Vaccini, in Lombardia tempi d'attesa lunghissimi. I pediatri: "In campo anche noi"

Martedì 11 Aprile 2017 di Elisa Straini
Vaccini, in Lombardia tempi d'attesa lunghissimi
Sull’utilità dei vaccini i dubbi tra le mamme lombarde sembrano essere pochi. Il 94% di loro infatti li ritiene in generale importanti, ma ben oltre la metà (63%) preferirebbe che fosse il pediatra di fiducia a somministrarli ai propri figli, per una maggiore sicurezza, visto che l’argomento genera domande e non poche preoccupazioni. È quanto emerge da una ricerca su 400 mamme commissionata dal Simpef, il sindacato dei medici pediatri di famiglia, presentata ieri.

Tre mamme su quattro, tra le intervistate, espone infatti qualche ansia sul tema, come timore di effetti collaterali (53% ), di interferenza col sistema immunitario (24%), per le prime dosi somministrate quando il bambino è molto piccolo (23%) e per troppe somministrazioni nello stesso giorno (22%). Pur considerato efficiente dal 78% delle mamme, inoltre, il centro vaccinale dove ora ci si reca per le prestazioni, presenta alcune criticità. Tra queste, dalle mamme, sono state indicate il costo del servizio, il tempo d’attesa al telefono per la prenotazione e quello per avere un appuntamento. Con particolare preoccupazione, dopo gli ultimi casi di contagio, per i tempi d’attesa per la vaccinazione contro la meningite da meningococco B: la media è di circa un anno.

Uno scenario di fronte al quale il sindacato dei pediatri torna ora a proporre alla Regione di poter eseguire le vaccinazioni anche nei propri studi, magari anche il weekend. Domani è in agenda un incontro con l’assessore al Welfare Giulio Gallera. Da parte dei pediatri, ha spiegato ieri il segretario nazionale e regionale Simpf, Rinaldo Missaglia, c’è dunque «la disponibilità su base volontaria di affiancarsi al servizio vaccinale pubblico per eseguire le vaccinazioni nei propri ambulatori», ma anche la richiesta di poter collaborare con Palazzo Lombardia, per una sorta di anagrafe vaccinale che consenta di mettere in ordine e in rete i dati. Circa 5000 sarebbero i bambini mai vaccinati nella Regione, ma - ha spiegato Missaglia - «ancora oggi il pediatra di famiglia non ha accesso ai dati delle vaccinazioni».
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