Renzi: "Eternit, cambieremo la prescrizione".
Poi attacca i sindacati: sciopero inventato

Giovedì 20 Novembre 2014
Renzi e Camusso

ROMA - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è intervenuto a RTL 102.5 in mattinata per parlare della polemica con i sindacati e del caso Eternit, con le condanne e i risarcimenti annullati per via dell'avvenuta prescrizione. O una vicenda come Eternit «non è un reato o se è un reato ma prescritto, vuol dire che bisogna cambiare le regole del gioco sulla prescrizione» perchè «non ci deve essere l'incubo della prescrizione», ha detto Renzi. «Le domande di giustizia - osserva - non vengono meno» nel tempo.

«Non è possibile su alcune vicende avere regole che col tempo fanno saltare la domanda di giustizia, perchè ci sono dei dolori che non hanno tempo», sottolinea Matteo Renzi in un'intervista a Rtl. «Dobbiamo far sì che i processi siano più veloci e non ci sia modo di chiudere la partita più velocemente perchè è passato tanto tempo come se le domande di giustizia venissero meno. No, non vengono meno». «La giustizia deve essere tempestiva. Non possiamo cedere davanti alla prescrizione. I processi devono essere veloci e giusti», sintetizza al termine dell'intervista il premier su Twitter.

Su Salvini e Camusso «Salvini e Camusso sono due facce stessa medaglia». E' durissimo il nuovo attacco che Matteo Renzi sferra ai sindacati dai microfoni di Rtl 102.5. Loro, dice il premier, «sono dei leader della protesta. Io li rispetto ma non posso permettermi la protesta, io sono quello che ci prova.

«Vado avanti» «Il Paese - continua - è diviso in due: tra chi si rassegna e chi va avanti. Ma chi oggi in Italia continua a tener duro sta ottenendo risultati. Non mi preoccupo: possono far scioperi ma noi abbiamo promesso che cambieremo e, piazza o non piazza, le cose le cambiamo», risponde all'annuncio dello sciopero generale, il 12 dicembre, di Cgil e Uil.

«Sciopero inventato» - «Non mi preoccupo di far scioperare le persone ma farle lavorare. Anziché passare il tempo a inventarsi ragioni per fare scioperi, mi preoccupo di creare posti di lavoro perché c'è ancora tantissimo da fare». «Ci sono stati più scioperi in queste settimane che contro tutti gli altri governi. Ma il governo sta cercando di mettere in piedi tutte le azioni necessarie per far ripartire il lavoro. Se coloro i quali non hanno mai scioperato in passato, oggi scioperano sempre, gli faccio i miei auguri».

Il tweet Più tardi Renzi twitta un messaggio più distensivo: «Profondo rispetto per chi sciopera: va benissimo e non faremo nessuna polemica perché è un diritto costituzionale garantito che rispetteremo sempre e comunque». E ancora: «Rispetto per il diritto costituzionale allo sciopero. Ma noi non ci fermiamo. Questa Italia la cambiamo».

L'ipotesi fiducia Sul Jobs act «siamo pronti a mettere la fiducia se serve, ma non è detto che ce ne sia bisogno. A ieri sembrava di no. Vedremo nei prossimi giorni», ha aggiunto. «Siamo pronti con i decreti attuativi» della delega lavoro. «Arriveranno nei primi trenta giorni» dall'entrata in vigore. «Saremo rapidissimi».

Il tema Quirinale «È nel pieno diritto» di Giorgio Napolitano «lasciare prima del tempo. Nessuno deve tirargli la giacchetta, neanche io. A me farebbe piacere che restasse il più possibile ma sarà lui a decidere e qualunque sia la decisione dovrà avere la gratitudine di tutti gli italiani e soprattutto delle forze politiche», ha detto infine a proposito del «mandato a tempo» di Napolitano.

Ultimo aggiornamento: 15:14