria a metà strada tra Roma e Rieti, è cosa fatta. O quasi. Il fatto l’immancabile stand gastronomico produrrà utili buoni per restaurare la chiesa di Borgo Quinzio è cosa buona e giusta, ma cosa ancora più buona e gusta è la scossa di adrenalina, devozione e orgoglio paesano che questo Sant’Atanasio 2016 porterà a paesani, forestieri e ospiti illustri.

 

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