La corsa al Campidoglio si decide sulla mobilità:
le proposte dei candidati a confronto

Venerdì 27 Maggio 2016 di Flavia Scicchitano

Una sedia vuota, quella di Virginia Raggi, nel salotto della tribuna elettorale del Tgr che ha riunito tutti i candidati a sindaco di Roma prima delle urne.

L’aspirante prima cittadina del M5S ha dato forfait in uno degli ultimi confronti pre elezioni comunali, ufficialmente per “motivi personali”, tirandosi addosso critiche e veleni dei suoi dodici sfidanti. A cominciare da Giorgia Meloni, FdI: «Evidentemente non è così sicura sua posizione. Se ha paura di confrontarsi con suoi competitori figurati quando lo dovrà fare con il Governo». A farle da eco Carlo Rienzi, lista Codacons: «E’ una palese violazione della legge», ha detto.

In studio anche Roberto Giachetti, Pd, Stefano Fassina, SI, il civico Alfio Marchini, Mario Adinolfi, Alessandro Mustillo, Dario Di Francesco, Michel Emi Maritato, Alfredo Iorio, Simone Di Stefano e Fabrizio Verducchi. Due i temi principali della sfida: i trasporti e le priorità una volta eletti. Sul fronte della mobilità Marchini metterebbe a punto un piano per la riqualificazione delle strade entro l’estate, con manutenzione a spese delle aziende.

Fassina dimezzerebbe il numero delle auto in cinque anni grazie a quattro passanti ferroviari, il completamento della linea C, i prolungamenti di metro A e B, tre nuovi tram, preferenziali e ciclabili. Giachetti prolungherebbe la metro C fino al Foro italico e la B a Casal Monastero, poi 150 nuovi bus e preferenziali contro il senso di marcia. Meloni punterebbe invece sulle linee express, bigliettaio sui bus e varchi in entrata e uscita.

Ma quale sarà il primo provvedimento del nuovo sindaco? Per Marchini la reintegrazione dei precari, la riorganizzazione della città in 150 quartieri ognuno con un responsabile unico e presidi fissi militari dopo il Giubileo. Per Giachetti, invece, la riorganizzazione della struttura amministrativa, a partire dai Municipi. Fassina incontrerà l’ad di Cdp per rinegoziare il mutuo del debito di Roma e ridurre Irpef, Tari e rilanciare gli asili nido. Meloni penserà al rapporto con i dipendenti comunali, decoro, lotta a degrado, corruzione e abusivismo commerciale e delle moschee. Per il candidato comunista Mustillo la revisione del patto di stabilità e l’assunzione delle 5 mila precarie delle scuole materne ed elementari. Per Di Stefano (Casapound) spostare le risorse dai rom agli italiani

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